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120 anni di Nino Negri: il segreto della longevità

12 Ottobre 2017 Jessica Bordoni
Centovent’anni e non sentirli. Lo scorso 10 ottobre l’azienda valtellinese Nino Negri, punta di diamante del Gruppo Italiano Vini, ha celebrato questo compleanno d’eccezione al Palazzo delle Stelline di Milano con un banco d’assaggio delle sue etichette più esclusive aperto al pubblico e un percorso guidato alla scoperta del Cenacolo Vinciano e della Basilica di Santa Maria delle Grazie per 150 fortunati ospiti.

L’omaggio al direttore-enologo Casimiro Maule

L’occasione ha riunito distributori, ristoratori, enotecari e giornalisti italiani e stranieri alla presenza del vertice del Gruppo Italiano Vini al completo, a partire dal presidente Corrado Casoli e dal direttore generale Roberta Corrà. Ma il vero protagonista della serata è stato Casimiro Maule, grande artefice del successo della Cantina di Chiuro, di cui è direttore ed enologo da oltre 40 anni. Insieme al giornalista Luciano Ferraro, firma del Corriere della Sera e collaboratore di Civiltà del bere, Casimiro Maule ha condotto una verticale di sei annate del 5 Stelle Sfursat, Valtellina Superiore Docg, il fiore all’occhiello della produzione aziendale.    

Il ricordo delle origini

«Questa giornata rappresenta un grande traguardo personale oltre che professionale», spiega Maule senza nascondere l’emozione. «Nel 1971, quando sono partito dal Trentino per cominciare a lavorare alla Nino Negri, non avrei mai pensato che sarei arrivato fino a qui. Ho chiesto espressamente alla dirigenza del Gruppo Italiano Vini di organizzare un evento per commemorare i 120 anni dalla fondazione aziendale e questa festa va oltre le mie aspettative». La Valtellina è terra di viticoltura eroica: terrazzamenti e muretti a secco impongono un grande lavoro manuale in vigna. «Se Nino Negri è il fondatore, lo sviluppo aziendale è legato a suo figlio Carlo, detto Carluccio, che ha saputo guidare l’azienda fino al 1977 con grande lungimiranza, puntando sul vino imbottigliato e sull’export e fungendo da traino per l’intera valle».

Il ruolo strategico del Gruppo Italiano Vini

Carlo Negri passa il testimone a un giovane enologo di San Michele all’Adige che ha lasciato la sua terra per dedicarsi anima e corpo per la “causa valtellinese”, all’epoca una zona vinicola sconosciuta e senza grandi mezzi. «Nel 1986 la Cantina è entrata a far parte del Gruppo Italiano Vini, che ha investito molto nella produzione e ha rilanciato il marchio dal punto di vista commerciale». Nel 1898 lo Sfursat 5 Stelle si è aggiudicato la sua prima medaglia d’oro, che ha segnato l’inizio di una lunga stagione di vittorie e riconoscimenti internazionali.    

La verticale di Sfursat 5 Stelle dal 2013 al 1989

Qualche parola è d’obbligo, quindi, sulla degustazione verticale al Palazzo delle Stelline, che ha visto sfilare le annate 2013, 2009, 2001, 1999,1997 e 1989. Per il “creatore” Maule è difficile stabilire una gerarchia, e il discorso si sofferma su qualche nota tecnica. «Lo definisco “il vino dei cento giorni” perché è il risultato di un lento appassimento che regala ricchezza e complessità aromatica. La tecnica moderna ci ha permesso di tenere sotto controllo molti aspetti, perfezionando la selezione e le modalità di affinamento. Resta però l’incognita dell’annata, che ci offre vini ora più concentrati, ora più verticali. Curiosamente le vendemmie dispari, come quelle portate in assaggio, si sono rilevate le migliori». Se la 2013 è ancora giovane ed esuberante, la 2009 si dimostra piena e balsamica, mentre la 2001 è sferica, di grande armonia. Chiudono la 1997 e 1989, che esprimono il grande potenziale di invecchiamento di quest’etichetta, capace di mantenere negli anni una piacevolezza e una freschezza fuori dal comune.

Sempre fedeli alla tradizione

Durante la festa dei 120 anni di Nino Negri abbiamo chiesto un bilancio anche a Roberta Corrà, direttore generale del Gruppo Italiano Vini. «Siamo molto orgogliosi di festeggiare questa data così speciale e di rendere omaggio alla professionalità e all’esperienza di Casimiro Maule, che ha avuto e continua ad avere un ruolo chiave nel successo di questa storica azienda. Ci tengo a ricordare come Nino Negri sia sempre rimasta fedele alla tradizione, nella tecnica e nella filosofia produttiva, anche se questo ha comportato, soprattutto in alcune vendemmie, un aumento dei costi e delle risorse da mettere in campo. Abbiamo evitato le scorciatoie e questo ci ha premiato».

Un progetto di comunicazione internazionale

E per il futuro, quali sono gli obiettivi del marchio e del Gruppo? «Siamo fortemente impegnati in un progetto di comunicazione a 360 gradi su scala internazionale. Tra gli obiettivi strategici c’è quello di aumentare le occasioni di incontro con i nostri clienti e il grande pubblico attraverso serate, tasting ed eventi soprattutto negli Stati Uniti, in Canada, in Russia e in Cina, che sono i nostri principali mercati». Il perno di tutto resta la qualità. «Lo Sfursat 5 Stelle ha ottenuto per il quarto anno di fila l’inserimento nella Top 100 di Wine Spectator e questo ci spinge a fare sempre meglio, nel segno dell’eccellenza made in Italy».

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