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Il futuro del Lugana: parla il nuovo presidente Ettore Nicoletto

29 Marzo 2019 Anna Rainoldi

Un manager presidente del Consorzio Tutela Lugana Doc. L’elezione di Ettore Nicoletto – ad di Santa Margherita Gruppo Vinicolo e di Cà Maiol – è un segnale di cambiamento che punta a rafforzare le attività di promozione del Consorzio nel mondo, raggiungendo nuovi mercati e sviluppando il valore economico del Lugana.

Non un produttore, espressione diretta del territorio, ma un manager: questa è stata la scelta dei soci e del Consiglio d’amministrazione, in cerca di una guida più proiettata sul mercato, capace di spingere e aprire nuovi orizzonti al bianco del Garda. Quella di Ettore Nicoletto si prefigura già come una presidenza del cambiamento. Non intesa come rottura dalle linee guida del suo predecessore, di cui il nuovo presidente non manca di sottolineare l’ottimo operato nelle attività di tutela e promozione. Piuttosto, la sua mission sarà perseguire i medesimi obiettivi con un nuovo punto di vista, più manageriale.

Chi è Ettore Nicoletto

55 anni, una laurea in Economia e commercio all’Università Cà Foscari di Venezia, Ettore Nicoletto ha iniziato a lavorare nel mondo del vino sin dagli anni Novanta. Oggi è amminstratore delegato di Santa Margherita Gruppo Vinicolo (dal 2008) e di Cà Maiol, prestigiosa realtà del Lugana entrata a far parte del gruppo nel 2017. Fra gli incarichi istituzionali, è vicepresidente del Gruppo vini di FederVini ed è stato presidente di Italia del Vino-Consorzio per due mandati. Nel Consorzio Lugana Doc, Nicoletto sarà affiancato dal nuovo Cda formato da Igino Dal Cero, Francesco Montresor, Nunzio Ghiraldi e Luca Formentini (imbottigliatori), Emanuele Urbani, Sonia Brunello, Francesco Franzoni, Marida Benedetti (viticoltori) e da Francesco Mascini, Alberto Zenato, Roberto Girelli e Piergiuseppe Crestani (vinificatori).

Export e nuovi orizzonti: i prossimi passi

Fra gli obiettivi del nuovo presidente, la valorizzazione internazionale della Doc si conferma una priorità. “Oggi l’export del Lugana raggiunge il 70% della produzione, ma si concentra in due macroaree. Le possibilità di crescita in Italia e nel mondo sono enormi”, ci spiega il neopresidente. Il palinsesto dei prossimi eventi prevede la partecipazione ad appuntamenti istituzionali di rilievo, come Vinitaly e la London Wine Fair, “ma anche alcune iniziative in Europa dell’Est, principalmente masterclass e seminari per la stampa. Mentre l’utilizzo dei fondi Ocm sarà indirizzato verso altri mercati, principalmente Giappone e Usa”.

Usa, un mercato da presidiare

Gli Stati Uniti, in particolare, sono un mercato ad alto assorbimento da presidiare con attenzione. Le attività ordinarie – eventi e inserzioni su testate come Wine Enthusiast – sono gestite direttamente “grazie alla presenza di due brand ambassador del Lugana Doc, dislocati in East e West Coast. Entro il 2019, inoltre, puntiamo a organizzare un grand tasting a New York, con tutti i produttori del Lugana e una selezione di ospiti di settore: stampa, influencer, operatori”.

Chi beve Lugana in Italia?

Anche sul suolo nazionale la domanda del bianco è diffusa a macchia d’olio: le zone di massimo consumo sono Verona, Brescia e le zone limitrofe – il Lago di Garda è un grande catalizzatore, anche per il turismo internazionale. Ma il rapporto con un territorio così celebre e suggestivo è croce e delizia per i produttori: sebbene rappresenti un elemento chiave nella comunicazione del Lugana, rischia di confinare il prodotto a co-protagonista. “Oggi la necessità è far conoscere il vino in sé“, sottolinea Nicoletto. Il futuro è nello sviluppo di piazze ancora marginali per il Lugana, come Roma, Milano, Torino, la Toscana, il sud Italia.

Fresco, versatile, contemporaneo: perché il Lugana piace

Il potenziale di crescita del Lugana deriva dalle peculiarità stesse di questo bianco, pienamente in linea con il gusto contemporaneo. “Moderno, approcciabile, ma tutt’altro che banale. Fresco, dalle note saline e minerali, che non stancano. Il Lugana è un bianco versatile e adatto all’abbinamento a tavola, caratteristica distintiva del vino italiano e sempre più apprezzata dai winelover”.

Il valore si incrementa insieme

Fra gli obiettivi chiave del Consorzio c’è l’ulteriore sviluppo del valore economico del Lugana. Un percorso a lungo termine che si baserà sul coinvolgimento dell’intera filiera in un progetto comune, che incentivi la coesione e l’equa distribuzione del valore fra i suoi attori. “Il valore si costruisce posizionando correttamente il vino sul mercato, attribuendogli un prezzo che ne valorizzi la proposta: un passo impossibile da compiere senza il comune accordo di tutti gli attori”, conclude Nicoletto. “Scopo del Consorzio di tutela sarà proporre e condividere un progetto comune per dare valore al Lugana, un valore che dovrà essere equamente distribuito fra tutti gli attori”.

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