Le importazioni nel Paese più importante per il nostro vino crollano e gli americani bevono sempre meno. A risentirne sono soprattutto Francia e Italia. I nostri produttori ora devono capire quali denominazioni e tipologie rispondono meglio alle mutate esigenze
Gli Stati Uniti, il primo mercato del vino al mondo, sono entrati in una fase di forte discontinuità che fa crollare le importazioni. I dazi – nonostante l’avvio dei rimborsi – complicano ulteriormente il quadro, ma soprattutto gli americani bevono sempre meno. Prezzi alti, cambiamenti nelle abitudini di consumo nelle diverse generazioni e il fenomeno dei farmaci GLP-1 (che curano diabete e obesità, ma che sono sempre più utilizzati per perdere peso anche da chi non soffre di queste malattie) sono alcuni dei principali fattori da indagare, ma la crisi appare profonda e complessa sebbene non manchino segnali di tenuta. Cosa significa per gli importatori e i produttori italiani?
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