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Conte Vistarino, 160 anni di Metodo Classico dell’Oltrepò

15 Novembre 2025 Civiltà del bere Lombardia
Conte Vistarino, 160 anni di Metodo Classico dell’Oltrepò


Con il 1865 la Cantina di Rocca de’ Giorgi festeggia l’anniversario della nascita delle prime bollicine in Oltrepò Pavese. Extra Brut da uve Pinot nero 100% sosta suoi lieviti per 60 mesi ed è parte di un progetto d’eccellenza dedicato agli spumanti. Il rilancio dell’enoturismo locale con l’associazione InOltre

Conte Vistarino festeggia 160 anni dalla nascita delle prime bollicine Metodo Classico in Oltrepò Pavese, era il 1865. A raccontarci l’anniversario è Ottavia Giorgi di Vistarino, che da oltre 20 anni dirige l’azienda di famiglia a Rocca de’ Giorgi, 826 ettari di cui 144 vitati. «Fu il conte Augusto Giorgi di Vistarino ad avviare l’avventura a metà dell’Ottocento, impiantando barbatelle di Pinot nero provenienti dalla Francia. Un’intuizione che ha dato inizio alla grande tradizione spumantistica oltrepadana».

1865 Extra Brut, omaggio alla storia aziendale

Documenti e corrispondenze storiche testimoniano il ruolo pionieristico aziendale nel valorizzare la vocazione enologica di questo angolo di Lombardia, firmando alcune delle sue etichette più iconiche. Come simbolo di questo percorso, fatto di visione, passione e dedizione, spicca 1865, Metodo Classico Oltrepò Pavese Docg 2017: una bollicina 100% Pinot nero in versione Extra Brut e millesimata, che racchiude lo spirito e l’identità più autentica del territorio. Nasce da grappoli raccolti a mano e raffreddati a 10 °C prima della pressatura soffice. Il mosto fiore fermenta in acciaio a temperatura controllata, a cui segue l’affinamento del vin clair sulle fecce fini fino al tiraggio nella primavera successiva. Poi 60 mesi sui lieviti e almeno 6 mesi in bottiglia. Nel calice uno spumante dal colore giallo dorato, con perlage fine e sentori di fiori bianchi e agrumi. Il sorso è armonico, sapido e persistente.

Tre cru di Pinot nero ispirati alla Borgogna

Nel 2018 è stata inaugurata la nuova, avveniristica cantina, a tutti gli effetti la “Casa del Pinot nero”, dove a luglio sono stati completati gli ultimi interventi, mentre al 2023 risalgono importanti investimenti nei vigneti. La mission aziendale è selezionare le migliori parcelle per cuvée capaci di esprimere armonia, precisione stilistica e terroir.
Un approccio che vale anche per i cru Pernice, Bertone e Tavernetto, impostati sul modello della Borgogna, che dimostrano come l’Oltrepò Pavese abbia le carte in regola per produrre anche grandi rossi da Pinot nero. L’ultima vendemmia si preannuncia una delle migliori del decennio. «Un risultato ancor più significativo se si considera che, dal 2024, abbiamo avviato un progetto interamente dedicato alle bollicine, ispirato alla stessa ricerca dell’eccellenza che oltre vent’anni fa diede vita ai miei cru», rivela la produttrice.
Grazie all’impegno di Consorzio, aziende, strutture ricettive e ristorazione, l’Oltrepò punta a diventare sempre più una destinazione turistica a pochi chilometri da Milano. In questa direzione si colloca anche la recente nascita dell’associazione InOltre, a cui Conte Vistarino aderisce con l’obiettivo condiviso di rilanciare l’enoturismo locale.

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