Mondo

Mondo

Fatti curiosi da tutto il mondo

31 Dicembre 2020 Anita Franzon

Concludiamo l’anno con un tocco di leggerezza e qualche notizia divertente. Nel New Jersey un viticoltore terrorizza la popolazione con un potente cannone antigrandine. Nello stato di New York una coppia ha recuperato delle bottiglie di whisky rimaste intatte dall’epoca del proibizionismo. E chi sapeva che negli Anni ’70 la Coca Cola vendeva anche vino?

Da alcune settimane a Mullica Township, tranquilla cittadina del New Jersey, si sono moltiplicate le telefonate ai numeri di emergenza. Misteriosi e forti rumori hanno infatti scosso tutta la comunità, tanto che alcuni abitanti hanno pensato a un bombardamento.

Un misterioso cannone antigrandine

La polizia sta ancora indagando, ma l’origine di questi scoppi potrebbe essere molto più innocua, dato che un uomo avrebbe ammesso di aver azionato un cannone antigrandine autoprodotto per impedire agli uccelli di mangiare l’uva nella sua vigna e per mantenere il cielo sempre limpido sopra la sua proprietà. E, sfortunatamente per i vicini di casa, le forze dell’ordine non possono per chiedergli di smettere di metterlo in funzione, a patto che smetta di usare il cannone prima delle 22, perché “non spara proiettili e non è un’arma da fuoco o un esplosivo”, ha comunicato il comandante della polizia locale Kevin Friel (Food&Wine).

Sepolte in casa

Una coppia che risiede nello Stato di New York ha trovato decine di bottiglie di whisky risalenti all’epoca del proibizionismo nascoste sotto le assi del pavimento della casa appena acquistata, ma che – un tempo – evidentemente fu il nascondiglio di un contrabbandiere. La scoperta è avvenuta durante i lavori di ristrutturazione dell’abitazione. Il whisky ritrovato fu probabilmente spedito negli anni ’20 dalla Scozia al Canada per poi arrivare più a sud tramite il contrabbando. Solo una dozzina di bottiglie delle 78 finora ritrovate sono ancora piene, la coppia ha intenzione di tenerne un paio e di mettere le altre all’asta (Wine Spectator).

Quando la Coca Cola faceva vino

Da decenni Coca-Cola contribuisce in maniera importante allo spirito natalizio, ma sono in pochi a sapere che negli anni ’70 il colosso americano delle bevande analcoliche tentò di fare incursione nell’industria del vino. A raccontare la storia di un business non riuscito è Tim McKirdy su VinePair. Le Taylor Wine Cellars (poi Taylor California Cellars) nacquero nel 1880 nella regione dei Finger Lakes (Stato di New York) – oggi area vinicola tra le più promettenti negli USA -, superarono il proibizionismo, ma non le lotte per la successione tra i fratelli che portarono a difficoltà finanziarie irrecuperabili anche dopo la fusione con Coca-Cola. Quest’ultima, che tentò operazioni ancora oggi rivoluzionarie (come l’introduzione dei bag-in-box o delle lattine di vino), non era però abituata a lavorare nel settore delle bevande alcoliche, meno redditizie di quelle analcoliche; così, nel 1983, annunciò l’uscita dal business del vino.

Foto di apertura di VinePair

Questa notizia fa parte della rassegna stampa internazionale di Civiltà del bere. Per riceverla gratuitamente una volta a settimana in formato newsletter iscriviti qui.

Mondo

Dazi Usa: il paradosso di una vittoria legale che spaventa il mercato

Dopo la bocciatura dei dazi imposti dall’amministrazione Trump da parte della Corte […]

Leggi tutto

Pro e contro Wine Paris dalla voce dei produttori

Le opinioni discordanti degli espositori italiani che hanno partecipato alla fiera di […]

Leggi tutto

Tutta la verità su Wine Paris tra apocalittici e integrati

È l’appuntamento internazionale più importante, ma sono molti i dubbi sollevati dagli […]

Leggi tutto

Cinque annate di Les Suchots, Vosne-Romanée 1er Cru di Confuron-Cotetidot

Siamo risaliti indietro nel tempo fino al 1999, per testare la capacità […]

Leggi tutto

Il vino secondo i giovani: all’estero condividono le storie

Un enologo senese che si occupa di accoglienza e vendita diretta in […]

Leggi tutto

Senza Meja, associazione di amici e vignaioli “senza confini”

Più che di un insieme di aziende tra Italia e Slovenia, si […]

Leggi tutto

Enoturismo: a che punto siamo?

Il Global Wine Tourism Report 2025 – la più ampia indagine mai […]

Leggi tutto

Pellegrini: l’Ai al servizio della Cyber Cuvée con Mission 3

È il terzo (e verosimilmente ultimo) capitolo del progetto dell’importatore e distributore […]

Leggi tutto

Champagne Louis Roederer: Cristal 2016 abbraccia la luce

Lo Champagne d’eccellenza della Maison francese esce in un nuovo millesimo luminoso, […]

Leggi tutto
X

Hai dimenticato la Password?

Registrati