A Reims una serata all’insegna del vino, dell’arte e della cultura. Tre le ricorrenze da festeggiare: i due secoli e mezzo della Maison, i 150 anni di Cristal e i 15 della Fondation. Il ritratto di una delle ultime grandi Case indipendenti e familiari della Champagne, distribuita in Italia da Sagna
Lo scorso 25 giugno oltre 600 invitati, arrivati da ogni parte del mondo, si sono riuniti a Reims per festeggiare Champagne Louis Roederer. Tre gli anniversari intrecciati nella stessa serata: i 250 anni della Maison, il secolo e mezzo di Cristal, la cuvée più prestigiosa, e il 15° compleanno della Fondation Louis Roederer. Avviata nel 1776, Louis Roederer è tra le pochissime grandi Maison della Champagne ancora indipendenti e che hanno mantenuto la stessa governance familiare. Oggi alla guida c’è Frédéric Rouzaud, rappresentante della settima generazione. La grande festa a Reims ha tenuto insieme memoria, creazione contemporanea, cultura del vino e visione, tra installazioni d’artista, narrazioni live e assaggi rari di vecchi e nuovi release.
Un motto, una filosofia
Un racconto coerente di ciò che definisce l’identità della Maison oggi: il rapporto con il tempo, la centralità del terroir, l’autonomia e la creazione come responsabilità. Il motto dell’anno-anniversario, “Créer, c’est aimer”, ha accompagnato gli ospiti durante tutta la serata. Come ha spiegato Frédéric Rouzaud, AD e presidente dal 2006: «Creare un grande vino significa amare la terra da cui proviene, amare la vite, amare i gesti pazienti che lo accompagnano, amare le donne e gli uomini che gli dedicano il proprio talento». Un’idea che risale al 1841, quando il capostipite Louis Roederer, in controtendenza per l’epoca, decise di diventare proprietario dei vigneti anziché acquistare le uve da altri. Oggi quella scommessa è un patrimonio di 250 ettari e più di 420 parcelle fra Montagne de Reims, Vallée de la Marne e Côte des Blancs, soprattutto Grand e Premier Cru.

Tra palco e installazioni
Le celebrazioni sono cominciate al Centre des Congrès, dove Live Magazine ha costruito un ritratto più intimo che ufficiale della Maison, alternando storie, proiezioni, musica e performance. Sul palco anche il critico americano Peter Liem che ha ricordato il leggendario ritrovamento di alcune bottiglie Louis Roederer di metà Ottocento in un relitto sul fondo del mar Baltico. Ci si è poi spostati al 21 di Boulevard Lundy, sede storica della Maison a Reims, dove lo Champagne ha incontrato l’arte contemporanea con le installazioni immersive dell’artista Bianca Bondi e del fotografo Lee Shulman, che ha realizzato un album collettivo destinato a rimanere lungo il corridoio delle Cantine. Dal 2011 è la Fondation Louis Roederer, presieduta da Rouzaud, a tenere vivo questo dialogo con la cultura, sostenendo le arti visive, la fotografia, la musica e la danza.


Cristal, 150 anni in evoluzione
Protagonista assoluto della serata è stato lo Champagne Cristal, una delle prime cuvée de prestige in assoluto, creata nel 1876 su richiesta dello zar di Russia Alessandro II. In occasione di questo 150° compleanno, la Maison ha preferito raccontarne il percorso anziché la leggenda, svelando il Cristal Late Release 2008 che lo chef de cave Jean-Baptiste Lécaillon ha definito il “Cristal des Cristals”, vertice assoluto della collezione. La sua lettura del tempo procede in due fasi. All’inizio il vino “guadagna”: si allarga, si fa più denso e stratificato. Poi la curva si inverte e comincia a “perdere” qualcosa. In quel momento l’obiettivo cambia: non si tratta più di aggiungere, ma di preservare e custodire ciò che c’è. Lunghe soste sui lieviti e poignettage (scuotimento della bottiglia) servono proprio a questo, come attrezzi di precisione più che trucchi di cantina.
Tutto parte dal gesso
Per Lécaillon, Cristal è “l’enfant de la craie”: è il gesso, più di qualsiasi tecnica, a conferirgli il carattere. «Il compito di chi lo produce è far emergere ciò che il suolo calcareo trasmette al vino, cioè sapidità, slancio, freschezza e una vibrazione quasi minerale». Da qui l’approccio in vigna, insieme biologico, biodinamico e rigenerativo, pensato non per il marketing ma per rendere il terroir più leggibile nel calice. Selezione massale delle piante, no erbicidi ma compost, km di siepi e, su alcune parcelle, il cavallo al posto del trattore. Con 135 ettari certificati bio, Roederer gestisce la superficie biologica più ampia della Champagne: una scelta che punta a conservare precisione e nitidezza anche a fronte di un clima sempre meno prevedibile.
Il valore dell’attesa
Nel pensiero di Rouzaud e della Maison il lusso non ha nulla a che vedere con l’esibizione: coincide con il tempo. Gli anni che servono a una vigna per dare il meglio, a una cuvée per trovare la sua forma, a una famiglia per passare il testimone senza perdere slancio. Il Cristal Late Release 2008 ne è la prova concreta: quasi 13 anni a contatto con i lieviti, altri 4 di riposo dopo la sboccatura, un assemblaggio 60% Pinot noir e 40% Chardonnay con 8 g/l di dosaggio. Nel bicchiere sorprende per una nota iodata che ricorda più la freschezza di un lago che il mare e per una beva setosa, elegante, lunghissima. Da vero “fuoriclasse dei fuoriclasse”.