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Il futuro della vite: agricoltura rigenerativa e ritorno al piede franco

24 Settembre 2020 Anita Franzon

Le ricerche sul campo indicano nell’agricoltura rigenerativa uno degli strumenti più efficaci per migliorare la viticoltura. Su questo fronte una curiosità arriva dalla Francia, dove si impiantano viti a piede franco su terreni sabbiosi allagati in inverno.

Secondo uno studio riportato da Wine Australia, l’agricoltura rigenerativa sarebbe la chiave per le migliori pratiche in viticoltura: questa è la conclusione del ricercatore Richard Leask. Di cosa si tratta? Di un sistema basato sull’imitazione della natura grazie all’uso di una vasta gamma di piante che immagazzinano e riciclano carbonio aumentando inoltre la diversità e l’attività microbica del suolo. Secondo Leask i vantaggi per i viticoltori che adottano i principi dell’agricoltura rigenerativa sono molteplici, tra cui la sfida alla dipendenza del suolo dalle sostanze chimiche. «Nel tempo», conclude lo studioso, «questo produce un terreno ad alto funzionamento capace di alta produttività e maggiore qualità».

Il futuro della vite ha il piede franco?

Al Domaine des Huards a Cour-Cheverny nel Loir-et-Cher, biologico da 30 anni e biodinamico da 20, nel 2016 hanno impiantato un ettaro di vigneto a piede franco. Il proprietario Michel Gendrier spiega il perché alla rivista Mon-Viti: «Non abbiamo gravi infestazioni di insetti e non trattiamo mai il nostro vigneto con insetticidi. Perché dovremmo avere la fillossera? Ovviamente, facciamo tutto il possibile per evitarla». Il nuovo impianto, infatti, si trova su un terreno sabbioso molto pianeggiante in modo che possa essere allagato per tre settimane durante l’inverno; una pratica che limiterebbe notevolmente lo sviluppo dell’insetto. «Fra dieci anni potremo vedere il risultati di questo esperimento», conclude il viticoltore.

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