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Dieci anni di Nizza Docg, un cammino verso l’eccellenza della Barbera

Dieci anni di Nizza Docg, un cammino verso l’eccellenza della Barbera

Dieci anni sono un traguardo che chiama i primi bilanci. E quelli del Nizza Docg, nata nel 2014, parlano di una denominazione riuscita in così poco tempo a cucirsi un ruolo di primo piano sul palcoscenico enologico italiano.

Numeri e consensi certificano la consacrazione alla quale ha lavorato, fin dal 2002, l’Associazione dei produttori di Nizza in concerto con Consorzio di tutela Barbera d’Asti e Vini del Monferrato: dalle 315 mila del 2016, anno d’esordio sul mercato, nel 2023 le bottiglie vendute hanno scavalcato il milione. Da un pugno di pionieri i produttori sono oggi 90, molti dei quali cantine di Langa e nomi internazionali che hanno scommesso su questo territorio.
Una crescita innescata dall’idea di «far nascere un grande vino in vigna», commenta il presidente dell’associazione Stefano Chiarlo, che insieme coi consociati ha voluto ripercorrere le tappe di un sentiero decennale facendo assaggiare alla stampa specializzata il percorso di evoluzione del Nizza e tracciando l’idea che questa enclave della Barbera ha immaginato per i prossimi anni. Uno sguardo tra passato e futuro affacciati alla terrazza panoramica del ristorante Ceresio 7 a Milano.

Una super Barbera

Il Nizza è un cru della Barbera e viene prodotto in 18 comuni intorno a Nizza Monferrato e prende il nome dal fiume che li bagna, il Rio Nizza. È nato nel 2000 come sottozona della versione Superiore della Barbera d’Asti (assieme a Tinella e Colli Astiani) e poi diventato Docg a sé stante grazie all’incessante lavoro proprio dell’associazione dei suoi produttori.
«Il sogno del Nizza è iniziato negli Anni ’90 ma è dai primi anni Duemila che una decina di produttori si sono messi assieme ispirati dall’intenzione di riconoscere una tipicità e inseguire la qualità», prosegue Stefano Chiarlo. Questa idea è diventata prima una menzione e poi una denominazione. «Oggi Nizza è la terza denominazione premium del Piemonte, vende in 50 paesi nel mondo ed è un marchio che sta trovando sempre più posto anche nell’alta ristorazione».

Nizza docg
Stefano Chiarlo presidente dell’Associaizone produttori del Nizza (a destra) con il vicepresidente Gianni Bertolino

Missione qualità

Le rese per ettaro, sotto i 70 quintali, l’uso di vigne vecchie e i dettami di cantina, che impongono 18 mesi di affinamento di cui 6 obbligatori in legno, che diventano 30 e 12 per la versione Riserva, non bastano a raccontare il percorso di qualità intrapreso dalla denominazione. Un sentiero lastricato dal costante impegno e dalla dedizione dei produttori.
Da anni viene seguito un innovativo, quanto empirico, metodo di verifica ulteriore che si concretizza in degustazioni periodiche “alla cieca” dei vini prodotti dall’Associazione: tutti i soci hanno l’obbligo di presentare i campioni e possono partecipare agli assaggi. Tale procedura mira ad accertare la qualità dei vini, individuando correzioni di eventuali imperfezioni o indicando possibili miglioramenti.
«L’analisi di campioni anonimi concede libertà di critica e rappresenta un’occasione di confronto. È nata 22 anni fa con l’intento di far progredire assieme la qualità della denominazione nel suo complesso. Siamo convinti che solo attraverso l’unione di sforzi e intenti il territorio e le sue espressioni possano conquistare sempre maggiore apprezzamento e riconoscibilità», spiega Gianni Bertolino, vicepresidente dell’Associazione produttori del Nizza e titolare della Cantina Olim Bauda.
Grazie anche a strumenti come questo, lo stile stesso del Nizza nel suo complesso si è molto evoluto negli anni. «Dalla moda della barrique si è passati al recupero delle botti grandi o affinamenti meno spinti in legni usati. Il risultato sono vini più moderni, in cui la precisione del frutto e la bevibilità sono maggiori», sottolinea Chiarlo.

Menzioni aggiuntive e mappa

A breve termine l’Associazione dei produttori del Nizza punta al riconoscimento nel disciplinare delle Mga – le Menzioni geografiche aggiuntive – individuate attraverso il meticoloso lavoro di zonazione condotto assieme con Alessandro Masnaghetti di Enogea e che nel 2018 ha dato vita alla Mappa del Nizza Docg: un vademecum di suoli, vigne e toponimi.
«Questa carta dei Cru ha dato una visione nuova ai produttori, una diversa conoscenza e consapevolezza delle caratteristiche dei terreni e delle loro possibilità espressive. Nell’arco di uno, due anni confidiamo di ufficializzare le menzioni aggiuntive nel disciplinare e riportarle in etichetta. Sono state individuate circa 120 MGA potenziali, ma solo una quarantina saranno quelle riconosciute», specifica ancora il presidente dell’Associazione.
«L’ascesa della denominazione in questi 10 anni è stata più rapida del previsto, con il valore del vigneto che è raddoppiato in pochi anni. Il Nizza ha bisogno ancora di crescere nel numero dei suoi produttori “importanti”. Perché e da quelli che si misura il peso di una denominazione. Il progetto», conclude Chiarlo, «è quello di arrivare a una dimensione produttiva simile a quella del Barbaresco, attorno ai 3-4 milioni di bottiglie, che consenta una corretta visibilità sul palcoscenico internazionale e garantisca al contempo il mantenimento di un alto livello complessivo della sua qualità e del suo posizionamento».

