Dalle Nostre Rubriche

In Italia

In Italia

Piste nere, rosse e blu. Pendenze in vigna come sugli sci

16 Marzo 2018 Civiltà del bere

di Pierluigi Donna e Leonardo Valenti

 

La vite ben si adatta anche ai terreni più scoscesi. Due agronomi d’eccellenza, uno professore e l’altro consulente, ci spiegano come scegliere il sito adatto, la sistemazione del suolo (dal terrazzamento al rittochino) e la forma di allevamento migliore.

È universalmente riconosciuto che la viticoltura possa adattarsi ad aree impervie, dove altre colture non avrebbero alcuna possibilità d’essere sostenute in modo economicamente conveniente. Ed è altrettanto noto che, proprio in queste condizioni, la vite ore i suoi migliori prodotti e consente straordinari vini. Questo esclusivo connubio tra necessità e opportunità è alla base del successo della viticoltura di collina e di montagna nel nostro continente. In Europa la coltivazione della vite va dalle zone di pianura no ad altitudini superiori ai 1000 metri e la maggior parte di essa è localizzata in collina e in montagna.

Contano suolo, clima e scelte agronomiche

È lecito chiedersi, ed è giusto conoscere, quali siano le ragioni del valore qualitativo che deriva dalle giaciture collinari o montane. E se la variabilità della pendenza sia correlabile a diverse prospettive e qualità nei vini. Si tratta in effetti di osservare le interazioni che si manifestano tra aspetti agronomici (legati alle tecniche colturali), geologici (dovuti alla natura dei suoli nei versanti) e climatici (derivati dai flussi termici nelle diverse esposizioni).

Cosa determinano le pendenze in vigna

Il versante scosceso, dal punto di vista agronomico, genera opportunità così come induce a forme di gestione mirate. In collina, le pendenze più o meno accentuate determinano scelte di orientamento differenziate, che tengano conto sia dello sgrondo delle acque meteoriche, sia delle agevolazioni colturali. I fattori suolo e clima dominano in termini di interesse sui criteri agronomici di gestione.

Il controllo dell’acqua (e delle sostanze nutritive)

Tanto più la pendenza è pronunciata e tanto più veloce sarà lo sgrondo delle acque, con un riflesso interessante rispetto a sconvenienti ristagni e asfissie. Nel contempo l’effluvio rapido delle acque meteoriche può condurre a un ruscellamento che trasporta anche sostanze nutritive e può generare possibili fenomeni di erosione. Dal punto di vista nutrizionale la vite si giova di suoli poveri, almeno in termini qualitativi, e diverse forme di reintegro sono facilmente realizzabili. Ma il viticoltore virtuoso farà grande attenzione a che le sue pratiche di fertilizzazione non inducano ad accumuli di macroelementi (azoto e fosforo in particolare) nei punti di raccolta delle acque a valle.

Tecniche per contenere il ruscellamento

Gli accumuli a valle potrebbero generare impatto per i corsi d’acqua (torrente, fiume, mare) e per le falde. La risposta a questa necessità di contenimento del ruscellamento, con conseguente scarsa penetrazione delle acque meteoriche e possibili fenomeni siccitosi, ha generato le tecniche del terrazzamento, o della disposizione dei lari a girapoggio e in traverso, così diffuse fin dall’antichità nei versanti collinari più o meno impervi.

 

Dal 50 al 20% di pendenza in vigna, come orientarsi

Ecco le diverse tecniche utilizzate in base al grado di pendenza.

Terrazzamenti
filari in relazione alla massima lunghezza della terrazza. Con pendenze superiori al 45-50%

Rittochino
filari lungo le linee di massima pendenza. Con pendenze massime fino al 35-40%

Girapoggio
filari paralleli alle linee di livello mantenendo la curvatura naturale del terreno. Adattamento a forme arrotondate delle colline (conoidi e mammelloni)

Cavalcapoggio
filari che seguono la conformazione del suolo e mantengono la direzione rettilinea con variazione di quota. Adattamento a continui cambiamenti di pendenza, terreni con condizioni di avvallamenti e dossi con pendenze leggere

Traverso
filari ortogonali rispetto alle linee di massima pendenza. Con pendenze massime fino al 20%

L’articolo prosegue su Civiltà del bere 1/2018. Per continuare a leggere acquista la rivista sul nostro store (anche in digitale) o scrivi a store@civiltadelbere.com

In Italia

Citra: Caroso 50°, autentica espressione d’Abruzzo

La cooperativa che riunisce 3.000 famiglie di viticoltori del territorio festeggia il […]

Leggi tutto

Tutto quello che c’è da sapere sul Kerner (incluso il legame sempre più stretto con l’Alto Adige)

Nasce dall’incrocio genetico tra Schiava grossa e Riesling, effettuato in Germania nel […]

Leggi tutto

Franz Pardatscher è il nuovo presidente di Cantina Colterenzio

Cambio ai vertici della Cantina Colterenzio. Dopo 18 anni di onorato servizio, […]

Leggi tutto

Antichi Poderi Jerzu protagonista all’Enoluogo di Civiltà del bere

Il 18 novembre il nostro “salotto del vino” milanese ha ospitato questa […]

Leggi tutto

Tal 1930 e Tal 1908: si rinnova l’arte del blend secondo Cantina Bozen  

L’annata 2022 dei due vini premium aziendali vede in un caso l’aumento […]

Leggi tutto

Sorgono e il Mandrolisai, un territorio ricco di fascino e vecchie vigne da preservare

Riflessioni a margine della manifestazione “Autunno in Barbagia”, che ci ha permesso […]

Leggi tutto

Moncalisse, il Trentodoc di Karoline e Julia Walch

Nasce alle pendici del Caliso, da cui il nome, in una posizione […]

Leggi tutto

I vini del Collio tra posizionamento e percezione rispetto al territorio

La nuova manifestazione Collio Evolution (andata in scena lo scorso 25-27 ottobre) […]

Leggi tutto

I Vignaioli Valle di Mezzane presentano la Carta dei suoli in 3D all’Enoluogo

Frutto di un lavoro di zonazione, la nuova mappa della vallata che […]

Leggi tutto
X

Hai dimenticato la Password?

Registrati