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Passaggio a Nordovest. Nel mondo si parla di Dolceacqua e Ruché

26 Novembre 2020 Anita Franzon

Vinforum proclama il Rossese di Dolceacqua Curli “miglior rosso ligure”, con un omaggio al paesino tanto amato da Monet. E Wine Spectator dedica un intero articolo al Ruché, “una delle uve più strane del Piemonte”.


Il migliore vino rosso della Liguria? Per il magazine norvegese Vinforum è Curli, Rossese di Dolceacqua Superiore Doc 2018 firmato Maccario-Dringenberg, “proveniente dalla vigna che il mitico Luigi Veronelli – enologo, gastronomo e intellettuale – chiamava “la Romanée-Conti d’Italia””.

Dolceacqua, un terroir unico

E anche se si tratta di due vini che non hanno alcuna somiglianza «la curiosità va stuzzicata», scrive l’autore dell’articolo, che spiega: “Dolceacqua è un paesino tranquillo, immortalato da Claude Monet con il suo bellissimo ponte ad arco […]. La denominazione Rossese di Dolceacqua Doc si estende quasi fino al confine francese. Nonostante il clima in Liguria sia generalmente mite e caldo, il paesaggio montano della zona contribuisce a creare condizioni abbastanza continentali”.

L’ora del Ruché

Secondo Wine Spectator, invece, è l’ora del Ruché: “Una delle uve più strane del Piemonte, un rosso accattivante e conveniente che è tornato in pista dopo aver rischiato l’estinzione”. Questa varietà trova casa tra le dolci colline del Monferrato intorno a Castagnole Monferrato. Scrive l’autore dell’articolo Robert Camuto: “Molti luoghi definiscono i loro vini unici, ma il Ruché del Monferrato è davvero singolare, grazie a un tocco aromatico al naso che è raro nei rossi. Una recente degustazione di vini giovani degli oltre 20 produttori di Ruchè del Monferrato mi ha stupito per i sentori di menta che saltavano fuori dal bicchiere, seguiti da un morso tannico”.

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