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Paint & sip, dipingi e assaggi. La moda Usa

11 Marzo 2016 Emanuele Pellucci
Locali dove dipingere un quadro e sorseggiare un calice di vino, ma anche un bicchiere di birra o perfino un cocktail. Negli Stati Uniti lo si fa da circa un decennio e ormai è diventato una vera e propria moda, non solo fra i giovani. Non c'è bisogno di essere esperti, né d'arte, né di vino. E in Italia? Da tempo diverse librerie hanno allestito angoli bar per un cercare di trattenere i clienti durante la ricerca del volume da acquistare, ma locali del genere come se ne trovano in ogni angolo degli States non ce ne sono, o almeno non ne conosciamo l’esistenza. Eppure sarebbero un bel business, com'è in America per chi ha inventato la moda del Paint&sip.  

Paint & sip. Il franchising di Pinot’s Palette

Tra gli ideatori del "paint & sip", dipingi e assaggi, ci sono Craig Ceccanti (di evidente origine italiana) e Charles Willis. Nel giro di un anno dal lancio della loro società, la Pinot’s Palette, hanno creato una fitta rete in franchising con centinaia di locali dove è possibile dipingere su tela, ma anche creare prodotti in ceramica o artigianali. L’iniziativa è talmente popolare che sta dando alle aziende vinicole la possibilità di raggiungere nuovi consumatori, in particolari i giovani, con grande presenza del gentil sesso. Lo slogan di Ceccanti per promuovere il "paint & sip" non lascia dubbi: «Non c’è bisogno di essere un esperto di vino o d’arte per divertirsi».  

35 dollari per un corso paint & sip

Ed infatti, i locali (ristoranti e punti vendita in genere) dove si svolgono questi corsi (al costo di circa 35 dollari) li pubblicizzano come un’occasione per passare una serata divertente, dove i partecipanti si siedono al tavolo con davanti tela e pennelli, e sotto la guida di un insegnante d'arte dipingono e sorseggiano la bevanda preferita. Alcuni locali offrono addirittura l’opzione BYOB (bring your own booze, porta la tua bottiglia), altri invece vendono vino, birra e cocktail.  

La stragrande maggioranza sono giovani donne

Pinot’s Palette si rivolge soprattutto ai consumatori di vino e ospita più della metà dei suoi eventi in enoteche e locali per winelover. I suoi ideatori ritengono che la popolarità del "dipingi e assaggi" dipenda dal crescente numero di giovani donne che consumano vino: addirittura il 90% dei partecipanti ai corsi sono donne tra i 21 e i 35 anni di età. Spesso, oltre all’insegnante d’arte, partecipano anche agenti delle aziende vinicole che approfittano dell’occasione per illustrare le caratteristiche dei vini che gli avventori stanno assaggiando. Di recente Pinot’s Palette ha collaborato con Constellation Brand per promuovere i suoi vini, nella fascia tra i 10 e 15 dollari, in oltre 100 locali del "paint & sip", con risultati positivi non solo per le etichette offerte ai corsisti, ma per l’intera gamma dei vini Constellation Brand.  

Non solo Pinot's Palette. Per i ristoranti c'è Paint Nite 

Dopo Pinot’s Palette, negli Stati Uniti sono sorte nel giro di pochi anni diverse iniziative simili. Tra queste Paint Nite, fondata nel 2012 da Sean McGrail e Dan Hermann, che si rivolge soprattutto ai ristoranti. Fino ad oggi Paint Nite ha organizzato oltre 3.300 eventi in tutto il mondo, tra cui Argentina, Canada, Sud Africa e Regno Unito. Dan e Sean cercano di sostenere gli artisti locali e le piccole imprese, coinvolgendoli nelle serate: tra le cantine che hanno collaborato finora con la società di McGrail ed Hermann figurano Domaine Chandon, Korbel e Gallo.

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