In Italia

In Italia

A Sorgono tra folclore e riflessioni sui mercati

13 Novembre 2023 Alessandro Torcoli
A Sorgono tra folclore e riflessioni sui mercati

L’evento Wine&Sardinia ha portato appassionati e professionisti nel centro dell’isola, tra vini dalla forte personalità e convegni su enoturismo, biodiversità ed export. Tre esperti da Regno Unito, Belgio e Svizzera hanno dato il loro contributo.

“Sorgono è un comune italiano della provincia di Nuoro in Sardegna. Posto nel centro geografico dell’isola, è il capoluogo storico di mandamento della subregione Mandrolisai della Barbagia, ospitando i servizi alla popolazione per tutto il circondario, tra cui l’ospedale e l’esattoria”. Così Wikipedia.
In questo paese equilontano da Cagliari, Olbia e Alghero, e per questo forse preservatosi autentico, da qualche anno la proloco ha deciso di puntare anche sul vino, inserendo Wine&Sardinia – con banchi d’assaggio e conferenze – nell’offerta turistica, all’interno di un circuito che anima la Barbagia con feste nei villaggi, tra mostre mercato di prodotti locali, musica e danze popolari. I 1.680 abitanti di Sorgono sono quasi tutti coinvolti nei festeggiamenti, aprono le proprie case (alcune meticolosamente restaurate) e i cortili. È il momento delle cortes apertas, dove ci si incontra, due chiacchiere e l’assaggio del vino che qui ciascuno si autoproduce, sottraendo qualche litro alla disponibilità della Cantina sociale del Mandrolisai, la vera istituzione locale.

Oasi enologica e culturale

Il pubblico arriva dai dintorni, da Samugheo, noto per i tappeti artigianali, che è il più grande paese in zona con oltre 3.000 anime. Chi arriva da più lontano, dall’Ogliastra o dal Sulcis, ad esempio, sbarca dall’auto con il volto tirato di chi ha concluso una traversata. Ma il vino vale il viaggio, questo Mandrolisai che nasce in un’oasi di biodiversità, così protetto da boschi, lecceti e querce da sughero, impreziosito da fazzoletti di vigne anche centenarie, un prodotto che si mantiene anch’esso autentico grazie alle distanze, che non sempre nuocciono. E la zona cresce in reputazione, come dimostra il fiorire di Cantine: erano un paio, oggi sono circa 30, molte delle quali comunque ancora legate alla madre, ossia quella “sociale” che ti accoglie all’ingresso del borgo.

La mission di Wine&Sardinia


Il salone Wine&Sardinia, che si è svolto dal 21 al 23 ottobre, è un progetto che intende valorizzare il centro della Sardegna, quale polo enologico e culturale. Qui, oltre ai numerosi assaggi e masterclass (particolarmente interessante il confronto tra i diversi stili di Vernaccia di Oristano), si sono tenuti tre convegni su temi di attualità, quali lo sviluppo enoturistico dell’isola, la biodiversità nel mondo del vino (con Antonio Manca, vice-presidente Assoenologi, Antonio Furesi, presidente Ais Sardegna, e Luca Mercenaro dell’Università di Sassari) e quello coordinato dalla nostra testata sulle prospettive del vino sardo sui mercati internazionali, di cui riportiamo una sintesi.

Wine&Sardinia Sorgono
Christophe Heynen MW, Alessandro Torcoli di Civiltà del bere e Leo Addis di Eurowines

Come vendere i vini dell’isola nel mondo

Per crescere è necessario confrontarsi, come dimostra l’idea degli organizzatori di Wine&Sardinia, che non hanno temuto di chiamare nella recondita Sorgono tre specialisti del commercio internazionale per capire come migliorare la posizione del vino sardo sui mercati internazionali. Coordinati da Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere, media partner dell’evento, sono intervenuti a Sorgono Christophe Heynen MW dal Belgio, importatore in Lussemburgo, Belgio, Francia e Svizzera di lingua francese; Leo Addis di Eurowines, importatore nel Regno Unito, e Antonio Stopper di Stoppervini Enomarketing da Lugano, agente di importazione attivo sui mercati svizzero, tedesco e austriaco.
La conversazione è partita dalla descrizione del mercato belga, diviso tra nord fiammingo dall’approccio germanico e sud vallese di cultura latina. «Ciò che vorrei segnalare», ha detto Heynen, «è che anche la Francia si sta aprendo al vino italiano. In Borgogna – per i loro campanilismi – bevono più volentieri vini italiani che bordolesi».

