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Musei del vino: il nuovo Museo del Ruchè di Castagnole Monferrato

24 Marzo 2024 Matteo Forlì
Musei del vino: il nuovo Museo del Ruchè di Castagnole Monferrato
Foto e video immergono il visitatore nelle bellezze del territorio © Museo del Ruchè

Nella storica cantina della famiglia Ferraris riapre, totalmente rinnovata, l’esposizione dedicata al Ruchè. Un viaggio multimediale che ne racconta la storia fatta di “fede e perseveranza”

Rianimato da un prete, curato da un drappello di sognatori e passato dalla “malora” alla ribalta. La storia del Ruchè, rosso autoctono del Monferrato cresciuto all’ombra dei fratelli maggiori Nebbiolo e Barbera, ha qualcosa di mistico. La sua parabola è raccontata nel museo voluto dal vigneron Luca Ferraris, che a settembre 2023 ha riaperto i battenti dopo sei mesi di restauro. Un percorso multimediale e esperienziale, di approfondimento, tra passato e futuro che trova spazio tra le mura della vecchia cantina della famiglia Ferraris, nel centro storico del paese di Castagnole Monferrato.

Il Dom Pérignon del Monferrato

Vitigno dalle origini incerte, sembra che il primo impianto di Ruchè in Monferrato sia stato quello della chiesetta benedettina di San Rocco, dove una comunità di monaci cistercensi ne avrebbero introdotto la coltivazione fin dal Medioevo. Ciò che è certo è che nel Novecento il Ruchè finì nel dimenticatoio, soppiantato da varietà più semplici da coltivare. Il merito del suo recupero è da ascrivere a Don Giacomo Cauda, il parroco di Castagnole e ribattezzato “Dom Pérignon del Monferrato” che tra le viti parrocchiali di Barbera e Grignolino si imbatté in questa sconosciuta bacca rossa. La storia della Vigna del parroco, oggi patrimonio della famiglia Ferraris, ha ispirato la creazione del museo ed è raccontata nella prima sala dell’esposizione, negli spazi un tempo adibiti alla vinificazione. La vecchia cantina, costruita nel XVII secolo, è formata da archi di antichi mattoni semplicemente appoggiati su pareti di tufo.

museo del Ruchè
Il caratteristico Infernot in pietra bianca arenaria © Museo del Ruchè

Immersione nel Monferrato

La seconda stanza del percorso è un omaggio al Monferrato. Patrimonio Unesco e luogo di indubbia bellezza, ha caratteristiche che lo rendono terroir vocato alla produzione di grandi vini, come la stratificazione geologica millenaria dei terreni. Foto e video immergono il visitatore nelle bellezze del territorio. Attraverso le postazioni olfattive si esplorano i profumi profondi del Ruchè. In questa sala il protagonista è Randall Grahm, enologo americano, pioniere dell’introduzione di alcune varietà di vite francesi in California, amico di lunga data di Luca Ferraris e antesignano sostenitore del Ruchè negli Stati Uniti già nel 2003.

Passaggio nell’Infernot

Nella Sala Cinema, un docu-film traduce in immagini l’epopea moderna di Ferraris e del Ruchè, dalla “malora” ai successi attraverso le facce e le voci dei protagonisti storici e attuali. Coltivato e prodotto in soli sette comuni dell’Astigiano (Castagnole Monferrato, Grana, Montemagno, Portacomaro, Refrancore, Scurzolengo e Viarigi) questo vitigno è infatti riuscito a superare i suoi confini ed è sempre più apprezzato dai consumatori di tutto il mondo. Il percorso si conclude col passaggio nell’Infernot – niente di dantesco, si tratta della tipica costruzione utilizzata custodire le bottiglie destinate al lungo invecchiamento – la cui pietra, bianca arenaria qui nominata anche “da Cantoni”, permette la conservazione negli anni del vino grazie all’umidità e alla temperatura che mantiene costante.

