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Calabria: lo studio EuVite su 289 vitigni

10 Maggio 2013 Maria Cristina Beretta
Magliocco, Gaglioppo, Greco bianco e Mantonico sono i vitigni che ben identificano la Calabria. Pochissimi lo sanno ed è tempo che le potenzialità della nuova vitivinicoltura calabrese vengano rese note. Su questo filo conduttore è nata EuVite, l’associazione che risale al 2008 e che raggruppa 5 produttori intenzionati a portare alta la bandiera regionale con prodotti di pregio e che raccontino le particolarità del territorio, a partire dalla valorizzazione degli autoctoni. Capofila del progetto è Nicodemo Librandi, il quale da quasi una ventina d’anni sta sviluppando un progetto di recupero del materiale genetico, di studio e selezione delle varietà anche a partire dai semi delle piante. «Attualmente», ha spiegato il vitivinicoltore e presidente dell’Associazione, «siamo a conoscenza sia del patrimonio genetico sia dell’ampelografia di 289 varietà di uve calabresi, una trentina delle quali hanno destato maggior interesse per la loro potenzialità di vini di alto livello. Siamo in fase finale con il Magliocco, il Gaglioppo, il Greco bianco e il Mantonico, ai quali cerchiamo di dare grande visibilità. Stiamo lavorando a tutto campo anche sui portainnesti recuperando materiale antico». I PROTAGONISTI DEL PROGETTO - Le aziende impegnate nel progetto sono sparse in più province: Podere Marini a San Demetrio Corone e Serracavallo a Bisignano per Cosenza, la prima affacciata sullo Ionio, la seconda sul Tirreno, Librandi a Cirò Marina per Crotone, Statti a Lamezia Terme per Catanzaro e, infine, Malaspina a Melito di Porto Salvo per Reggio Calabria. Tutte hanno la filiera produttiva completa. Una degustazione aperta della selezione dei vini calabresi di EuVite è stata offerta ieri pomeriggio allo Starhotels Grand Rose di Milano, appuntamento che ha seguito la presentazione alla stampa dell’iniziativa, promossa con Edizioni l’Informatore Agrario.

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