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Codice Citra, quarant’anni di Montepulciano

5 Novembre 2013 Jessica Bordoni
Il 2013 segna un traguardo importante per Citra: l’entrata negli “anta”. Era infatti il 1973 - esattamente 40 anni fa -quando venne fondata quella che oggi è la più grande realtà vitivinicola d’Abruzzo: un consorzio di secondo grado con nove cooperative nel Chietino e 3 mila soci vignaioli. Leader regionale di vendite in Italia e nel mondo, il gruppo ha una produzione di 18 milioni di bottiglie e un export che tocca 50 Paesi ed equivale al 60%. Per questo speciale compleanno Citra ha deciso di darsi un nuovo nome, Codice Citra, puntando su un pay-off e una brand strategy più moderna ed evocativa. VINI, VOLTI, VALORI - Il logo aziendale, realizzato da Robilant & Associati, riporta la scritta: “Vini, Volti, Valori”. A spiegarci il senso del progetto è il presidente Valentino Di Campli: «Per riposizionarci e rispondere meglio alle sfide del futuro abbiamo compiuto uno studio sulla nostra ragion d’essere individuando i valori fondanti della marca e il nostro specifico talento d’impresa. Il risultato è il passaggio da Citra a Codice Citra, due parole, piena sintesi dell’unione tra un territorio, l’Abruzzo Citeriore, e le 3 mila famiglie dei soci, che di generazione in generazione operano e portano avanti la coltura della vite in questa culla vocata, seguendo una sorta di codice etico oltre che produttivo». I Vini sono dunque espressione del profondo legame uomo-territorio, rispecchiano i Volti dei viticoltori, che perseguono i Valori secolari della civiltà contadina. IL TERRITORIO - La superficie vitata complessiva dell’azienda si estende per circa 6 mila ettari, che occupano gran parte della provincia di Chieti, dall’Adriatico verso l’entroterra, garantendo una ricchezza di microclimi e terroir differenti fra loro. Si allevano soprattutto gli autoctoni: Montepulciano, Trebbiano, Pecorino, Passerina e Cococciola; non mancano tuttavia gli internazionali Chardonnay, Pinot, Merlot, Cabernet Sauvignon e Sangiovese. LAUS VITAE E I SUOI COMPAGNI - L’etichetta portabandiera è il pluripremiato Laus Vitae, Montepulciano d’Abruzzo Doc, da impianti a cordone speronato di oltre 10 anni e pergola abruzzese di più di 30 anni ubicati tra i 250 e i 300 metri di altezza. La grande annata 2006 - medaglia d’argento al Concorso Enologico Vinitaly 2012 e medaglia d’oro e Italian Best Wine al Japan Wine Challenge 2012 - è stata affinata dapprima in serbatoi di acciaio e successivamente in botti grandi e barrique, così da fissare ed esaltare le caratteristiche fruttate del vitigno Montepulciano. «È un vino che potrà essere bevuto da qui al 2030: si presta a una straordinaria evoluzione», assicura il presidente. «Al gusto è pieno, caldo, con tannini dolci ed equilibrati e un lungo finale». Da citare anche il Laus Vitae in versione Trebbiano. Sempre nella linea Top Selection troviamo il Montepulciano Caroso e le Selezioni di monovarietali, tra cui la Cococciola Aer, il Cerasuolo Omen, il Pecorino Quoque e la Passerina Tibi.

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