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Magra vendemmia in Australia nel 2012 a causa delle alluvioni

15 Maggio 2012 Civiltà del bere
La produzione vinicola australiana subisce un forte calo nel 2012. L’Australian Boureau of Agricultural and Resource Economics and Sciences (Abares) ha stimato per quest’anno un raccolto di circa 1.530 tonnellate, il peggiore dal 2007 (che ammontava a sole 1.410 tonnellate). I DANNI CAUSATI DALLE ALLUVIONI - Le ragioni di questa riduzione sono da collegarsi alle frequenti alluvioni della primavera del 2011, che hanno messo a repentaglio la salute delle viti rendendole più facilmente attaccabili da muffe e parassiti. Di conseguenza, quest'anno le viti hanno prodotto una minore quantità di grappoli, con acini più piccoli: se ciò non sembra compromettere la qualità delle uve, sicuramente porterà un raccolto più magro. Inoltre, nonostante i ripetuti interventi dei produttori, le forti piogge tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo 2012 hanno comportato una nuova esplosione di malattie e una parziale perdita del raccolto in alcune aree a est del New South Wales e nel Victoria del nord. LE AREE COLPITE - Il direttore esecutivo di Abares, Paul Morris, ha dichiarato a Decanter.com che il danno subito dai vigneti nelle alluvioni tra 2010 e 2011 ha avuto un effetto negativo anche quest’anno in molte regioni dell’Australia orientale; un calo dal 2 al 5% nella produzione si è verificato perfino nelle zone australiane dal clima più caldo, come Murray Darling, Swan Hill, Big Rivers e Lower Murray, che insieme compongono circa il 60% della produzione vinicola nazionale. I vitigni maggiormente colpiti dalle condizioni climatiche del 2011 sono Chardonnay, Shiraz e Cabernet Sauvignon. Gli esperti di Abares, comunque, ritengono che nei prossimi anni si tornerà alle normali cifre di produzione vitivinicola australiana: per il 2012-2013 si prevede un incremento del 5% (1.610 tonnellate), mentre nel 2013-2014 il raccolto potrà ammontare a circa 1.630 tonnellate.

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