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Così Sanguis Jovis vede il Sangiovese oltre Covid

11 Novembre 2020 Matteo Forlì
Così Sanguis Jovis vede il Sangiovese oltre Covid

Sanguis Jovis, centro di ricerca e formazione di Fondazione Banfi dedicato al più coltivato vitigno italiano, guarda oltre la pandemia. Nuovi corsi per l’estate 2021, un’identità più internazionale e un magazine tra scienza, cultura e arte. Per colmare il gap d’immagine coi francesi.

Sanguis Jovis proietta il Sangiovese nella nuova era. Il centro studi permanente della Fondazione Banfi, l’ente senza scopo di lucro promosso da Banfi, riprogramma la formazione dopo la pandemia, potenzia la sua ambizione di divulgazione mirando oltre confine e dedicando nuove copertine alla bacca rossa toscana per eccellenza.

Summer school posticipata a luglio 2021

La quarta Summer school, originariamente in agenda a settembre 2020, è slittata in calendario al 12-16 luglio 2021; il bando di partecipazione uscirà online entro il mese di novembre. Sarà dedicata a “Maturazione e maturità del Sangiovese – La ricerca di un equilibrio tra viticoltura ed enologia” e proseguirà la sua mission di formare i professionisti del Sangiovese del terzo millennio.

Didattica in sicurezza per professionisti del Sangiovese

«Abbiamo portato a termine per un pelo la Winter school di marzo 2020, che si è chiusa due giorni prima dell’inizio del primo lockdown. Abbiamo però dovuto spostare la sessione di formazione estiva di un anno», spiega il presidente della Fondazione Banfi Rodolfo Maralli. «Proseguiremo la didattica rivolta a studenti neolaureati e professionisti del vino con l’ispirazione di un progetto diverso, innovativo, moderno ed europeo e con relatori che conoscono le difficoltà dell’insegnamento nel contesto attuale».

Una lezione della Winter School 2020

Verso una formazione internazionale

Una vocazione, quella di parlare a un target sempre più vasto e fuori dal perimetro nazionale, che si concretizzerà dopo il difficile momento di transizione della pandemia. «Uno dei progetti principali che abbiamo in cantiere è quello di rendere la scuola internazionale percorrendo un duplice binario», prosegue Maralli. « Da un lato far partecipare studenti stranieri ai corsi di Montalcino proposti in lingua inglese, dall’altro lanciare summer e winter school anche ad Hong Kong e New York, sempre sotto il cappello di Fondazione Banfi».

Un magazine tra ricerca, sociologia e cultura

Accanto alle pubblicazioni scientifiche – il terzo capitolo della serie“I Quaderni del Sangiovese” e i grant di ricerca – c’è poi l’idea di amplificare il messaggio con un’altra pubblicazione che vedrà la luce nel 2021.
«Un magazine che sia l’espressione del territorio. Uno strumento di racconto dell’universo Sangiovese a tutto tondo», spiega ancora il presidente di fondazione Banfi. «La rivista, semestrale, parlerà dei progetti della scuola Sanguis Jovis, ma andrà oltre, con contributi di sommelier, master of wine, ricercatori, sociologi, storici dell’arte. Avrà una tiratura di 2.500 copie, verrà distribuita fuori dal canale commerciale a un target selezionato». Con un’idea ferma in testa: colmare il gap di immagine tra vitigni italiani e i vari Cabernet, Merlot e Chardonnay.

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