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Nasce il Consorzio Vino Toscana

14 Giugno 2019 Emanuele Pellucci
Nasce il Consorzio Vino Toscana

Si chiama Consorzio Vino Toscana ed è il nuovo organismo voluto dai produttori del vino Toscana Igt per gestire e soprattutto tutelare il nome di questa importantissima denominazione. Cesare Cecchi ne sarà presidente per i prossimi tre anni.

L’atto ufficiale è venuto dall’assemblea dei produttori che si è tenuta lunedì scorso a Firenze, nella quale è stato deciso all’unanimità di trasformare il vecchio Ente Tutela Vini di Toscana nel nuovo organismo. Un ulteriore passo che i produttori hanno voluto fare dopo l’assemblea del 13 marzo scorso che ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione per il triennio 2019-2021. L’assemblea ha nominato presidente Cesare Cecchi, cotitolare con il fratello Andrea dello storico marchio chiantigiano.

Le parole del neo presidente Cesare Cecchi

«La Toscana Igt è una denominazione importantissima per il settore vitivinicolo della nostra regione», ci dice il neo presidente, che sarà affiancato alla direzione da Stefano Campatelli (che manterrà anche l’incarico di direttore del Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano). «È vero che sotto questa denominazione coesistono vini da 1 euro a bottiglia fino a 200 e più euro, tuttavia l’Igt Toscana ha sempre rappresentato il laboratorio di tutti i vini toscani. Inoltre, non dobbiamo dimenticare che questa denominazione riunisce il 25% dell’intera produzione vinicola regionale con una immissione sul mercato di circa 76 milioni di bottiglie all’anno per un valore di oltre 380 milioni di euro».

Stefano Campatelli, direttore del nuovo Consorzio Vino Toscana

Grande interesse per questo nuovo Consorzio da parte dei produttori

Attualmente i soci del Consorzio sono una cinquantina, ma già negli ultimi giorni stanno fioccando le domande di adesione. Non c’è dubbio, infatti, che Toscana sia un brand di grande valore nel panorama internazionale e, pertanto, molto appetibile. «Senza un organismo di tutela», spiega Cecchi, «non è possibile però proteggere il nome Toscana, perché i produttori da soli non sarebbero in grado di contrastare i numerosi tentativi di utilizzo, anche fraudolento, che si registrano nel mondo. Da qui la necessità di costituire una struttura indipendente, più dinamica e operativa del vecchio Ente di Tutela. Vogliamo perciò che questo Consorzio sia il più inclusivo possibile».

Un consiglio di amministrazione di spessore

Una conferma, e una garanzia, viene dalla composizione del consiglio di amministrazione, che comprende nomi di grande rilievo del panorama vitivinicolo toscano. Oltre al presidente Cesare Cecchi ne fanno parte i due vicepresidenti Rosanna Matteoli (presidente Cantina Montalbano) e Paolo Gamberi (Frescobaldi), ed inoltre Renzo Cotarella (Ad Antinori), Enrico Viglierchio (Dg Banfi), Sandro Sartor (Ad Ruffino), Davide Ancillotti (presidente Le Chiantigiane), Gianni Zipoli (presidente Cantine Leonardo), Massimo Tuccio (presidente Cantina Vini di Maremma), Luigi Parri (Fattorie Parri) e Maria Giulia Frova (Tenuta Il Corno).

Finalmente un valido interlocutore per confrontarsi con la Regione

«Tutti noi produttori», dice ancora Cecchi, «sentiamo la necessità di avere un Consorzio che abbia una doppia funzione: quella di essere rappresentativo verso la Regione Toscana, visto che al momento non esiste alcuna istituzione di riferimento, e soprattutto di avere qualcuno che tuteli il nome Toscana. Questo ha una valenza talmente forte che, a mio avviso, finora è stato sottovalutato. Invece adesso che finalmente se ne parla viene fuori l’interesse da parte di tutti».

Nel futuro prossimo massima attenzione alla tutela del nome

Progetti immediati? «Le prime attività in programma sono rivolte non tanto alla promozione dei prodotti quanto alla tutela del nome. Bisogna ridare credibilità e dignità al nome Toscana perché sul mercato ci sono prodotti con questo nome che andrebbero controllati con più attenzione. Ed è quello che faremo nei prossimi 2-3 mesi prima della vendemmia, anche se l’obiettivo principale è di ottenere in futuro il riconoscimento “erga omnes”. Quando questo ci sarà, potremo operare su più fronti per tutelare e valorizzare al massimo le produzioni a Igt Toscana. Devo ammettere, comunque, che con un consiglio di amministrazione come il nostro, realmente rappresentativo dell’intera regione, ogni obiettivo è realizzabile».

I numeri del vino Toscana Igt

Superficie di vigneto 12.400 ha
Produzione annua 642.000 hl
Produttori imbottigliatori 1.770
Bottiglie prodotte all’anno 76 milioni
Valore della produzione 380 milioni di euro

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