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Campo alle Comete: a Bolgheri la nuova stella di Feudi

16 Maggio 2017 Emanuele Pellucci
Con Campo alle Comete è stato un colpo di fulmine, confessa Antonio Capaldo. Ieri il presidente di Feudi di San Gregorio ha presentato ufficialmente la prima "chicca" toscana dell'azienda irpina: una nuova tenuta ai piedi della collina di Castagneto Carducci. «Abbiamo colto un'opportunità unica», ha spiegato, «perché non è facile oggi trovare a Bolgheri un’azienda che raccolga in un unico corpo sede, cantina e vigne». Campo alle Comete, già della famiglia Guicciardini Strozzi, è stata acquistata nel febbraio 2016 e rinnovata nel frattempo secondo la filosofia produttiva di Feudi.

Doppia anteprima da Campo alle Comete

È stata un’anteprima dell'anteprima quella che si è tenuta ieri nelle campagne di Bolgheri, in un clima di festa che ha visto riuniti a Campo alle Comete giornalisti, amici, clienti e tanti bolgheresi Doc. Oltre a visitare per la prima volta l'azienda, la stampa ha avuto infatti l’opportunità di degustare una serie di vini della vendemmia 2016, ancora in fase di maturazione. Campioni atti a divenire Bolgheri Rosso Superiore Doc, con relativa uscita in commercio a partire dal 2018.    

Saranno Bolgheri Superiore...

In particolare, tre Merlot in purezza provenienti dalla stessa vigna, ma da tonneaux di diverse tostature, e due Cabernet Sauvignon anch’essi da legni diversi (ma sempre rovere francese). Ma soprattutto quello che dovrebbe diventare il biglietto da visita di Campo alle Comete: un blend bordolese classico con uguali percentuali di Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. Oltre a questi vini in anteprima, è stato degustato anche l’unico Bolgheri Rosso Doc attualmente in commercio: Stupore annata 2015, l’ultima della precedente gestione, "ritoccato" dal nuovo staff tecnico della cantina.

Feudi a confronto con le varietà internazionali

Il "colpo di fulmine" per Campo delle Comete è arrivato durante la ricerca di un nuovo territorio fuori dal Sud (Feudi di San Gregorio è presente infatti in Campania, Puglia, Basilicata e Sicilia) dove potersi confrontare con una denominazione di prestigio, quale è quella di Bolgheri. «Il nostro intento è di confrontarci con varietà internazionali, che nell’esperienza di Feudi abbiamo relativamente seguito a vantaggio dei vitigni autoctoni, e approfondire il nostro bagaglio di esperienze tecniche e umane», spiega Antonio Capaldo. «Il filo rosso è il massimo rispetto del terroir e l’individuazione delle migliori sinergie tra suoli, microclima e varietà. Speriamo di saper contribuire allo sviluppo futuro di questo straordinario territorio».    

Novità in vigna

Attualmente la superficie vitata di Campo alle Comete è di 15 ettari, destinata però a quasi raddoppiare in tempi brevi, anche per la volontà di riequilibrare, ha spiegato Capaldo, l’eccessiva presenza di Merlot impiantando soprattutto Cabernet Franc. Non solo, ma da quest’anno i vigneti saranno convertiti al biologico. Oltre al Merlot e ai due Cabernet sono presenti minori superfici di Petit Verdot, Syrah, Alicante e Sangiovese. Tutte le vigne sono iscritte alla Doc Bolgheri con gli impianti più vecchi che risalgono al 1993, mentre gli ultimi interventi sono del 2007 e del 2017, con densità che oscillano tra le 6.500 e le 7.500 piante a ettaro.

Dirige Jeanette Servidio con l'enologo Stefano Di Blasi

A gestire in prima persona Campo alle Comete sarà Jeanette Servidio, in qualità di amministratore delegato della Feudi Toscana e direttore dell’azienda, con la consulenza tecnica dell’enologo fiorentino Stefano Di Blasi. «Il nostro obiettivo», ha spiegato Di Blasi durante la degustazione, «è di produrre una gamma di vini di alto livello. Tra questi, un Bolgheri Superiore diretto a una cerchia ristretta di consumatori che racchiuda in sé frutto, eleganza e longevità. Un'etichetta da produrre in quantità limitata, non più del 10% della produzione totale». Attualmente la produzione complessiva (che comprende anche un Vermentino e un rosato) è di circa 100 mila bottiglie all’anno, destinate ad aumentare dopo l’impianto delle nuove superfici vitate.    

Le comete sul soffitto della barricaia

La presentazione del nuovo gioiello di Feudi di San Gregorio è avvenuta in un clima prettamente festaiolo, dove non sono mancati momenti ludici con l’esibizione di giovani artiste, una caccia al tesoro e due grandi tavolate disposte sotto i grandi pini che circondano la villa, per un pranzo con 160 invitati. Con il sole splendente, tipico di questa zona, non era possibile vedere in cielo le Comete, ma bastava recarsi nella vicina cantina circolare, quasi un'astronave atterrata sul Campo, per ammirarle sul soffitto della barricaia buia.

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