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Hong Kong International Wine & Spirits Fair: oltre 200 Cantine italiane

17 Novembre 2011 Emanuele Pellucci
Quella che si è svolta nei giorni scorsi a Honk Kong, in occasione della quarta edizione della Hong Kong International Wine & Spirits Fair, è stata una delle più grandi vetrine del vino italiano all’estero. Oltre 200 aziende tricoloridelle 930 complessive provenienti da 37 Paesi che hanno occupato un intero piano del bellissimo Centro Congressi ed Esposizioni della metropoli cinese erano italiane. Una presenza importante anche perché l’Italia era quest’anno il Paese ospite e principale polo d’attrazione era l’area occupata dagli stand di “Vinitaly in the world”. Nei tre giorni di fiera si sono contati ben 40 mila visitatori metà dei quali operatori, con un incremento del 40% rispetto all’edizione 2010. Oltre alle aziende riunite sotto l’egida di Vinitaly, erano presenti i tre principali Consorzi di tutela toscani (Brunello, Vino Nobile e Chianti Classico) e altri espositori con stand autonomi. Degustazioni guidate, seminari per produttori, importatori e distributori, hanno registrato sempre il tutto esaurito. Una degustazione, guidata da Luca Gradini, miglior sommelier del mondo 2010, è stata dedicata alle due bottiglie celebrative dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Grande interesse anche per le dimostrazioni culinarie degli chef aderenti all’associazione itChefs. Un momento tutto italiano è stato durante la cena di gala, presenti 475 ospiti, con piatti preparati da quattro nostri chef stellati accompagnati da vini di varie regioni italiane. Soddisfazione è stata espressa dalla maggior parte dei produttori per i contatti e per gli affari conclusi. Attualmente l’Italia esporta a Hong Kong vino per 20 milioni di dollari all’anno contro i 528 milioni della Francia, tuttavia i nostri vini sono sempre più apprezzati e richiesti. Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, che ha inaugurato la rassegna insieme al console generale a Hong Kong Alessandra Schiavo e a Paola Guida dell’Ice, ha dichiarato che la partecipazione italiana è stata positiva sotto tutti i punti di vista. Era essenziale dare un segnale al mercato cinese”, ha detto, “destinato a diventare entro pochi anni il più importante del mondo per il vino. Molto deve essere fatto sotto il punto di vista dell'educazione dei consumatori e in questo senso Vinitaly ha dato un contributo allestendo il teatro per la cucina italiana, testa di ponte per il nostro vino e presentando nella sala degustazione gli abbinamenti tra cibo e vino”.  

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