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Addio a Franco Bernabei, mister Sangiovese

6 Luglio 2026 Emanuele Pellucci
Addio a Franco Bernabei, mister Sangiovese

Padre di alcuni dei Supertuscan più famosi, come Vigneto Bucerchiale e Flaccianello della Pieve, ha da sempre dato fiducia al Sangiovese, che vinificava in purezza già alla fine degli anni ’70. Con Enoproject lancia l’attività di consulenza a 360°

Con Franco Bernabei ci vedevamo raramente, ma quelle poche volte era come se ci conoscessimo da sempre. La sua venuta in Toscana dal Veneto (era nato ad Abano Terme, in provincia di Padova, il 19 ottobre 1952) a metà degli anni ’70 coincide infatti con il mio impegno esclusivo nel giornalismo vinicolo ed è allora che abbiamo assistito, seppure da ruoli diversi, a maggior ragione lui come protagonista, al Rinascimento dell’enologia toscana. Aveva intuito, da giovane laureato in Viticoltura ed enologia all’Università di Padova, che la Toscana, culla del Sangiovese, poteva essere il territorio dove esprimere le sue idee di vini identitari. Vini innovativi per i quali prestava la massima attenzione alle caratteristiche dei terroir e dei relativi vitigni autoctoni lavorando sulla materia prima, sulle fasi della vinificazione e sullo stile. Vini che negli anni hanno contribuito a valorizzare la produzione italiana sui mercati internazionali.

Dal Flaccianello a Fontalloro, le sue “creature”

Prima il debutto alla direzione tecnica di Ruffino, e poi nel 1978 la scelta di dedicarsi alla libera professione. La sua prima consulenza è per un nome storico della vitivinicoltura toscana, quella Fattoria Selvapiana di Francesco Giuntini nota per i Chianti Rufina da lungo invecchiamento, e qui dà vita al Vigneto Bucerchiale, un grande Sangiovese in purezza. È questo il periodo della nascita dei primi Supertuscan, ma anziché privilegiare i vitigni internazionali, Franco Bernabei dà fiducia al Sangiovese, ed ecco che nel 1981 esce il Flaccianello della Pieve che l’azienda Fontodi produce dai vigneti della Conca d’Oro di Panzano, cui fa seguito il Fontalloro di Fèlsina a Castelnuovo Berardenga. Grazie a questa sua predilezione, ma soprattutto competenza, qualcuno lo aveva soprannominato mister Sangiovese.

La società di consulenza Enoproject

Naturalmente Bernabei, pur avendo eletto Greve in Chianti a sua residenza e, nel 1993, avendo fondato con la moglie Daniela Enoproject, uno dei laboratori enologici più all’avanguardia, spaziava con le sue consulenze in varie altre regioni italiane. Con lui anche i figli Marco e Matteo, entrambi enologi. Una struttura, quella grevigiana, che non si limita all’assistenza puramente vitivinicola ed enologica, ma che dà spazio alla consulenza sull’intera filiera produttiva del vino, marketing compreso. Un’operazione utile a far crescere numerose aziende italiane.

I premi e i riconoscimenti

Molti i riconoscimenti ottenuti: tra questi l’Oscar del vino nel 2000 come miglior enologo, il premio Rigoletto d’Argento nel 2005, il Mi Wine e il Bacco d’oro all’enologia nel 2006, il Dino Casini nel 2008 e, più di recente, il Premio Vinitaly alla carriera nel 2025. Al di là dei premi, un significativo riconoscimento a Franco Bernabei lo ha dato Assoenologi, dove era iscritto alla sezione Toscana dal 1977, che lo ha ricordato così: “con la sua straordinaria competenza, la visione innovativa e il profondo rispetto per i territori vitivinicoli ha contribuito a scrivere pagine fondamentali della storia del vino italiano, diventando un punto di riferimento per intere generazioni di enologi”.

Le nostre condoglianze alla moglie Daniela, ai figli Marco e Matteo e a tutta la sua famiglia

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