Legame indissolubile

«Il Museo del Ruchè», spiega Luca Ferraris, «nasce nella casa dove è iniziata la storia imprenditoriale della mia famiglia. È un luogo della memoria, una cantina storica, che abbiamo voluto eleggere a spazio di valorizzazione di un intero territorio che intorno al Ruchè ha costruito la sua fortuna. Uno spazio che celebra il Ruchè in ogni sua sfumatura: colore, profumo e gusto, ma soprattutto umanità». E come dice la frase sul cartello che accoglie i visitatori all’ingresso del paese: “Se a Castagnole Monferrato qualcuno vi offre il Ruchè è perché ha piacere di voi”.

Orari e prezzi

È possibile prenotare la visita al museo tutti sabati e le domeniche, dalle 10 alle 18, a 15 euro con un calice in assaggio oppure con degustazione di 4 calici, a 30 euro. Le esperienze sono acquistabili direttamente in loco o on line: www.museodelruche.com, www.ferrarisagricola.com/it/esperienze.

Nelle vicinanze

Monumenti, arte, archeologia

Agglomerato di case che fa da cerniera tra il Borgo dell’Annunziata e il Borgo del Ricet, il Riccetto Fortificato di Castagnole Monferrato, denominato anche La Muraglia o “La Miraja”, è un luogo dove si raccoglievano gli abitanti della campagna in caso di pericolo: oggi rimangono le imponenti mura, una torretta, parte del baluardo e delle arcate trecentesche in cotto e pietra calcarea.
Costruita intorno al 1320 sulle rovine dell’antico castello, la Torre dei Segnali è il simbolo di Viarigi. Fa parte in origine di una catena di posti di avvistamento e segnalazione, tra Viarigi, Montemagno e San Salvatore Monferrato. Con quest’ultima, si legge nei testi, “si comunicava a mezzo di fuochi, fumate e specchi”.

Dove mangiare

Osteria del Rooster
Ristorante informale dall’atmosfera accogliente, a conduzione familiare. Si trova nel borgo medioevale di Montemagno. Propone la cucina tradizionale piemontese  rivisitata in chiave creativa.

via S. Giovanni Bosco, 19 – Montemagno (Asti)
331.73.26.271
www.osteriadelrooster.it
osteriadelrooster@gmail.com
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Ristorante Campanarò

Ingredienti selezionatissimi a km zero, un’immersione nei piatti della cucina tipica del Piemonte con qualche trasgressione/rivisitazione e un menu dedicato al Tartufo. Chiuso il mercoledì.

corso Vittorio Alfieri, 36 – Asti
0141.33.252
www.campanaroristorante.it
info@campanaro.it
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Trattoria Serenella, Le tre Lasagne

Si trova in pieno centro Vignale Monferrato. È una trattoria-vineria ricercata, con un menu appetitosissimo. La cucina è semplice tipicamente monferrina. L’antologica carta dei vini è l’indiscussa protagonista del locale.

via Bergamaschino 1, Vignale (Alessandria)
0142 933412
giulia.lasagna@libero.it
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Dove dormire

Casa Serra Eco Resort & Wellness

Suite ed appartamenti, area wellness, attività con gli animali (c’è un allevamento grass fed di bovini) in questo Eco resort nelle campagne astigiane, incastonato tra le valli e le colline della riserva naturale paleontologica di Valleandona, Valle Grande e Val Botto, porta ideale di Monferrato, Langhe e Roero.

frazione Montegrosso 98, Asti
0141.29.51.72
www.casaserra.holiday
prenotazioni@casaserra.it
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Spinerola Hotel in Cascina

Dopo un accurato lavoro di restauro la vecchia cascina, immersa nella natura e nei vigneti, è diventata un hotel di charme, una delle più belle strutture ricettive del Monferrato. A due passi dal centro storico di Moncalvo, dispone di una piscina all’aperto, solarium e terrazza panoramica.

strada Casale 15, Moncalvo (Asti)
 0141.9.21.421
www.cascinaspinerola.it
info@cascinaspinerola.com
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Villa Fontana Relais Suite & Spa

Villa padronale edificata a fine ‘800 e riportata agli antichi splendori con un restauro nel 2012. Situata all’ingresso del borgo vinicolo di Agliano Terme oggi è un relais di charme, con suites e camere di lusso, due piscine e spa.

via Giuseppe Mazzini, 69 / 73, Agliano Terme (Asti)
0141.96.40.31
www.villafontanaaglianoterme.it
info@villafontanaaglianoterme.it
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