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I tappi Select Series Nomacorc protagonisti di un tasting comparato a Milano

20 Luglio 2012 Jessica Bordoni
Dal tappo al vino, ovvero dalla teoria sulla tappatura alla degustazione. Il 19 luglio all’Hotel de la Ville di Milano, la società nordamericana Nomacorc, leader mondiale nelle chiusure sintetiche per l’enologia, ha coinvolto la stampa in un tasting comparato di tre etichette che si avvalgono della sua tecnologia. Obiettivo? Mostrare l’efficacia della Select Series, una gamma di tappi coestrusi in polietilene espanso in grado di gestire lo scambio di ossigeno nella fase di post-imbottigliamento. Quattro le tipologie che formano la linea: Select 100, 300, 500 e 700, ognuna con un diverso grado di permeabilità e una differente percentuale di trasferimento costante di ossigeno. IL TAPPO NOMACORC - Prima di considerare i risultati emersi durante la degustazione, ecco un focus sulle chiusure firmate Nomacorc. Si tratta di tappi alternativi per vini fermi brevettati, che nascono da un processo di co-estrusione, ovvero doppia emissione. Sono cioè costituiti da un nucleo centrale in schiuma (detto nucleo espanso) e da una guaina elastica esterna, saldata termicamente. Lo strato centrale schiumoso e omogeneo “respira” garantendo un tasso ottimale di passaggio di ossigeno, mentre quello esterno permette una sigillatura precisa e uniforme, riproducendo l’estetica del sughero naturale sia alla vista che al tatto del consumatore. Permeazione costante, diminuzione dei fenomeni di ossidazione, di riduzione ed eliminazione del cosiddetto “sapore di tappo” ma anche possibilità di controllo sull’evoluzione del vino in bottiglia: queste in sintesi le caratteristiche dei tappi sintetici Nomacorc, frutto di approfonditi studi scientifici realizzati all’interno di laboratori sensoriali di ultima generazione in collaborazione con i maggiori enti di ricerca, dall’Australian Wine Research Institute all’Università della California presso il Davis Department di Viticoltura ed Enologia, passando per l’Istituto nazionale francese di Ricerca agronomica. LEADER ASSOLUTA NEL SETTORE DELLE CHIUSURE SINTETICHE - Oggi Nomacorc conta più di 400 dipendenti ed è presente, con una vasta rete di distributori e agenti vendita, in tutti e sei i continenti, per un totale di circa 2.400.000 tappi all’anno. Capofila nel settore delle chiusure sintetiche, è il secondo produttore mondiale di tappi: copre il 15% del mercato globale (Usa, Francia, Italia e Germania i Paesi principali) ed è molto apprezzato dalla Gdo europea. LA DEGUSTAZIONE COMPARATA - Durante l’incontro milanese, il direttore commerciale Italia-Grecia-Turchia Nomacorc Filippo Peroni e il manager per la ricerca Nomacorc Maurizio Ugliano, affiancati dai titolari della società di comunicazione e marketing del vino Wine Dreamers Andrea di Curzio e Alessandro Apolito, e il loro marketing & communication Fabio Ciarla, hanno illustrato ai giornalisti le caratteristiche dei tappi ad elevata prestazione della serie Select, coinvolgendoli in una degustazione “alla cieca” di sette calici, tutti tappati Nomacorc. IL BIANCO - Nei primi due bicchieri c’era il Sauvignon blanc annata 2011 dell’azienda ungherese Nyakas Pince. Un unico vino, imbottigliato nello stesso momento e alle medesime condizioni; a cambiare soltanto la chiusura:  nel primo caso Select 100, nel secondo Select 300. L’analisi organolettica ha mostrato le differenze tra i due campioni, sia in termini di olfatto che di gusto. Il prodotto tappato con il Select 300 (maggiore passaggio di ossigeno) è apparso più pronto, più evoluto, con sentori di frutta matura, già ben collocabile sul mercato. «Il vantaggio è notevole», ha sintetizzato Filippo Peroni. «Oggi con la gestione dell'ossigeno data dalla chiusura, le Cantine possono decidere dove arrivare in termini di evoluzione del vino, programmando logisticamente la propria produzione e la relativa messa in commercio, anche in relazione alle aree geografiche di destinazione». IL ROSATO - Il secondo assaggio ha visto per protagonista un'altra etichetta della cantina ungherese Nyakas Pince:  un Rosé, sempre vendemmia 2011, chiuso con i tappi Select 100 e 300. In questo caso, le differenze tra i due bicchieri erano decisamente meno avvertibili (e perlopiù a livello di palato), a testimonianza di come la possibilità di gestione dell'ossigeno in fase di postimbottigliamento cambi notevolmente da vino a vino, e da tipologia a tipologia. IL ROSSO - Ultimo tasting: un rosso francese del Sud, Cotes du Rhone Village 2009, 60% Syrah e 40% Grenace, presentato in tre versioni: Select 300, 500 e 700. Tappi a maggiore grado di permeabilità, dunque, rispetto ai bianchi e ai rosé: «I rossi sono ovviamente una tipologia più resistente all'ossigeno», ha sottolineato Maurizio Ugliano. «e Nomacorc dà la possibilità di continuare, con la chiusura, l'operazione di cantina di macro e micro ossigenazione, creando vini con stili meglio definiti e meglio identificabili, così da venire incontro alle esigenze del produttore».

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