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Boccadigabbia: Cabernet marchigiano

17 Marzo 2011 Roger Sesto
«Nel 1986 decidemmo di impiantare Cabernet Sauvignon», ci racconta Elvidio Alessandri, patron di Boccadigabbia (Civitanova Marche, Macerata), «per ripristinare la tradizione locale dei vitigni francesi, già presenti qui dall’Ottocento. Un altro motivo per cui scelsi la varietà transalpina fu proprio perché intendevo produrre vini da invecchiamento, fondata questa mia convinzione sulla base di alcuni assaggi di etichette bordolesi molto datate di due Cantine della zona». Nel caso specifico dell’Akronte, il vino di punta aziendale, da Cabernet Sauvignon in purezza, a parte il ruolo cruciale giocato dal vitigno, chiediamo quali siano i perché del suo potenziale di invecchiamento. Ci dice: «Penso che la sua durata sia dovuta alla particolare struttura sabbiosa e argillosa del nostro terreno, e alla estrema vicinanza del vigneto al mare. Per il resto, le tradizionali tecniche di vinificazione ed elevazione – lunghe fermentazioni sulle bucce, estrazione della maggior parte dei tannini, permanenza in barrique nuove per oltre 14 mesi – contribuiscono certamente alla longevità dell’Akronte». Ci spiega anche: «Abbiamo in cantina un buon numero di bottiglie di ciascun millesimo, che presto localizzeremo in un apposito caveau climatizzato in via di ultimazione, confezionate in cassette di pino marittimo di Bordeaux che non rilascia odori e quindi adatte a conservare il vino allo stato ottimale». Domandiamo quali siano i millesimi della memoria. «I nostri vini mutano carattere di anno in anno, ricalcando fedelmente l’andamento climatico. L’annata del debutto dell’Akronte, targata 1989, non fu un granché a dire il vero: poca polpa e tanto peperone, ma già la seconda, il 1990, fu eccezionale e la considero oggi la mia annata del cuore: ricordo ancora come accudivo personalmente quelle 12 barrique. Il 1992 fu pronto rapidamente, molto morbido e di buon successo. Ben più maschio, tannico e longevo il 1993. Il 1994 ricorda un po’ il ’92. Il 1995 è oggi tra i millesimi più equilibrati. Il 1997 è elegante e ancora relativamente giovane. Il 1998 è tra i più duri e tannici Akronte mai prodotti, scontroso all’esordio, ma oggi quasi perfetto».

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