La notizia dell’importante riconoscimento Unesco, ottenuto a fine 2025, ha fatto il giro del mondo. Di che cosa si tratta in pratica e qual è il risultato che è stato raggiunto? È giusto aspettarsi adesso anche una positiva ricaduta economica?
Un’esplosione di post sui social, cuoche e cuochi felicissimi, istituzioni raggianti, a fine 2025 ciascuno ha celebrato a modo suo e con enfasi la gioia del riconoscimento della cucina italiana come patrimonio Unesco. Dietro un risultato importante si cela davvero ciò che il termine in sé può far pensare, ovvero che sia proprio la cucina italiana ad aver tagliato un traguardo mai raggiunto, a parte nel 2010 il “Repas gastronomique des Français”, il pasto gastronomico dei francesi inteso come rito sociale codificato? Oppure, come spesso accade, la superficialità con cui si tende a leggere una notizia, perché di certo questa lo è, ha spinto a non considerare ciò che effettivamente sta alla base di questo concetto?
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