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Nasce il “cru” di collina dell’Asolo Prosecco Docg

29 Maggio 2020 Monica Sommacampagna

Un significativo trend di crescita nonostante la crisi legata alla situazione di emergenza sanitaria e una nuova operazione di rebranding per l’Asolo Prosecco Docg, la più piccola denominazione legata al Prosecco. 1.400 ettari rivendicati sui potenziali 2.000 e 17 milioni di bottiglie superati nel 2019. La denominazione oggi mira a proporsi come una sorta di “cru” delle bollicine venete, a partire da una piena consapevolezza delle proprie radici territoriali.

Il piano di riposizionamento della Docg è stato annunciato il 28.5 dal presidente del Consorzio Asolo Montello Ugo Zamperoni in una conferenza online. Facendo riferimento all’impennata nei volumi di bottiglie, balzate da circa 3 milioni nel 2014 ai 17 dell’anno scorso, ha spiegato: «La denominazione trevigiana, oggi con 400 soci e 33 imbottigliatori in 18 comuni attorno a Asolo, nel giro di pochi anni è cresciuta moltissimo. Nel 2020, ad esempio, sono stati già certificati quasi 6 milioni di bottiglie, con un incremento del 22% rispetto allo stesso periodo nel 2019. L’anno scorso ci siamo guardati in faccia e abbiamo cercato di capire dove andare. Per questo abbiamo messo in pista una nuova strategia volta a mettere in luce, sia nei vini che nella comunicazione, il fortissimo legame fra la tradizione locale del Prosecco e le colline del territorio di Asolo e dei paesi vicini».

Il presidente del Consorzio dell’Asolo Prosecco
Ugo Zamperoni


Un’indagine per capire come ragiona il consumatore

«Tutto è partito l’estate scorsa con un’indagine di posizionamento commissionata dal Consorzio a Bva Doxa su un campione di 1000 consumatori nel Nord Italia di vini spumanti e frizzanti», ha detto Angelo Peretti, content strategist dell’ente. «Tra i dati salienti è emerso che il nome di Asolo è conosciuto da tre quarti degli intervistati (il 74%) e che un quarto ha già visitato la cittadina (il 26%); mentre solo il 43% del campione sa che sulle colline asolane si produce Prosecco. Il connubio tra il nome di Asolo e quello del Prosecco è risultato inscindibile. Se l’85% dei consumatori è interessato a provarlo, il 32% non sarebbe più disposto a considerare la denominazione tra le scelte d’acquisto se il nome Asolo apparisse privo della specificazione Prosecco». Le occasioni ideali di consumo sono l’aperitivo (72%) o le feste e le ricorrenze (58%).

Il nuovo marchio dell’Asolo Prosecco

Il nuovo marchio dell’Asolo Prosecco

È stato presentato quindi il nuovo logo per un’immagine coordinata, ideato dallo studio veronese Paffi; vi sono rappresentate la Rocca, simbolo del borgo di Asolo, e i profili delle colline su cui nasce l’Asolo Prosecco, mentre i colori riprendono quelli dorati del vino e delle facciate delle antiche dimore del centro storico di Asolo. 

Il futuro si gioca sull’identità di Asolo (e Montello)

In base alle dichiarazioni del presidente del Consorzio, la comunicazione sarà pervasiva e spazierà dalle tecniche viticole, orientate alla sostenibilità, ai social. Non ci si concentrerà solo sull’Asolo Prosecco Docg ma coinvolgerà presto anche i vini del Montello. «Il potenziale di crescita per l’Asolo Docg non è enorme», ha spiegato il presidente dell’ente. Il Consorzio l’anno scorso ha bloccato le rivendicazioni per nuovi impianti e punta sulla qualità anche attraverso un manuale per ottimizzare la coltivazione e connotare in maniera più territoriale i cru. «È sulla nostra identità, infatti, che ci giochiamo il futuro», conclude Zamperoni.

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