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Sanguis Jovis – Alta Scuola del Sangiovese: dal 6 al 10 luglio torna la Summer School

15 Aprile 2026 Jessica Bordoni Toscana
Sanguis Jovis – Alta Scuola del Sangiovese: dal 6 al 10 luglio torna la Summer School
Il professor Attilio Scienza è presidente della Summer School, che si tiene a Montalcino (Siena)

La IX edizione del corso del centro studi di Fondazione Banfi ruota intorno al concetto di artificiale. E cerca di andare oltre la valenza digitale e tecnologica del termine per esplorare la tensione feconda tra natura, scienza e artificio. La domanda di ammissione può essere inviata entro il 16 giugno

“Artificiale. Quando la mano dell’uomo migliora la natura”. È questo il titolo della Summer School 2026 promossa da Sanguis Jovis – Alta Scuola del Sangiovese, il primo centro studi permanente sul vitigno, nato nel 2017 per volontà della Fondazione Banfi. Le lezioni di questa IX edizione si svolgeranno dal 6 al 10 luglio a Montalcino (Siena), presso l’Officina creativa dell’abitare, con una cena di fine corso e la consegna degli attestati di partecipazione al Castello Banfi.

Le domande al centro della didattica

La Summer School 2026 ruota intorno ad alcune domande chiave – ideate e sviluppate dai professori Attilio Scienza e Alberto Mattiacci – solo apparentemente semplici: “Che cosa significa oggi fare con arte”? Significa usare meglio la scienza per leggere la natura? Significa aumentare la precisione delle scelte produttive, dalla vigna alla cantina? Oppure significa ripensare il rapporto fra tecnica, autenticità e identità? O cos’altro ancora? L’obiettivo della Summer School 2026 sarà esplorare questa tensione feconda tra natura e artificio, tra tradizione e innovazione, tra intelligenza umana e intelligenza artificiale”.

Non solo tecnologia e informatica

L’idea è quella di andare oltre il concetto di artificiale come lo intendiamo oggi, ovvero associandolo all’AI e alle sue potenzialità tecnologiche e informatiche. Come si legge nel bando di ammissione, infatti: “La parola custodisce un significato ben più ampio e profondo, antico e dinamico, che rimanda direttamente alla scienza e alla sua utilità distintiva: potenziare la capacità dell’uomo di comprendere la natura e di intervenirvi con intelligenza e tecnica – cioè con arte – per fare ciò che a lui conviene”. In quest’ottica, ciò che è artificiale non è più il contrario di ciò che è naturale, ma va inteso come “il modo umano di stare dentro la natura, interpretandola, assecondandola e, quando del caso, correggendola, fino a trasformarla”.

L’arte di sapere e saper fare

Seguendo questo ragionamento, il vino si pone come uno dei massimi esempi di prodotto artificiale, risultato di una capacità artigianale/artistica che poggia sulla conoscenza, sull’esperienza e sull’abilità dell’uomo. L’obiettivo della prossima Summer School è proprio quello di ragionare intorno a “un nuovo artificiale, un nuovo sapere che diventi saper fare con arte nel XXI secolo del vino”. A condurre gli studenti, un team di oltre 20 docenti di grande esperienza che analizzeranno il vino come artefatto agricolo, biochimico e socio-economico.

Altre info utili per candidarsi

La domanda di ammissione può essere inviata entro e non oltre al 16 giugno a info@fondazionebanfi.it. È prevista l’erogazione di 10 borse di studio per la categoria Student (laureati da non più di 18 mesi) e di un minimo di 3 fino a un massimo di 5 contributi per i Professional (operatori di settore), nel rispetto della graduatoria degli ammessi che sarà pubblicata sul sito della Fondazione Banfi entro il 23 giugno. La classe sarà formata da 10 Student e 10 Professional. I corsi si svolgeranno in lingua italiana con didattica full-time dalle 9 alle 18 e soggiorno presso l’Officina creativa.

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