La degustazione

L’Associazione dei produttori ha proposto un viaggio attraverso le annate di produzione del Nizza dal suo riconoscimento a Docg scegliendo diverse espressioni dei diversi angoli del territorio della denominazione.

Michele Chiarlo – Montemareto, Nizza Docg 2021

Situata a Calamandrana, nel Monferrato, la cantina Michele Chiarlo produce vini a partire da alcuni dei cru più prestigiosi del Piemonte: da Cannubi e Cerequio a Barolo ad Asili e Faset a Barbaresco. Michele stesso è stato tra i fondatori del Nizza e primo presidente dell’Associazione dei produttori. La Tenuta La Court, 20 ettari a Castelnuovo Calcea, dà vita a quattro espressioni di Nizza, due “base” e due Riserva. Montemareto, nasce dall’omonima collina, destinata a diventare una delle prossime MGA della denominazione: quattro ettari su marne calcaree di Sant’Agata intervallate con sabbie «astiane».
Il vino affina 18 mesi, di cui 12 in botte grande e 6 in bottiglia. Profuma di succosi frutti rossi e neri, amarena e more, e ha note floreali, di viola, e leggermente speziate. È succoso, appagante, persistente e con una rinfrescante acidità.
La 2021, nonostante una primavera “eccentrica”, ha vissuto un’alternanza climatica perfetta, con un’estate calda (ma non torrida) e asciutta: un’annata tra le più memorabili del Nizza.

Dacasto Duilio – Moncucco, Nizza Docg 2019

Ad Agliano Terme, Duilio Dacasto con la moglie Gabriella e il figlio Claudio, enologo, gestisce otto ettari situati in parte in frazione Vianoce e in parte in frazione Salere, entrambe nel comune di Agliano Terme. Il cru di Moncucco, altro toponimo destinato alla menzione aggiuntiva, dà vita a una Barbera una cornice olfattiva elegante, con una perfetta dose di frutto e spezia, echi di ciliegia e pennellate cacao, e un legno perfettamente dosato.
Sapido con una distinta freschezza e grande profondità in bocca. La resa del vigneto per questa Barbera è contenuta a 60 quintali/ettaro, perfino al di sotto del disciplinare. Fermentazione malolattica e affinamento (per 18 mesi) in tonneau nuovi in rovere francese a tostatura controllata da 500 litri. Nel viaggio tra le annate del Nizza anche la 2019 rappresenta un di quei millesimi da mettere in cornice.

Coppo – Pomorosso, Nizza Docg 2017

Luigi Coppo, quinta generazione di famiglia, guida oggi la cantina omonima di Canelli con una storia iniziata nel 1892. Pomorosso, prodotto in un’area tra i comuni di Agliano Terme, Castelnuovo Calcea, Nizza Monferrato e Vinchio, deve il suo nome alla presenza, sulla sommità della vigna originaria, di un albero di mele rosse. Le vigne di Barbera affondano le radici in una marna argilloso-calcarea con presenze di gesso, ferro e carbonato di calcio.
Il vino, che affina 14 mesi in barrique, esprime intense sensazioni di frutti rossi eterei e li mescola con accordi di viola e soprattutto afrori di torrefazione e spezie dolci. Tannini ellagici composti, ampia persistenza palatale e tanta struttura. Una espressione ai cui contorni contribuisce l’annata caldissima come la 2017.

Tenuta Olim Bauda – Bauda, Nizza Riserva Docg 2016

La cantina Olim Bauda, “una volta Bauda” in latino, nasce nel 1961 quando la famiglia Bertolino, viticoltori da generazioni, rilevarono Villa De Negri, detta appunto “Bauda” dall’antico nome della famiglia che per secoli ha posseduto questi terreni a Incisa di Scapaccino. I 30 ettari della tenuta sono dislocati su cinque differenti comuni, caratterizzati da contesti pedoclimatici eterogenei. Le uve del Nizza Riserva Bauda provengono dalla vigna più storica, su terreni sabbiosi coperti da uno strato di argilla. Per questo cru si produce solo una botte da 25 ettolitri, dove il vino rimane ad affinare per 3 anni. Ha una grande progressione olfattiva con rintocchi di mora, marasca, viola, accenni torrefatti e di spezie dolci, chiodi di garofano. In bocca è avvolgente, sapido, strutturato, con un tenore alcolico intervallato dall’acidità tipica del vitigno e un finale balsamico. Classico e di buon equilibrio, come l’annata 2016 che porta in etichetta.

Erede di Chiappone Armando – Ru “Mandola”, Nizza Docg Riserva 2015

La cantina, fondata da Armando e Cesare Chiappone a metà del secolo scorso, si trova in cima alla collina di San Michele, nel comune di Nizza Monferrato, e condivide il cortile con l’omonima Pieve fondata su una precedente antica cappella del 1300. Le vigne, alcune di 70 anni, si trovano a un’altitudine di 270 metri.
La cantina produce due Nizza Riserva “Ru”. Il Mandola è un single vineyard da una parcella di poco più di mezzo ettaro su marne (“tuf” in dialetto) con affioramenti gessosi. Il vino fa un affinamento in legno di 24-30 mesi in tonneau da 500 e 650 litri e matura ulteriormente in bottiglia per circa 24 /30 mesi prima di entrare in commercio. Ha profumi sottili frutta con note di ciliegia, mora e cenni tostati, di cacao. Al palato regala lievi sensazioni tanniche ma un ottimo bilanciamento. Annata in punta di piedi la 2015, con un leggero anticipo delle maturazioni (8-10 giorni), ma capace di trovare un bell’equilibrio nei calici.

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© Riproduzione riservata - 17/06/2024

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