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Caffè e distillato: la strana coppia della mixology, tra storia e nuovi drink

Caffè e distillato: la strana coppia della mixology, tra storia e nuovi drink

Chi l’ha detto che il caffè non si addice al bere miscelato? Ecco una lista di cocktail storici e alcune novità di tendenza per i coffee-addict.

Modelle, ambasciatrici e legionari. La storia dell’accoppiata tra caffè e alcolici è popolata di personaggi stravaganti, come spesso accade nella mixology. In questo caso però l’accostamento di due ingredienti dagli effetti opposti come alcol e caffeina ha contribuito a rendere il mix più esplosivo.

La nascita dell’Espresso Martini

Sfrutta proprio questa opposizione il re dei cocktail “caffeinici”, quell’Espresso Martini originariamente chiamato Vodka Espresso. Fu creato una sera dal barman Dick Bradsell al londinese Fred’s Club per una “giovane modella che poi diventò molto famosa” e che gli chiese un cocktail “che prima mi svegli e poi mi fotta” (wake me up and f*k me up). Iconici i tre chicchi di caffè sistemati sulla schiuma.

Black (e White) Russian

Meno nota la genesi del Black Russian, creato nel 1949 all’Hotel Metropole di Bruxelles dal bartender belga Gustave Tops in onore dell’ambasciatrice americana in Lussemburgo e socialite Perle Mesta. Scuro e misterioso, nato dall’unione di liquore al caffè Kahlúa e vodka, è diventato il simbolo dell’inizio di una Guerra Fredda che sembra non essere ancora finita. Anche qui, due opposti che si confrontano. La versione White Russian, con panna, affiorata in qualche bar a metà anni ’60, è diventata mitica grazie al film Il Grande Lebowski.

caffè cocktail
Il Black Hole è un cocktail a base di Demerara Rum con espresso e liquore al caffè reso più corposo dal caramello salato, con sfumature di Fava Tonka © G. Menchicchi

Ricette dai nomi storici e territoriali

Ai primi dell’Ottocento risale invece il Mazagran, che prende il nome della fortezza dove furono assediati i soldati della Legione Straniera durante la guerra coloniale in Algeria: caffè, ghiaccio e zucchero e Rum o Cognac, se disponibile. Una versione ancora oggi molto diffusa, ma passata in Portogallo, prevede l’aggiunta di succo e buccia di limone oltre al Rum. Una storia lunga, dunque, ma dalle alterne vicende quella tra distillati e caffè, che in versione invernale annovera grandi classici come l’Irish Coffee e il Caffè alla Valdostana.

Il trend del Cold Brew

Ricette classiche o pop che di recente hanno ripreso smalto, spinte dal rinnovato interesse verso le estrazioni complementari all’espresso e alle monorigini. I bartender, spesso anche baristi, hanno iniziato a conoscere meglio la materia prima e a giocare con le acidità e i profili aromatici per ottenere, per assonanza o per contrasto, nuovi accostamenti. Non sono mancate le sperimentazioni. Si è sostituita in fase di estrazione l’acqua con un distillato, ad esempio mettendo un Vermouth secco nella moka. Ma la star del momento è senza dubbio il Cold Brew, il caffè estratto a freddo. È ricco di sfumature aromatiche ideali per la stagione calda e con il vantaggio di contenere poca caffeina, utile specie alla sera. C’è anche chi utilizza il cascara, l’infuso preparato con le bucce della drupa (il frutto della pianta, ndr) di caffè.

Il (Not an Ordinary) Espresso Martini è preparato con Himalayan Gin e passion berry spirit, Vermouth bianco, cedro e un particolarissimo Cold Brew coffee kombucha

Altre creazioni con Gin, Rum e Vermouth

Oggi tra nuovi drink e twist dei classici – che vedono il Martini e il Negroni al centro ma anche Tom Collins e Gin Tonic – la strana coppia caffè-alcol è ormai sdoganata e raramente manca nei menù dei cocktail bar più di tendenza. Solo restando sulla creazione di Dick Bradsell, al Rita’s Tiki Room di Milano abbiamo provato dalla lista estiva il Black Hole, versione a base di Demerara Rum con espresso e liquore al caffè resa più corposa dal caramello salato e con sfumature di Fava Tonka. Mentre al Flamel di Lugano il (Not an Ordinary) Espresso Martini si declina con Himalayan Gin e passion berry spirit della casa, Vermouth bianco, cedro e un particolarissimo Cold Brew coffee kombucha che conferisce una piacevole nota acidula.

E c’è perfino il Coffee Champagne

La strana coppia ha anche i suoi campionati mondiali: baristi da ogni dove recentemente si sono cimentati a Milano al World of Coffe della Specialty Coffee Association nella gara Coffee in Good Spirits. Ha vinto la polacca Agnieszka Rojewska con un Coffee Champagne, ovvero un cocktail gassato con ghiaccio secco e chiarificato con latte preparato con un caffè Panama Gesha (“lo Champagne dei caffè”. Gin, liquore allo yuzu, liquore all’albicocca, chinotto nero, liquore al cioccolato fondente, succo di limone e latte caldo.

Foto di apertura: l’accostamento di due ingredienti come alcol e caffè è molto diffuso nei cocktail © J. Monster – Unsplash

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© Riproduzione riservata - 28/08/2022

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