Il Bricco di Pio Cesare compie 30 anni. Un Nebbiolo che ha segnato una svolta

Il Bricco di Pio Cesare compie 30 anni. Un Nebbiolo che ha segnato una svolta

Una verticale-orizzontale, diciamo una diagonale, con diverse annate più una comparazione tra il celebre cru di Barbaresco e l’etichetta classica di famiglia. Il vino esprime onestamente i caratteri delle annate degustate, compresa l’atipica 2020, dolce e avvolgente.

Quando si possono vantare oltre 140 anni di storia aziendale, vissute da cinque generazioni, il compleanno per i 30 anni di un’etichetta rischia di passare sottotraccia. Così non è stato per Il Bricco, cru di Barbaresco della Cantina Pio Cesare, che Federica Boffa Pio e il cugino Cesare Benvenuto hanno voluto celebrare con la cucina di Carlo Cracco in Galleria Vittorio Emanuele a Milano.

Due parole sul Bricco

Questo spettacolare cru delle Langhe si trova a Treiso, a circa 400 metri sulla sommità̀ di una delle colline più̀ alte della zona del Barbaresco, con vista sulle Alpi e in particolare sul Monviso. È il cuore dei vigneti della famiglia e ha rappresentato lo slancio nel futuro impresso da Pio Boffa nel 1974, primo acquisto di vigne della Pio Cesare che oggi conta oltre 80 ettari di proprietà̀ in posizioni di pregio principalmente nelle colline del Barolo e del Barbaresco. Al Bricco di Treiso si allevano viti di Nebbiolo, insieme a filari storici di Dolcetto, Pinot nero, Chardonnay e Sauvignon blanc.
Qui nascono alcuni tra i vini classici dell’azienda, tra cui il Barbaresco Pio – la cui cuvée è costituita per la maggior parte da uve del Bricco – lo Chardonnay PiodiLei e, ovviamente, il Barbaresco Il Bricco che, nel 1990, ne prese il nome. Su questa collina il microclima fresco e ventilato, il suolo calcareo-marnoso, i versanti molto ripidi e scoscesi, l’erosione accentuata del suolo e le naturali rese molto basse regalano un’espressione potente e complessa di Barbaresco con tannini importanti e concentrazione di frutto.

Il confronto tra annate (ed etichette)

Per l’occasione, i cugini Federica Boffa e Cesare Benvenuto hanno messo a disposizione vecchie annate del Bricco, alcune in utile confronto con il Barbaresco classico.

Il Bricco 1997

Annata molto celebrata in Italia, calda con vendemmia al 1º di ottobre. Al naso è complesso, tipico ed intrigante con note di cedro, prugna, composta di lampone, legna arsa, violetta e liquirizia. Al palato è caldo, con sapore intenso di frutti rossi, prugna e liquirizia. Il tannino è ancora deciso con finale fresco.

Il Bricco 2004

Anche questo è un millesimo caldo con raccolta tardiva, o se vogliamo tradizionale per il Nebbiolo: 22 ottobre. Una grande annata, tra le più importanti in zona, con le piogge al punto giusto, fresca ma asciutta al momento della raccolta. Un vino pronto, con profumi di nocciola, viola, caffè e liquirizia. In bocca quasi perfetto: velluto, concentrazione, lunghezza e retrogusto tipico di tabacco e liquirizia, violetta, pepe. Il tannino è rotondo, perfettamente compiuto.

Barbaresco Pio 2009

L’annata fu segnata da neve e piogge tra inverno e primavera, cui seguì un’estate molto calda, con vendemmia anticipata (20 settembre). In annate complicate come questa fino al 50% dalle uve del Barbaresco possono provenire dal Bricco di Treiso.
Delicato con evidenza di frutti rossi, nota di finocchietto e profumo di caffè, piuttosto evoluto al naso, al sorso è molto equilibrato, con corpo gentile, tannino maturo e nota speziata finale.

Il Bricco 2009

Profumo intenso e balsamico, note di frutti rossi e neri con fondo elegante di rosa bianca. Strutturato e potente, con tannino compatto ed elegante, voluminoso, piacevole freschezza sul finale.

Il Bricco 2011

Un’altra annata calda, con raccolta al 22 settembre. Ne risulta un vino immediato, pronto fin da subito. Si avverte un cambio di timbro, verso l’eleganza, la delicatezza, con sentori di piccoli frutti rossi, prugna, viola. In bocca è elegante, pieno, il tannino ancora vibrante, finale amaricante, ma posato, molto persistente.

Barbaresco Pio 2015

Annata calda, simile alla più recente 2020, ma la raccolta delle uve è avvenuta in linea con le medie del Nebbiolo: 21 ottobre. Al naso evidenzia un classico lampone, rosa, sottobosco, viola, sentori balsamici. È delicato, elegante, con finale di caffè, leggermente amaricante.

Il Bricco 2015

Dal colore mostra un passo diverso, brillante ma intenso; il profumo è intenso e balsamico, con note di composta di lampone; al palato dona molto frutto e dolcezza, con pienezza, lunghezza e maturità esemplare.

Il Bricco 2020

«Annata contemporanea, diversa», sostiene Federica Boffa Pio nel presentare questo Bricco sui generis. Il Nebbiolo di Treiso ha goduto di un’estate lunga, con temperature calde, mai estreme. I grappoli sono stati raccolti nei primi giorni di ottobre al culmine della maturazione. Il profumo è ampio, dolce con note di viola, cioccolato, vaniglia, composta di lamponi e un tocco di spezie. In bocca è molto morbido, persistente, caratterizzato da dolcezza e lunghezza.

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© Riproduzione riservata - 03/07/2024

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