Un territorio fatto di luce, vento e pietra, che ogni tenuta della storica famiglia interpreta a modo suo. Dai fini rosati di Château de Selle ai vini marini di Clos Mireille, fino ai profondi Mourvèdre di Château Romassan. Oggi di proprietà di Louis Roederer, festeggia 130 anni con il lancio dell’annata 2025
Nel 1896 Marcel Ott, giovane ingegnere agricolo alsaziano, termina il suo tour enologico tra le regioni vinicole francesi e decide di fermarsi in Provenza, sedotto dalla sua luce e dai suoi paesaggi, dove la natura si fonde al mar Mediterraneo. Sono gli anni della crisi fillosserica e la sua intuizione è tanto semplice quanto audace: reimpiantare vitigni nobili in quelle terre assolate per dare vita a grandi vini provenzali. È l’incipit di un percorso che attraversa quattro generazioni e proprio nel 2026 compie 130 anni. Dal 2004 i Domaines Ott fanno parte del prestigioso gruppo Louis Roederer, mantenendo però intatta la loro regia familiare e la continuità stilistica e qualitativa, oggi sotto la guida dei cugini Christian e Jean-François Ott. In Italia la vendita è affidata in esclusiva a Sagna, storica società di distribuzione di fine wines and spirits torinese che ha avviato la collaborazione con il marchio di Champagne Louis Roederer già nel 1988.
La filosofia della famiglia Ott
Da sempre la famiglia Ott si distingue per l’attenzione minuziosa al dettaglio, che sostiene ogni scelta di produzione prima in vigna e poi in cantina. I trattamenti, esclusivamente a base di rame e zolfo, sono effettuati una o due volte all’anno e solo in caso di necessità, mentre dalla vendemmia 2022 la produzione è certificata bio, con pratiche vicine alla biodinamica. «Un aspetto importante riguarda la rotazione delle colture e il riposo del terreno», spiega Jean-François Ott. «Al raggiungimento del 20° anno di età le piante vengono spiantate e sostituite con lavanda o insalate per offrire una qualità costante ai vini. Questa regolarità garantisce un drenaggio naturale senza deflusso al fine di preservare il suolo e il suo carattere e di conferire un regolare approvvigionamento idrico». Dopo la rigorosa selezione delle uve tra i filari, in cantina si procede alla pressatura pellicolare e alla fermentazione in vasche d’acciaio con lieviti messi a punto dalla famiglia Ott e una lavorazione rigorosamente parcellare.

© I. Giakoumopoulos

Tre realtà con un’unica vocazione
Domaines Ott si compone di tre realtà diverse, accomunate da una visione comune. L’acquisizione di Château de Selle, a Taradeau, risale al 1912: è la prima tenuta della famiglia e il punto di partenza dell’avventura Ott. Nel 1930 si è aggiunto Clos Mireille, antico edificio benedettino del XVIII secolo affacciato sul litorale di La Londe-les-Maures, e nel 1956 Château Romassan, nel cuore dell’Appellation Bandol. «Tre paesaggi differenti, un solo filo conduttore: la ricerca di un’eleganza autentica, mai disgiunta dal rispetto del terroir e dei suoi ritmi naturali», sintetizza Jean-François Ott.
L’anniversario dei 130 anni
La Provenza è prima di tutto un’idea fatta di luce, vento, pietra e ogni domaine la interpreta a modo suo. «Château de Selle, su suoli calcarei, dona rosati di finezza e tensione minerale. Clos Mireille, con i suoi vigneti costieri fra pietra chiara e brezze saline, è la culla del Blanc de blancs e di un rosé solare e marino. Château Romassan, a Le Castellet in Bandol, vive di pendenze ventilate ed esposizioni generose dove il Mourvèdre trova il suo habitat per rosati profondi e rossi dal carattere mediterraneo».
In occasione del 130° anniversario, Domaines Ott ha presentato le nuove annate 2025, un millesimo segnato da un inverno e una primavera molto piovosi seguiti da un’estate calda e secca, che ha richiesto una vendemmia anticipata e ha restituito vini di notevole freschezza e tensione aromatica.


L’annata 2025
In particolare Château de Selle Rosé 2025 Aoc Côtes de Provence conferma il suo carattere armonico e raffinato: una progressione che intreccia frutto chiaro, fiori delicati e una scia minerale sottile, con tessitura setosa e finale allungato da un accenno salino.
Clos Mireille Rosé 2025 Aoc Côtes de Provence riflette il suo profilo marittimo, tra note di agrumi e pesca bianca, con una bocca vibrante e sapida che preserva energia nonostante il caldo estivo.
Château Romassan Rosé 2025 Aoc Bandol esprime la pienezza e il carattere del terroir con un bouquet di macchia mediterranea e spezie e una struttura che promette una grande evoluzione, mantenendo però una linea fresca grazie anche a una raccolta anticipata. By Ott Rosé 2025 estende questa lettura della Provenza di Ott con uno stile più immediato, che gioca sulla piacevolezza e scorrevolezza del sorso.
La nuova casa di Château de Selle
A Château de Selle la visione in prospettiva è simboleggiata dal nuovo edificio firmato dall’architetto svedese Carl Fredrik Svenstedt, concepito attorno ai concetti di gravità, spazio e freddo, per una lavorazione di estrema precisione, visibile da grandi vetrate. Se l’architettura guarda al futuro, l’identità visiva resta fedele alla tradizione, con la celebre bottiglia a forma d’anfora disegnata e brevettata nel 1932 da René Ott, figlio del fondatore. La sua sagoma richiama la Provenza: la silhouette ricorda il cipresso, la chiusura arcata le palme e gli scalini le curve da percorrere per raggiungere la riva del mare.
La cuvée simbolo Étoile
Sulle etichette, invece, accanto alla scritta Ott campeggia una stella discreta, da sempre il segno distintivo della famiglia. È la stessa che dà il nome a Étoile, la cuvée più rara e personale, assemblaggio di Grenache e Mourvèdre dalle migliori parcelle delle tre tenute. Come sintetizza Jean-François Ott: «Étoile è un grande rosé per il futuro e per la condivisione, che ci unisce ai nostri terroir e racconta la nostra storia». La stessa che, da Marcel a oggi, i Domaines Ott continuano a scrivere una vendemmia dopo l’altra, fedeli a quell’amore a prima vista per la Provenza cominciato 130 anni fa.