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Sette annate di Cignale al Castello di Querceto

3 Luglio 2012 Emanuele Pellucci
Nell'angolo più remoto delle cantine sotterranee dell’antico Castello di Querceto (Dudda - Greve in Chianti, Firenze), dal 1897 di proprietà della famiglia François, circondate nei rispettivi scaffali da polverose bottiglie di Chianti Classico del 1909, 1911, 1916 e oltre, fanno ancora bella mostra di sé cinque esemplari della storica annata 1904. Storica per almeno tre motivi: anzitutto perché è stata la prima vendemmia eccezionale prodotta da Carlo François nel vigneto La Corte dopo l’acquisto della proprietà, poi perché in quell’anno nasceva suo figlio Tito, ma soprattutto perché due bottiglie di quel grande millesimo furono le protagoniste dell’eccezionale verticale che Alessandro François, l’attuale proprietario, organizzò a beneficio della stampa internazionale nel 1997 per festeggiare i cento anni dell’acquisto del Castello di Querceto. Vini di qualità ineccepibile che stupirono i fortunati degustatori (tra questi anche il nostro fondatore Pino Khail e chi scrive). CHIANTI CLASSICO E SUPERTUSCANS - Da tempo l’azienda dei François ha affiancato alla produzione dei vini Chianti Classico (tra cui, appunto, il cru La Corte), alcuni supertuscans da uve tradizionali e internazionali (Il Querciolaia, Cignale, Il Sole di Alessandro). Difficile fare una graduatoria qualitativa, ma il più noto è sicuramente Cignale, Igt Colli della Toscana Centrale, prodotto per la prima volta con la vendemmia 1986. Nasce da un vigneto di 4 ettari piantato nel 1981 ad un’altitudine tra i 490 e i 520 metri, con una densità di cinquemila ceppi per ettaro e dopo una maturazione di circa 2 anni in barriques di rovere francese, più un ulteriore affinamento di oltre 6 mesi. La base è il Cabernet Sauvignon (80-90%) accompagnato dal Merlot. LA VERTICALE DI CIGNALE - Cignale (espressione dialettale toscana per indicare il cinghiale, animale raffigurato in più versioni sulle etichette), come tutti i vini del Castello di Querceto, ha la caratteristica della longevità, e proprio nei giorni scorsi se n’è avuta prova durante una verticale di sette annate (1988, 1990, 1995, 1997, 2000, 2004, 2007) che Alessandro François e suo figlio Simone hanno organizzato al castello per alcuni giornalisti. Tra loro, vini con oltre 20 anni di vita, incredibilmente ricchi di colore e con profumi e aromi ancora giovani, ben bilanciati tra il frutto e il legno mai invasivo. Altra caratteristica di Cignale è che al di là dell’origine dell’uvaggio, quel che “marca” il vino è soprattutto il territorio. In un assaggio “cieco” con altri vini, anche a base Sangiovese, non è raro (specie con annate più vecchie) avere dubbi se si tratti di un prodotto originato da uve locali, come appunto il Sangiovese, o internazionali, come in questo caso il Cabernet Sauvignon e il Merlot.

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