Il Concorso enologico internazionale dedicato alla varietà bianca quest’anno si è svolto ad Arzachena. Le versioni del bacino mediterraneo si confermano le più premiate. Ma il vitigno allarga i suoi confini geografici e stilistici
Un vitigno, il Vermentino, che continua a esprimere la sua eccellenza nel bacino mediterraneo, soprattutto in Sardegna, Toscana e Corsica, ma che ha assunto ormai una dimensione internazionale. Il Concorso enologico internazionale dedicato a questa varietà bianca, giunto alla sua quarta edizione, è una fotografia dello stato dell’arte di una produzione che ha allargato il suo perimetro geografico e stilistico. Lo dimostrano i 108 campioni provenienti dall’estero – dalla California alla Spagna, dalla Nuova Zelanda al Cile, oltre alle principali regioni italiane vocate alla produzione del vitigno – sui 382 Vermentino in degustazione che sono stati giudicati da 44 esperti internazionali divisi in sette commissioni.
La trasversalità e versatilità del Vermentino
Dopo l’edizione 2025 svoltasi in Toscana, a Massa, l’appuntamento è tornato di casa in Sardegna dove si erano tenute le manifestazioni del 2023 (Cagliari) e 2024 (Quartu Sant’Elena). Il risultato delle degustazioni, all’Ipsar Costa Smeralda di Arzachena, ha confermato la centralità delle versioni isolane nel panorama espressivo del vitigno, certificato la qualità dei vini fatti in Corsica e Toscana. Ma, al contempo, ha raccontato un panorama molto più ampio. Il Vermentino non è più soltanto il bianco identitario di alcune coste italiane e francesi, ma un vitigno capace di adattarsi a latitudini diverse coltivando anche ambizioni di longevità. Una duttilità che lo porta a esprimersi con eccellenti risultati in molteplici interpretazioni: fermo, vendemmia tardiva, frizzante, rifermentato, Metodo classico, Charmat, evoluto in legno o passito, confermando così una straordinaria vocazione gastronomica e una notevole versatilità.
Alla Sardegna 5 massimi riconoscimenti
La Sardegna ha conquistato 5 Gran medaglie d’oro, il massimo riconoscimento della manifestazione, su 8. Al primo posto assoluto si è classificato Gabriele Palmas, Cantina fondata nel 1973 e con sede nella Nurra sassarese, a pochi chilometri da Alghero, col suo Solotredici, Vermentino di Sardegna Doc 2023. Completano le 8 Gran medaglie d’oro nell’ordine: Marine Vin du Corse Aop 2025 di Domaine Pieretti, Col di Mezzo Toscana Igt 2025 di Nel Cuore del Frutto, Sabbia Vermentino di Sardegna Doc 2025 di Viticoltori Romangia, LVDG Toscana Igt 2025 di Borgo Grillo Vineyard, Lughente Vermentino di Gallura Docg 2025 di Giogantinu, Campianatu Vendemmia Tardiva Vermentino di Gallura Docg 2024 di Tenute Campianatu e Rimbotta Vermentino di Gallura Docg 2025 di Tenuta Castelsanto.
Espressioni di eccellenza da Corsica e Toscana
Anche nella categoria Medaglia d’oro i vini sardi hanno rapito la scena con 56 riconoscimenti su 126: 34 Vermentino di Gallura Docg e 26 etichette con denominazione Vermentino di Sardegna Doc. La Toscana ha portato 35 vini in medaglia, due dei quali Gran medaglia, entrambi Igt Toscana. E tra le espressioni straniere la Corsica si è confermata territorio d’eccellenza con 25 vini premiati e una Gran medaglia d’oro, soprattutto nella denominazione Patrimonio.
Un bianco che allarga i suoi confini
Scorrendo le provenienze dei campioni premiati ci si accorge in fretta che accanto ai territori storici di produzione stanno emergendo con grande interesse nuove produzioni in Italia (oltre a quelle dei Colli di Luni sono state premiate etichette da Sicilia e Lazio). Ma sono capaci di distinguersi anche vini provenienti da aree come Mar Nero (Black Sea), California (con versioni da Paso Robles Adelaida District, Temecula Valley e Los Olivos District), Virginia (Shenandoah Valley), Australia (in particolare nelle zone meridionali di Riverland, Avenel e McLaren Vale), Brasile (Serra Catarinense), Bulgaria (Struma Valley) e Sudafrica.