Un simbolo di continuità tra passato, presente e futuro, frutto di un investimento di 7 milioni di euro. Quattro gli ambienti principali, che ospitano una grande area di vinificazione, una moderna barricaia, la sala di degustazione e l’archivio delle annate storiche degli iconici Supertuscan aziendali
Il 16 maggio a Greve in Chianti è stata inaugurata la cantina del Cabreo completamente rinnovata. «Rappresenta la sintesi perfetta tra identità aziendale, visione imprenditoriale e futuro», sintetizza il presidente Giovanni Folonari. «Un’esperienza immersiva radicata nella tradizione toscana, ma nel contempo profondamente innovativa, con tecnologie all’avanguardia che ottimizzano il processo produttivo». La struttura accoglie oltre 300 contenitori in legno tra barrique, botti e tonneau, una schiera di tini in acciaio per la vinificazione e lo stoccaggio di 4.500 ettolitri e un parterre di vasche sovrapposte che permette di suddividere per singoli cru tutta la produzione aziendale.
Due relais e un ristorante
«Quest’inaugurazione completa il progetto di enoturismo alle Tenute del Cabreo. Abbiamo realizzato i due relais di charme Borgo del Cabreo e Pietra del Cabreo e un ristorante che reinterpreta la cucina regionale attraverso l’estro dello chef Alessio Sedran», prosegue il presidente Giovanni Folonari. «Grazie a questo progetto di ospitalità, abbiamo ricevuto il prestigioso riconoscimento Vinitaly Territory Ambassador che celebra l’impegno sul territorio e nella valorizzazione del made in Italy».
Un luogo per raccontare l’anima del vino
Con un investimento da 7 milioni di euro, la ristrutturazione va molto oltre il concetto di intervento architettonico e si trasforma in un simbolo di continuità tra passato, presente e futuro. Tutti gli spazi sono stati pensati dall’architetto fiorentino Carlo Ludovico Poccianti (ArchFlorence) per raccontare l’anima del vino attraverso materia, luce, silenzio e tempo.
Quattro gli ambienti principali. Il primo è dedicato al processo di vinificazione con le vasche d’acciaio di ultima generazione. Il secondo ospita una modernissima barricaia e il terzo la sala di degustazione per assaggiare il vino nel luogo stesso in cui nasce. «Sia per gli interni che per gli esterni abbiamo voluto materiali locali, legati alla nostra memoria architettonica – come il cotto dell’Impruneta realizzato a mano, il ferro battuto, il legno naturale, la pietra toscana – a cui si affiancano elementi contemporanei quali l’acciaio, il bronzo brunito e l’illuminazione scenografica», precisa Giovanni Folonari.
L’archivio delle annate storiche
Da ricordare, infine, l’archivio delle annate storiche interamente dedicato ai Supertuscan prodotti nelle Tenute del Cabreo. Dal Cabreo Il Borgo, iconico blend di Merlot, Cabernet Sauvignon e Sangiovese, al bianco La Pietra, tra i primissimi Chardonnay italiani lavorati in legno. E, ancora, Black, preziosa interpretazione del Pinot nero, e Cabreo Mytho, frutto di una ragionata surmaturazione del Sangiovese.