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I dati Siquria sulla produzione veronese e vicentina nel 2011

20 Aprile 2012 Monica Sommacampagna
Le prime indicazioni di tendenza lo scorso 18 aprile al Palazzo della Gran Guardia a Verona e, a breve, il panorama completo in un e-book. Lo ha annunciato Guido Giacometti, direttore di Siquria, nell'ambito della presentazione ufficiale della società fornendo in anteprima i “numeri” sui vini veronesi e vicentini che possono dare origine a Doc o ad altre tipologie. LA PRODUZIONE IN CIFRE - Se l'Amarone ha superato quota 50.000 ettolitri nel 2011 e il Bardolino raggiunge i 250.635 ettolitri dopo un calo a quota 210.844 nel 2010, il Breganze è passato in un solo anno, dal 2010 al 2011, da 17.000 a 6.600 ettolitri. «Trend positivo per il Bardolino Chiaretto che tra il 2010 e il 2011 è passato da 9,7 a 10,3 milioni di bottiglie (+6,2%)» ha spiegato Guido Giacometti. Buone le performance per Valpolicella ripasso, passato da 19,1 a 21 milioni di bottiglie (+9,9%). Le produzioni vicentine registrano una fase di decremento, a eccezione della Doc Vicenza, passata da 0,4 a 0,5 milioni (+25%)”. Il Soave, passato da circa 331.076 ettolitri nel 2010 a 294.646 del 2011, «rappresenterebbe le scelte di diminuire le rese produttive per riequilibrare la filiera» ha continuato Giacometti. FILIERA E RAPPORTI TRA DENOMINAZIONI - Buon equilibrio di filiera per Amarone, Bardolino, Soave e Valpolicella Ripasso, con un avvertimento da “tecnico” sui trend di sviluppo della piramide del Valpolicella: «Analizzando i dati dal 2009 al 2011 emerge che la base, costituita dal Valpolicella classico, si va progressivamente restringendo, privilegiando Amarone e Ripasso (la produzione di quest'ultimo è quasi raddoppiata rispetto al 2009 balzando a 100.000 ettolitri). Sarebbe importante invece contare su una solida base “standard” per valorizzare le eccellenze». Sulla presentazione veronese di Siquria leggi anche Primo bilancio per l'ente di certificazioni di qualità Siquria

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