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I Sogni di Donna di Giulia e Claudia Benazzoli

3 Ottobre 2016 Jessica Bordoni
Dietro il marchio veronese Benazzoli ci sono Giulia e Claudia Benazzoli, due sorelle di 28 e 33 anni che hanno deciso di dedicarsi a tempo pieno alla produzione vinicola. «Io sono diplomata alla scuola agraria», racconta Giulia, «mentre mia sorella ha frequentato la facoltà di Viticoltura ed Enologia. Dopo la fine degli studi, entrambe ci siamo concesse dei viaggi all’estero, in Australia e in America, per fare nuove esperienze. Quando siamo tornate alla “base”, nel 2009, abbiamo deciso di imprimere un nuovo corso all’attività di famiglia».

La famiglia Benazzoli è nel settore da quattro generazioni

La sede aziendale è a Pastrengo nella zona di produzione del Bardolino, dove il nonno di Giulia e Claudia acquistò alcuni terreni negli anni Settanta. «La nostra famiglia ha radici in Val d’Adige, in Trentino, e noi rappresentiamo la quarta generazione impegnata nella produzione vinicola. Prima di noi, però, tutti si erano limitati al conferimento delle uve e alla vendita di vino sfuso», continua Giulia.

La difficoltà degli inizi di Giulia e Claudia Benazzoli

Con grande passione ed energia, le due sorelle si lanciano nell’avventura. «La prima vendemmia, targata 2009, ha prodotto poco meno di 5 mila bottiglie. Oggi siamo a circa 50 mila e i nostri prodotti sono apprezzati in una decina di mercati. Non nascondo che all’inizio sia stata molto dura. Siamo nella zona del Garda, dove il numero di turisti stranieri – soprattutto tedeschi, austriaci, inglesi – è alto. Con la nostra valigetta in mano, abbiamo bussato alla porta dei ristoratori per proporre i nostri vini. Vedendo due giovani, e per di più donne, molti non ci hanno preso sul serio. Quando andava bene, ci dicevano di lasciagli sei bottiglie campione e tornare dopo 15 giorni per parlare con il titolare…».

Il progetto Sogni di Donna

Ma poi piano piano le cose sono cambiate, la credibilità è cresciuta e oggi Giulia e Claudia Benazzoli sono pronte a lanciare la linea prestige “Sogni di donna”, che esprime perfettamente le aspirazioni e il modo di intendere la viticoltura delle due titolari  «La nostra filosofia è quella di ricreare nei vini i sapori della terra da cui derivano, puntando particolarmente alla tradizione e agli insegnamenti lasciati negli anni, senza però trascurare l'innovazione e mantenendo lo stesso spirito, la stessa voglia di migliorarsi e la passione di vino che ha sempre contraddistinto la famiglia Benazzoli».

Quattro vini seducenti e dalla forte personalità

La nuova gamma parla un linguaggio femminile, e tuttavia le quattro etichette che la compongono non sono pensate come vini “da donna” bensì vini “fatti da donne”. Come spiega Giulia: «Abbiamo cercato di dare vita a quattro vini sorprendenti, forti, gentili, sensuali, appassionati». Ogni etichetta raffigura il volto di una donna, che corrisponde al nome del vino». Sono quattro donne immaginarie, ciascuna con il suo carattere, il suo stile, il suo gusto personale che ovviamente richiama il profilo organolettico del vino stesso». Dafne è un Bardolino Doc, Agata un Pinot grigio Veneto Igt, Giava un Rosso Verona Igt e Tecla un Bardolino Chiaretto Doc.

Il fiore all’occhiello del Chiaretto Spumante Brut Femme Fatale

Da ricordare anche il fiore all’occhiello della produzione aziendale: il Chiaretto Spumante Brut a cui è stato dato il nome di Femme Fatale. Blend di Corvina, 80%, e Rondinella, 20%, è una bollicina Metodo Charmat di colore rosa brillante con perlage fine e persistente. Il bouquet è intenso con delicate note floreali che ricordano la viola e piccoli frutti rossi. In bocca è fruttato, elegante, armonico e di buona sapidità.

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