Alla prima edizione dell’Anteprima delle nuove annate della denominazione sono stati presentati 210 vini di 130 Cantine. La flessibilità del disciplinare incoraggia la creatività dei produttori, che può esprimersi sia attraverso gli autoctoni, come Nebbiolo e Arneis, sia con gli internazionali Chardonnay e Cabernet. La nostra selezione
La realtà dei vini di Langa non è composta solo dai più rinomati e blasonati Barolo e Barbaresco. Dei 66 milioni di bottiglie prodotte ogni anno nell’areale – di cui fanno parte anche i vini d’Alba e Dogliani, tutelati dal medesimo consorzio (quello appunto di Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani) – quasi un terzo, cioè 20 milioni, provengono dalla Doc Langhe. Si tratta di una denominazione relativamente giovane per i suoi 30 anni, che vuole affrancarsi dalla definizione di denominazione di ricaduta e desidera distinguersi in un panorama langarolo così numeroso e variegato, rendendosi protagonista di iniziative promozionali come quelle delle Anteprime delle nuove annate. Lo scorso 23-24 marzo, infatti, il Consorzio ha organizzato ad Alba (Cuneo) la prima edizione dell’Anteprima Langhe Doc “un territorio in evoluzione” per presentare a giornalisti italiani ed esteri provenienti da 11 Paesi europei le ultime vendemmie uscite in commercio della denominazione.
Le tipologie e le altre prescrizioni del disciplinare
La Doc Langhe insiste su 96 comuni tra Langa e Roero ed è nata nel 1994 con l’intento dichiarato di abbracciare le più ampie e trasversali prospettive interpretative: oltre al Rosso e Bianco, anche Passito, e Rosato, include molte tipologie monovitigno da uve sia autoctone sia internazionali – Barbera, Dolcetto, Freisa, Nebbiolo, Arneis, Favorita, Nascetta, Rossese bianco, Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot nero, Chardonnay, Riesling e Sauvignon. Inoltre lascia libera espressione al produttore anche sull’affinamento. È contemplato infatti l’uso sia del legno sia dell’acciaio senza particolari prescrizioni di tempo, eccetto che per alcune tipologie. Ma le rese rimangono contenute entro i 90-110 q/ha, ridotte a 50-70 per la menzione Vigna, a garanzia di un’espressione di alta qualità.
L’alternativa al Barolo
«Inizialmente, la nostra volontà è stata quella di dar vita a vini Langhe Doc fruttati e immediati, provenienti anche da uve internazionali, più adatti al gusto dei palati stranieri (soprattutto Canada e Usa), come alternativa a Barolo e Nebbiolo, che all’epoca erano ancora poco compresi», spiega Gianluca Roggero, vicepresidente del Consorzio. Negli ultimi anni, però, la scelta dei produttori si è focalizzata sulla tipologia Nebbiolo Langhe Doc, che conta oggi oltre la metà delle bottiglie prodotte. A questo seguono, nell’ordine, Arneis, Rosso, Chardonnay, Favorita e Dolcetto, confermando una propensione dei vitivinicoltori per le varietà autoctone.
Breve excursus sui suoli
«Con questa prima edizione dell’Anteprima abbiamo voluto segnare un nuovo punto di partenza per la Doc Langhe», continua Roggero. «Una denominazione volutamente ampia e trasversale rappresenta oggi una piattaforma importante per raccontare il territorio in tutte le sue sfaccettature». E le Langhe sono davvero estremamente varie e diversificate, a partire dalla composizione dei suoli, come ricorda Edmondo Bonelli, enotecnico e consulente ambientale del Consorzio. «Qui nel corso dei millenni si sono alternati ambienti diversi, che hanno originato una realtà geopedologica molto diversificata». In sintesi, la vite cresce su un sedimento marino millenario, dove suoli marnosi, calcarei, sabbiosi e argillosi si mescolano, costringendo le radici a uno sviluppo orizzontale a causa della scarsa profondità delle rocce e regalando uve dalla concentrazione aromatica unica.
Oltre 200 etichette dal 2020 al 2025
Nel corso delle due giornate sono state presentate 210 etichette di Langhe Doc di 130 Cantine del territorio, con annate che andavano dalla 2020 alla 2025. Difficile, per chi come noi le ha assaggiate, trovare un filo conduttore che le accomuni, se non nell’eleganza, accompagnata da un’ottima struttura che ne garantirà anche una buona evoluzione nel tempo, che abbiamo riscontrato in alcuni campioni. Di seguito vi proponiamo una nostra selezione, che comprende il maggior numero di tipologie degustate, pur mantenendo un focus sul Nebbiolo Langhe Doc.
La nostra selezione
