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Michele Chiarlo e la riscossa del Nizza Docg

3 Giugno 2019 Civiltà del bere
Michele Chiarlo e la riscossa del Nizza Docg

Il Cipressi 2015 si è aggiudicato il titolo di vino numero uno al mondo secondo la classifica di Wine Enthusiast. La famiglia Chiarlo ha deciso di raddoppiare il suo patrimonio viticolo in zona acquistando altri 10 ettari a Castelnuovo Calcea e Mombercelli.

Per la prima volta una Barbera conquista la medaglia d’oro della Top 100 di Wine Enthusiast. Si tratta del Cipressi Nizza Docg 2015 della Cantina Michele Chiarlo, scelta dalla rivista americana tra oltre 20 mila bottiglie provenienti da 17 Paesi. Un successo internazionale senza precedenti, che premia gli importanti investimenti della storica Casa vinicola di Calamandrana (Asti) nella neonata denominazione Nizza Docg, riconosciuta ufficialmente lo scorso febbraio anche a livello europeo, dopo un lungo iter iniziato nel 2008 che ha segnato il distacco da una sottozona della Barbera d’Asti.

La bottiglia di Cipressi 2015

Paladini della super Barbera da sempre

«Abbiamo creduto nella “super Barbera” Nizza Docg fin dagli albori», spiega Stefano Chiarlo, titolare ed enologo aziendale. «Non a caso mio padre Michele ha ricoperto la carica di primo presidente dell’Associazione dei produttori del Nizza. Le premesse affinché questo vino potesse conquistare il suo posto al sole trai i grandi rossi del Piemonte c’erano tutte. E il riconoscimento da parte di Wine Enthusiast ne è la dimostrazione. Per noi ovviamente si tratta anche di una grande soddisfazione personale, che ci sprona a continuare a supportare la crescita della nuova Garantita negli anni a venire»

Le nuove acquisizioni

La ferma convinzione delle potenzialità del Nizza Docg ha spinto la famiglia Chiarlo a raddoppiare il suo patrimonio viticolo di proprietà in zona. Ai 10 ettari della celebre Tenuta La Court si sono aggiunti due nuovi appezzamenti: 2,5 ettari, sempre nel comune di Castelnuovo Calcea, all’interno del cru Montemareto (nella foto); e 7,5 a Mombercelli, nel cru Moncucco Cavino.

Il cru di Montemareto…

«Entrambi i vigneti si estendono lungo la parte centrale della Docg Nizza», precisa Stefano Chiarlo. «La parcella di Montemareto si distingue per una forte pendenza e un’invidiabile esposizione orientata a sud che garantisce un notevole numero di ore di luce durante il periodo estivo ed autunnale. I suoli sono di origine sedimentaria marina con prevalenza di marne chiare sabbioso-limose e una buona dotazione di microelementi tra cui calcio e magnesio, tutte caratteristiche che contribuiscono alla produzione di vini strutturati, longevi ed equilibrati».

…e quello di Moncucco Cavino

Pochi chilometri più a nord si estendono i vigneti del cru Moncucco Cavino, che godono anch’essi di un’esposizione a sud. «Qui le colline si fanno più dolci e i terreni bianchi, tipici della zona, si colorano di sfumature azzurre, dovute alla consistente presenza di argille di Lugagnano. La componente sabbiosa scarseggia in favore di quella limosa che apporta ai vini maggiore freschezza, acidità e mineralità».

Questo articolo è tratto da Civiltà del bere 2/2019. Se sei un abbonato digitale, puoi leggere e scaricare la rivista effettuando il login. Altrimenti puoi abbonarti o acquistare la rivista su store.civiltadelbere.com (l’ultimo numero è anche in edicola). Per info: store@civiltadelbere.com

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