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Ricordo del professor Cesare Intrieri, tra i massimi esperti italiani di viticoltura

23 Novembre 2023 Emanuele Pellucci
Ricordo del professor Cesare Intrieri, tra i massimi esperti italiani di viticoltura

Con oltre 450 pubblicazioni dedicate alla viticoltura all’attivo, durante la sua lunga carriera ha dato un importante contributo al progresso del settore viticolo nazionale ed internazionale. Originario di Firenze, ha trascorso la sua vita professionale all’Università di Bologna, docente dell’Alma Mater dal 1965 e professore emerito dal 2009. Il nostro saluto

Cesare Intrieri, scomparso lo scorso 18 ottobre all’età di 85 anni, è stato uno dei docenti di colture arboree, soprattutto nel settore vitivinicolo, più noti a livello internazionale. Un grande esperto che nel corso della sua carriera, svoltasi quasi interamente alla facoltà di Agraria dell’Università di Bologna, si è occupato degli aspetti legati alla fisiologia della vite, ai sistemi di allevamento e alla meccanizzazione integrale della vendemmia. Un’attività di ricerca che ha abbracciato anche la selezione clonale e l’incrocio di nuovi vitigni da vino fino ai portinnesti.

Una vita da ricercatore e professore

Nato a Firenze nel 1938, dopo gli studi classici nella sua città è poi passato a Pisa alla Scuola normale per le Scienze Applicate A. Pacinotti, conseguendo la laurea in Scienze agrarie nel 1963. Chiamato all’Università di Bologna due anni dopo, ha svolto qui tutto l’iter come borsista, assistente incaricato, aiuto di ruolo e libero docente di coltivazioni arboree.
Con borse di studio del Consiglio nazionale delle ricerche, il professor Intrieri nel 1972 si è trasferito negli Usa, dove ha svolto per oltre due anni attività di ricerca presso i dipartimenti di Pomologia e di Viticoltura ed enologia dell’Università della California a Davis. Nel 1974 ha vinto il concorso per la cattedra di Viticoltura dell’Università Alma Mater di Bologna ed è stato professore straordinario per il triennio di legge dal 1975 al 1978, e successivamente professore ordinario. Dopo il pensionamento (2008), nel marzo 2009 gli è stato conferito il titolo di professore emerito.

Tanti premi e riconoscimenti di una lunga carriera

Per le sue ricerche Cesare Intrieri ha compiuto numerosi viaggi di studio nei principali Paesi viticoli di tutti i continenti producendo centinaia di pubblicazioni quasi esclusivamente sulla viticoltura. Altrettanto numerosi i titoli e gli incarichi nelle principali istituzioni scientifiche nazionali e internazionali, tra cui l’Accademia italiana della vite e del vino, l’Accademia dei Georgofili, l’American Society for enology and viticulture e la South African society for enology and viticulture. Troppo lungo sarebbe l’elenco anche dei premi e riconoscimenti ottenuti in Italia e all’estero in quasi mezzo secolo di attività, grazie alla quale il professor Cesare Intrieri ha dato un importante contributo al progresso del settore viticolo nazionale ed internazionale. Come si legge sul magazine dell’ateneo bolognese: “I risultati di molte sue ricerche sono stati e sono anche oggi riconosciuti come fattori di conoscenza e di miglioramento tecnico, utilizzati nella pratica applicativa sia in Italia che in altri Paesi europei ed extra europei. Nel complesso, la sua attività di ricerca è attestata da tre libri, da numerosi capitoli monografici in volumi a carattere scientifico e tecnico e da oltre 430 pubblicazioni edite sulle principali riviste italiane ed estere e in atti di congressi”.

L’antico legame con Montalcino

«C’è un lato di Cesare Intrieri che pochi conoscono», ci dice il produttore Stefano Cinelli Colombini, lontano parente del professore. «È il suo legame con Montalcino. In questa zona, infatti, la sua famiglia comprò nell’800 alcuni possedimenti. Una presenza consolidata anche con un matrimonio con una Padelletti, sorella della mia bisnonna e della bisnonna di Jacopo Biondi Santi. Da qui, un’amicizia plurisecolare tra le nostre famiglie. La morte di Cesare mi lascia un rimpianto: lui e Rita Levi Montalcini sono i due più illustri scienziati del ‘900 di origine montalcinese. Più volte abbiamo cercato di far loro dare la cittadinanza onoraria, ma non ci siamo riusciti».

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