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È legge: il Soave si imbottiglia solo in provincia di Verona

21 Settembre 2018 Anna Rainoldi
Dal 2019 il Soave Doc potrà essere imbottigliato solo in provincia di Verona. L'importante cambio al disciplinare della denominazione veneta è stato approvato ieri dal Comitato Nazionale Vini Dop e Igp.
Il vino a denominazione Soave potrà essere imbottigliato solo a Verona per garantire i controlli necessari di certificazione e qualità sui prodotti: un risultato ottenuto grazie alla sinergia strategica tra Ministero, Regione Veneto e Consorzio, che in questi mesi ha preparato tutta la documentazione da far pervenire al Comitato. È da febbraio che il Consorzio di tutela ha approvato questa importante modifica al disciplinare del Soave, avviando formalmente l’iter per ufficializzarla.

Come cambiano le regole del Soave

Dal 2019 il Soave e il Soave Classico potranno essere imbottigliati solo nella provincia di Verona e nei comuni di Montebello Vicentino e Gambellara in provincia di Vicenza. Chi già imbotttiglia Soave Doc al di fuori di quest'area mantiene il diritto acquisito, ma dovrà richiedere una deroga al Ministero delle Politiche Agricole. Dopo l'introduzione nel 2015 della fascetta di Stato, questa nuova norma serve a tutelare ulteriormente la tracciabilità del prodotto Doc immesso nel mercato, in adeguamento alle altre denominazioni d’origine italiane.

Riparte il Comitato Nazionale Vini Dop e Igp

L’organo che stabilisce le procedure di modifica dei vini Dop e Igp si è ricostituito poco più di un mese fa, dopo mesi di preoccupante assenza (da fine 2017). Con il dossier Soave l'insediamento recente del Comitato, nominato dal ministro Centinaio e presieduto da Michele Zanardo, comincia a dare i primi frutti, ma sono oltre 50 le denominazioni in attesa dell'approvazione delle modifiche al loro disciplinare. «Devo ringraziare chi ha operato in questi mesi verso questa modifica: gli uffici ministeriali e quelli regionali che con grande disponibilità e attenzione hanno seguito l’iter e guidato il Consorzio verso questo passo di maturità e responsabilità» è il commento di Sandro Gini, presidente del Consorzio. «Attendiamo ora la chiusura dell’altra modifica, quella delle unità geografiche aggiuntive, che pone l’accento su questo periodo di importanti cambiamenti per la denominazione finalizzati alla qualità del prodotto».

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