Pubblichiamo una selezione di produttori presenti nel nostro Top delle guide vini. Ognuno ci racconta la sua storia e la filosofia di pensiero da cui sono nate le etichette più premiate dalla critica nazionale, dai cru storici ai progetti recenti. In questo articolo presentiamo Tenuta Sant’Antonio – Famiglia Castagnedi
È una storia che nasce in Valpolicella, tra le vigne dove quattro fratelli – Paolo, Tiziano, Armando e Massimo Castagnedi – sono cresciuti trasformando il lavoro di famiglia in una visione condivisa. Un progetto che prende forma dal legame con la terra e dal desiderio di raccontarla attraverso vini capaci di unire memoria e contemporaneità. Alla base, un’idea chiara: interpretare le grandi denominazioni del territorio con uno stile unico e riconoscibile, attento all’equilibrio, alla finezza e a una bevibilità pensata per il pubblico di oggi.
Due brand e 2 milioni di bottiglie
Tenuta Sant’Antonio si estende su 150 ettari vitati e coinvolge 50 persone, con quattro strutture dedicate a produzione, stoccaggio, affinamento e logistica. Un’organizzazione solida, supportata da tecnologie all’avanguardia, che accompagna ogni fase del lavoro senza mai perdere il contatto con la dimensione agricola e artigianale. La produzione annuale raggiunge circa 2 milioni di bottiglie, distribuite principalmente tra due brand – Tenuta Sant’Antonio e Scaia: più legato alle denominazioni di origine il primo, più sperimentale e innovativo il secondo. Amarone, Valpolicella e Soave sono per Tenuta Sant’Antonio espressioni diverse di un unico linguaggio: quello di vini che rispettano l’identità dei luoghi, ma la rileggono con sensibilità moderna. Dall’Amarone, profondo ed elegante, mai eccessivo, ai Valpolicella giocati su precisione e freschezza, fino ai Soave, freschi e luminosi.