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L’aria che tira al Merano Wine Festival

8 Novembre 2016 Anita Franzon
Frizzante. È questo il primo aggettivo che ci viene in mente per descrivere l'atmosfera che si respira al Merano WineFestival, una delle manifestazioni più attese ogni anno da produttori, operatori del settore e appassionati. Il Festival, che con questa edizione ha compiuto 25 anni, si chiude oggi, dopo 5 giorni di eventi e, ancora una volta, conferma la grande attenzione del pubblico.

La crescita del Merano Wine Festival

L'aria che si respira a Merano è indubbiamente fresca e vivace, avvolta in un'elegante coperta, riscaldata dalle persone e inebriata dal vino. «L'attenta selezione degli espositori che, fin dall'inizio, ha caratterizzato quest'evento è stata portata avanti fino a oggi», come riporta Helmuth Köcher, presidente e fondatore del Festival: «Mentre il primo anno abbiamo avuto un numero totale di 500 visitatori per appena 40 cantine, oggi sono quasi 500 solo i produttori». A questi numeri vanno aggiunti circa 200 artigiani del gusto nella sezione dedicata alle eccellenze culinarie della GourmetArena, che mostra uno sguardo sempre più attento al panorama gastronomico.

La selezione

Aria rarefatta. Si percepisce la mancanza di ossigeno all'interno del Kurhaus, edificio in stile liberty che ospita la manifestazione. Le cantine sono sempre di più, e se da un lato è dunque lecito chiedersi se lo spirito iniziale di rigida selezione sia andato perduto, dall'altro è anche vero che, dal 1992 a oggi, il mondo del vino ha subito importanti cambiamenti che hanno portato numerose realtà ai livelli di eccellenza. Chi arriva al Merano WineFestival potrebbe, però, trovarsi in difficoltà e non riuscire a farsi un'idea dei prodotti esposti. In ogni caso, noi non crediamo che il modus operandi del Merano WineFestival sia cambiato, dato che la selezione dell'eccellenza dovrebbe essere garantita ogni anno dai tre attestati di qualità Merano Wine Award (Rosso, Gold e Platinum).

L'elevato numero di visitatori

Nel 2016 le commissioni The WineHunter hanno assaggiato oltre 3000 vini inviati da 920 aziende: di queste poco più della metà era presente al Festival. Allora, non sarebbe meglio porre un maggior limite anche al numero di aziende presenti, oltre che al pubblico? Attualmente, le tre giornate centrali del Festival contano una partecipazione di oltre 2000 visitatori al giorno.

Extremis, le cantine che oltrepassano i limiti

Aria di novità. Si dice estremo e si pensa alla viticoltura eroica che tocca alcune zone della penisola, come la Valle d'Aosta, dove la vite cresce ai limiti della sopravvivenza, o le pendenze della costa delle Cinque Terre. Al concetto di “Extremis”, invece, il Merano WineFestival ha voluto affiancare un significato diverso, ma non per questo meno calzante: 14 cantine dai vini estremi perché inusuali e sperimentali, e che di questa voglia di andare oltre gli schemi preordinati e i  limiti, hanno fatto il loro obiettivo. Cantine come Zymè, con il Kairos 2011, blend di 15 diversi vitigni e il pugliese Gianfranco Fino, che ha portato avanti il concetto di ricerca e qualità grazie alla produzione da vigne vecchie con una resa bassissima, sono ottimi rappresentanti di questo concetto estremistico, in quanto sovversivo e rivoluzionario.

I prossimi appuntamenti: Roma 

Diversa, è l'aria che caratterizzerà i prossimi progetti legati al Merano Wine Festival. Il primo sarà il Merano Award Selection che si terrà a Roma il 27 e 28 novembre, un riconoscimento che viene attribuito ai vini che raggiungono un punteggio minimo di 88/100.

E Wine&Siena

Un'altra città del centro Italia sarà, invece, per il secondo anno, protagonista di un altro evento figlio del Merano Wine Festival, ma con un'identità tutta sua: Wine&Siena. Dopo il primo anno di prova, la seconda edizione prevede una maggiore quantità di cantine presenti: dalle 150 della prima edizione, alle 250 previste per il prossimo evento. Il nuovo Wine&Siena sarà strutturato come un percorso itinerante nei giorni di sabato e domenica 21 e 22 gennaio 2017. «Anche in questo caso abbiamo scelto un periodo lontano dai consueti flussi turistici, mantenendo dunque le stesse intenzioni del Merano WineFestival, con un focus che riguarderà le aziende del territorio», conclude Köcher, che insieme ad Andrea Vanni ha dato vita a questo progetto.

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