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Neuromarketing del vino: le novità per i sommelier

26 Luglio 2019 Anita Franzon
Neuromarketing del vino: le novità per i sommelier

Misurare le onde cerebrali, la dilatazione delle pupille e il battito del cuore permette di capire quali sono i principi che ci guidano nella scelta di una bottiglia. L’alta tecnologia applicata alla mescita può aiutare i professionisti del settore.

Esperti di marketing e di comunicazione, venditori e sommelier: sono mestieri che prendono il via quando il produttore sigilla la bottiglia passandola, come il testimone di una staffetta, ai velocisti del mercato e, infine, a coloro che taglieranno il traguardo stappandola.

Il ruolo delle nuove discipline e della tecnologia

Di recente, discipline come il marketing e il neuromarketing applicate al mondo del vino e supportate dalla high technology hanno modificato le regole di questa secolare staffetta in modo da aiutare i consumatori meno esperti – che attualmente movimentano la maggior parte del mercato – nella scelta delle etichette. Intanto, nell’ambito del servizio del vino, marchingegni quasi fantascientifici promettono di prolungare il piacere della degustazione. A chiarire il funzionamento di queste nuove frontiere legate alle ultime scoperte tecnologiche sono Vincenzo Russo (professore di Psicologia dei consumi e neuromarketing allo Iulm di Milano e direttore scientifico del centro di ricerca Behavior and Brain Lab) e Andrea Montini (sommelier e diplomato in comunicazione e gestione del vino al master della Scuola Alma di Colorno, Parma).

Analizzando il movimento oculare (con Eye Tracker), si scopre cosa attira l’attenzione del consumatore quando guarda un’immagine pubblicitaria

È l’emozione che guida le nostre scelte

«Non siamo macchine pensanti che si emozionano, ma macchine emotive che pensano». Partendo dalla citazione del neuropsicologo Antonio Damasio (L’Errore di Cartesio, Adelphi 1994, 404 pp), Vincenzo Russo spiega come negli ultimi cinquant’anni gli studi di economia comportamentale e di neuroscienze (discipline che unite al marketing e alla psicologia dei consumi hanno portato alla nascita del neuromarketing) abbiano dimostrato che nei processi decisionali gli esseri umani si lasciano guidare dalle dinamiche affettive, razionalizzando e giustificando con la ragione ciò che in realtà è stato scelto con l’emozione.

L’articolo prosegue su Civiltà del bere 3/2019 . Se sei un abbonato digitale, puoi leggere e scaricare la rivista effettuando il login. Altrimenti puoi abbonarti o acquistare la rivista su store.civiltadelbere.com (l’ultimo numero è anche in edicola). Per info: store@civiltadelbere.com

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