In Italia In Italia Jessica Bordoni

Ferrari e il Vigneto della Terlaga: sempre più in alto

Ferrari e il Vigneto della Terlaga: sempre più in alto

Il clima sta cambiando, il progressivo aumento delle temperature è ormai sotto gli occhi di tutti, e le aziende vinicole si adeguano spostando sempre più in alto i loro vigneti. In Trentino le Cantine Ferrari, tra le Case spumantistiche simbolo del Trentodoc, hanno intuito già qualche anno fa la necessità di alzare la “quota vigneto” decidendo di acquistare il Vigneto della Terlaga, 13 ettari che superano i 600 metri di altitudine. Oggi la vigna è impiantata ed entro il 2015 si attendono i frutti di questo lavoro. A spiegarci il progetto è Marcello Lunelli, vicedirettore ed enologo del marchio.

Marcello, Camilla, Matteo e Alessandro Lunelli alla guida di Cantine Ferrari

SALE LA TEMPERATURA, CRESCE L’ALTITUDINE DEI VIGNETI – «Alcuni studi hanno attestato come la temperatura in Trentino sia aumentata di 1 ºC da trent’anni a questa parte e tale incremento è destinato a consolidarsi per i prossimi cinquanta/sessant’anni come minimo», premette Marcello Lunelli. «Le Cantine Ferrari si stanno attivando per “alzare” i propri vigneti quanto a posizione altimetrica. Bisogna considerare che, a livello agronomico, l’incremento di un grado centigrado corrisponde a 100-150 metri di altitudine».

IL VIGNETO DELLA TERLAGA – «Abbiamo acquisito il Vigneto della Terlaga, oltre 13 ettari vitati sopra Villa Margon a Ravina, alle pendici del Monte Bondone». Esattamente di fronte al celebre Maso Pianizza dove nasce il Riserva del Fondatore Giulio Ferrari, cru per eccellenza dello storico marchio trentino.

UN COMPETITOR AL BLASONATO MASO PIANIZZA? – «Il piano è in dirittura d’arrivo e contiamo di iniziare la produzione entro i prossimi due anni», continua Marcello Lunelli. «L’esposizione dei filari del Vigneto della Terlaga è mattutina, al contrario di quella del Maso Pianizza. Chissà che tra un ventennio l’uva prodotta da questo appezzamento non possa diventare la base per dei Metodo Classico in grado di competere con le selezioni di Chardonnay del Maso Pianizza, per Riserve destinate a lunghi e importanti invecchiamenti…».

IL CLIMA CHE CAMBIA SECONDO GLI ESPERTI – Sullo stesso argomento leggi anche la serie di articoli Il clima cambia e la vigna si adegua con interventi dell’agronomo Attilio Scienza (le varietà precoci subiscono i danni maggiorilo studio su portainnesti che ritardano la maturità) e dell’agrometeorologo Luigi Mariani (la CO2 non va demonizzata e servono previsioni a medio termine).

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© Riproduzione riservata - 09/01/2013

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