Lavorare sull’immagine della Sardegna

Leo Addis ha raccontato che Eurowines alle origini si chiamava Wines of Sardinia. Ha parlato di un mercato maturo, dove si può fare un buon lavoro sull’alta gamma con la ristorazione, ma vi è una divisione netta tra la piazza di Londra e il resto del Paese. «La Scozia può essere considerata un mondo a sé», ha commentato Addis, «tanto che ci appoggiamo a partner locali, perché si rifiutano di lavorare con chi ha base a Londra». Attento alle dinamiche regionali, ha evidenziato come negli anni ’80 e ’90 la Sardegna fosse molto avanzata rispetto a molti concorrenti, mentre oggi lo spazio si è ristretto, e non basta più la base degli expat dei ristoratori sardi. «Ora per competere è necessario lavorare sull’immagine della Sardegna, promuovendo un’idea di vino regionale».

I marchi famosi garantiscono sicurezza

Sui mercati di lingua tedesca, Antonio Stopper (che non è potuto intervenire la mattina al talk-show, ma ha raggiunto il salone nel pomeriggio) della svizzera Stoppervini segnala che le cose non stanno andando male: «Dopo la pandemia c’è un ritorno alle marche note, alle regioni con sui si è sempre lavorato bene». Questa dinamica è comune a diversi mercati, condivisa dagli altri relatori, e le spiegazioni sono diverse, dalle difficoltà degli operatori dell’on-trade (ristoranti in primis), che preferiscono lavorare con prodotti noti poiché manca il tempo di formare collaboratori in continuo turn-over, alle dinamiche degli importatori e dei distributori che, post pandemia, hanno preferito rinsaldare i rapporti con i fornitori.

Le cantine protagoniste

Cantina del Mandrolisai (Sorgono)
Cantina di Santadi (Santadi)
Corona Ruia (Sorso)
Deaddis (Sedini)
Famiglia Orro (Tramatza)
Filigheddu (Palau)
Flore (Atzara)
Fradiles (Atzara)
Gebelias (Lanusei)
Genna Manna (Laconi)
I Garagisti di Sorgono (Sorgono)
La Dolce Vigna (Atzara)
Locci’s Domu (S. Giovanni Suergiu)
Lotta (S. Nicolò d’Arcidano)
Meana Terra del Mandrolisai (Meana Sardo)
Mont’e Prama (Santa Giusta)
Muggittu (Mamoiada)
Murru (Orgosolo)
Muscazega (Luras)
Nuovi Poderi (Senorbi)
Pisu Luigi (Atzara)
Quartomoro (Marrubiu)
Su Binariu (Sorgono)
Su Connottu (Sorgono)
Trè Biddas (Sorgono)
Trexenta (Senorbi)
U-Tabarka (Carloforte)
Udus (Uta)
Vini TraMonti (Sorso)
Viticola Mereu (Sorgono)

Foto di apertura: al salone Wine&Sardinia di Sorgono in degustazione i vini di 30 Cantine dell’isola

In Italia

Costa Arènte: tipicità, rispetto e precisione enologica in Valpantena

La filosofia che guida le Tenute del Leone Alato si concretizza nell’azienda […]

Leggi tutto

Trova le differenze (2): Greco di Tufo e Fiano di Avellino

La seconda puntata della serie dedicata ai vini-vitigni che siamo abituati a […]

Leggi tutto

Valle d’Aosta Petite Arvine, Fumin e Torrette raccontati da 3 produttori della Doc

Les Crêtes, Grosjean e il giovane emergente Matthieu Betemps raccontano le proprie […]

Leggi tutto

Le bollicine seducono anche la Toscana: sì agli spumanti Igt

Il Comitato nazionale vini approva le modifiche al disciplinare introducendo Metodo Classico […]

Leggi tutto

Vino contemporaneo: fresco e identitario 

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

Farina Wines, sei annate dell’Amarone di Famiglia

In una verticale dell’etichetta di punta (vendemmie 2015, 2016, 2017, 2018, 2020 […]

Leggi tutto

Cesarini Sforza: 1673, Trentodoc specchio del terroir

Riserva, Rosé, Noir Nature e Millesimato: una collezione di quattro spumanti della […]

Leggi tutto

Pasqua: il sostegno al Teatro Romano di Verona e l’Hey French V edizione

Il 18 marzo la Cantina veneta ha presentato la sua attività di […]

Leggi tutto

Tenuta Roletto, focus sull’Erbaluce Metodo Classico

Si parte dai 24 mesi di affinamento sui lieviti, per spingersi fino […]

Leggi tutto
X

Hai dimenticato la Password?

Registrati