Dalle Nostre Rubriche

In Italia

In Italia

Il vino secondo i giovani: gli chef fanno scelte eclettiche purché in armonia con i piatti

22 Febbraio 2026 Gualtiero Spotti
Il vino secondo i giovani: gli chef fanno scelte eclettiche purché in armonia con i piatti
Il legame che unisce i giovani cuochi al vino è complesso e variegato © U. Marantonio

C’è chi non rinuncia a una selezione di etichette del territorio e chi indirizza i propri gusti ai prodotti naturali, bio e alcol-free. L’importante è che la proposta in carta sposi lo stile della cucina. Tutti amano, e offrono, lo Champagne e gli altri spumanti

L’articolo fa parte della Monografia Il vino secondo i giovani (Civiltà del bere 1/2025)

In un mondo, quello della ristorazione gestita dai giovani, che recentemente ha iniziato a porsi delle domande sulla scelta di proporre bevande dealcolate, che già presenta timidamente succhi e birre nel pairing e che, al tempo stesso, guarda ancora tra dubbi e titubanze nell’oceano un po’ torbido dove sguazzano ancestrali, naturali, Pet Nat (Pétillant Naturel) e biodinamici, è facile immaginare come il legame che unisce i giovani cuochi al mondo del vino sia più importante e complesso di quanto si possa immaginare. E non solo per l’ovvia ragione che chi gestisce un ristorante ha la necessità di presentare ai clienti una selezione di vini di qualità capace di mettere in fila etichette riconoscibili, senza trascurare i trend del momento o le richieste di una nuova tipologia di clientela rivolta verso i vini non convenzionali. 

Quattro cuochi e un pizzaiolo

Insomma, le ragioni che spingono un cuoco a fare delle scelte in cantina (soprattutto se il cuoco è anche il proprietario del ristorante) possono essere le più disparate: dalle etichette legate a motivi di appartenenza a un territorio (“siamo nelle Marche, vuoi che non abbia una nutrita selezione di Verdicchio?”) a quelle che richiamano le proprie passioni enologiche (“sai io da sempre bevo solo bollicine”). Senza dimenticare chi, invece, seleziona vini immaginando come incrociarli con lo stile della cucina. E alla fine, chi meglio dei cuochi stessi può raccontare come viene percepito il mondo dell’enologia per chi è abituato ad osservarlo dal lato dei fornelli? Così lo abbiamo chiesto direttamente ad alcuni cuochi under 40, anche con un’incursione fuori dai confini italici e con le scelte operate da un pizzaiolo tra i più in vista del panorama nazionale.

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium

Abbonati ora! €20 per un anno

ACQUISTA

Se sei già abbonato accedi.

In Italia

La prima verticale di Masseto sarà alla Monza Wine Experience

Sabato 14 novembre, in assaggio sei annate (2023, 2020, 2015, 2005, 2001, […]

Leggi tutto

Tommasi, due progetti celebrano la longevità dell’Amarone

La Biblioteca di Famiglia, un prezioso cofanetto di tre vecchie annate destinato […]

Leggi tutto

Domaines Ott, le tre anime della Provenza

Un territorio fatto di luce, vento e pietra, che ogni tenuta della […]

Leggi tutto

Conte Vistarino: il nuovo cru Ottavia è un Pinot nero dall’anima contemporanea

Dopo Bertone, Tavernetto e Pernice, la vinificazione in rosso prosegue con una […]

Leggi tutto

Storia completa di un vino: Ronco delle Mele

Siamo andati a Dolegna del Collio per celebrare i 30 anni di […]

Leggi tutto

Gruppo Meregalli, un alleato per Cantine e ristoratori

La società d’importazione e distribuzione di fine wines e spirits vanta 170 […]

Leggi tutto

Elisa Semino e i Timorasso La Colombera protagonisti all’Enoluogo

Al centro dell’incontro tre espressioni aziendali: il Derthona “classico” e i cru […]

Leggi tutto

Un vigneto per due: la Solenga di Stradella

Andrea Picchioni e Giulio Fiamberti condividono una porzione di collina vitata dell’Oltrepò […]

Leggi tutto

Memoria, modernità e accoglienza: Zorzettig vara Cantina Viva

A Spessa di Cividale nasce la nuova casa dell’azienda friulana: un investimento […]

Leggi tutto
X

Hai dimenticato la Password?

Registrati