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Il Friuli visto dalla stampa estera e l’intervista a Josko Gravner

24 Febbraio 2021 Anita Franzon

Il Friuli Venezia Giulia è una regione di confine, complessa e affascinante e anche gli stranieri la apprezzano. Nella sua varietà risiede l’enorme potenziale anche a livello viticolo. Tra i produttori più importanti della regione c’è sicuramente Josko Gravner, il primo a usare l’anfora per l’affinamento sulle bucce.

Su Vinous il giornalista Eric Guido ammette quanto sia difficile immaginare la vivacità e la complessità di questa regione, del suo terroir e della sua gente senza guardare una mappa. Il Friuli Venezia Giulia è, infatti, un crogiolo di culture, influenze climatiche e terroir, e può contare su un’ampia selezione di varietà di uve tutte eccellenti.

Una regione complessa e in costante movimento

Inoltre, la grande quantità di produttori dai percorsi, insegnamenti e stili di vinificazione differenti può creare un po’ di confusione su cosa aspettarsi quando si acquista una bottiglia di vino proveniente da questa regione. Eric Guido tenta di fare chiarezza partendo dalla geografia del luogo, passando per la sua storia ed esaltando le varietà autoctone come Ribolla gialla, Friulano e Malvasia istriana, ma anche la Vitovska nel Carso e il Picolit nei Colli Orientali; e, tra i rossi Refosco, Pignolo e Schioppettino. «Ammettiamolo: la diversità è una delle sue caratteristiche più attraenti», afferma il critico.

Intervista a Josko Gravner, pioniere e sperimentatore

La bella e lunga intervista al produttore del Collio Josko Gravner sul magazine Sprudge aiuta a capire perché, negli ultimi anni, i vini macerati prodotti in questi angolo del Friuli Venezia Giulia stiano facendo scuola in tutto il mondo: «È stata una tale emozione vedere finalmente le colline del Collio (Brda in sloveno) al confine tra Friuli e Slovenia», scrive l’autore dell’articolo. «Josko Gravner è considerato il primo produttore al di fuori della nazione della Georgia a produrre vini a contatto con la bucce in anfora», conclude. La forza di Josko è proprio quella di continuare a innovare e a produrre vino mai per moda e senza etichette in uno stato di metamorfosi costante.

In apertura: la cantina di Gravner a Olsavia (foto di A. Barsanti)

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