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Tre Lugana di Zenato protagonisti di una degustazione “sperimentale”

6 Giugno 2011 Monica Sommacampagna
Il Lugana oggi è conosciuto per la sua mineralità, per la sua “rotondità”, ma nuove possibilità espressive possono nascere coniugando selezione in vigna e tecnologie di cantina che garantiscono protezione dall’ossigeno. È emerso da  Zenato durante l'evento “Stili italiani: il piacere dell’originalità” nella degustazione “3+3=9” volta a sottolineare gli inediti volti del bianco ottenuto da Trebbiano di Lugana e moderata dal giornalista Giacomo Mojoli. In primo piano tre vini ottenuti da prove sperimentali promosse tra il 2009 e il 2010 da Zenato in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Trento): due di esse, effettuate in un ambiente inertizzato con azoto e con un limitato impiego di anidride solforosa, hanno rivelato una particolare estensione aromatica del bianco ottenuto dal vitigno autoctono del Garda. Sono intervenuti anche il giornalista Bernardo Pasquali e Andrea Ugolotti, sommelier e appassionato di viticoltura. La degustazione si è conclusa con l’assaggio di Lugana Santa Cristina 2010, di Lugana Sansonina 2009 dell’azienda di Carla Prospero Zenato e di Lugana Riserva Sergio Zenato 2008. «Tra gli aspetti che ci hanno maggiormente sorpresi nelle prove rientra il fatto che nel Trebbiano di Lugana sia emerso un contenuto della sostanza antiossidante glutatione più elevata del consueto» ha detto Nadia Zenato«Il limitato utilizzo di anidride solforosa ci aiuta inoltre a realizzare vini sempre più salubri», ha aggiunto Alberto Zenato«In particolare abbiamo notato che la quantità di glutatione è più elevata nella lavorazione in totale assenza di ossigeno», ha detto Silvano Tempesta, enologo di Zenato, «pertanto possiamo più che dimezzare la quantità di solforosa ipotizzando anche di eliminarla mantenendo le stesse caratteristiche organolettiche». La prospettiva è di proseguire la sperimentazione anche con la vendemmia 2011. Ha impreziosito l’evento il “matrimonio” dei vini di casa Zenato con sapori eccellenti come 11 Presidi Slow Food, i piatti siciliani del ristorante Faro Verde di Ponticello (Palermo) e la carne di Damini&Affini di Arzignano (Vicenza).

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