Il vino? Si può ascoltare. Paolo Scarpellini (classe 1953) si autoproclama Sound Sommelier dopo 20 anni di critica giornalistica musicale e altri 20 come giudice e reporter su varie testate. Il suo credo? Considerare il vino come “musica da bere” e la musica come “vino da ascoltare”. Ecco quattro abbinamenti tra vino e musica suggeriti dal nostro Sound Sommelier. Per info: www.psmusicdesign.it.
Chanson Francese
Belle Époque 2004 Perrier-Jouët

Edith Piaf – Milord
(dal 45 giri omonimo, 1959)
L’iconica chanteuse d’oltralpe canta l’altrettanto iconica Belle Époque 2004 Perrier-Jouët. All’inizio, i fiati orchestrali invitano l’occhio sul fine e cremoso perlage dello Champagne, poi la voce incita all’olfatto gusci d’ostrica e scie gessose; intanto il piano sforna brioche e le trombe zampillano yogurt alla pesca. Poi l’ugola svetta, ispirando pesca bianca al palato: la fisarmonica aggiunge nocciola tostata. Nella chiusura annunciata, la Piaf semina roche note minerali, i fiati invece pasticcini ancora caldi.
Pop
Timorasso Brut Lusarein Ezio Poggio

Bruno Lauzi – Amore caro, amore bello
(dal 45 giri omonimo, 1971)
Il cantautore della vicina scuola genovese mette in musica il Timorasso Brut Lusarein Ezio Poggio. Voce e chitarra iniziali aprono allo sguardo giallo paglierino e bolla fine nel calice. Poi sale il tono: la voce vibrante svela al naso fiori di limone e ginestra, la chitarra aggiunge cedro, le tastiere mettono susina. Quando il ritmo si distende, l’ugola spreme limoni in bocca, la batteria lancia sferzate minerali, il basso ribatte acidità. Nel finale annunciato, i cori rilasciano nel retrogusto polvere di pietra lavica.
Funk-Jazz
Alìe 2025 Marchesi Frescobaldi

Dirotta su Cuba – Notti d’estate
(dall’album Dentro ad ogni attimo, 2000)
La vivace band fiorentina invita al ballo il maremmano Alìe 2025 Tenuta Ammiraglia – Marchesi Frescobaldi. Il ritmo parte incalzante, rivelando la tinta rosacea con riflessi rubino del rosé. È la voce poi che dirige al naso rosa e peonia, mentre il basso sbuccia cedro, la tastiera coglie fragoline di bosco e la batteria pesta salvia. Al ritornello, l’ugola alza il tiro e inonda le papille di pompelmo rosa, mentre i fiati affettano pesche bianche. Nel finale annunciato, i ghirigori di chitarra disegnano ampi retrogusti fruttati nella lunga chiusura.
Pop
The Old Bloke and The Three Blondes d’Arenberg

Bee Gees – Tomorrow Tomorrow
(dal 45 giri omonimo, 1969)
Australiano il gruppo d’antan, idem The Old Bloke and The Three Blondes d’Arenberg. L’intro strumentale porta agli occhi il profondo rosso del blend Shiraz, Roussanne, Viognier e Marsanne. Appena compare, la voce apre alle narici mora matura, la chitarra dice ribes nero, il basso prugna satsuma, la batteria erba secca. Al calo di tono, la voce solista segnala al palato liquirizia, la chitarra manda bacca scura, il piano spalma tapenade di olive. Il finale a sfumare appaia la lunga persistenza al retrogusto di grafite.