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Vinchio Vaglio: sei modi di dire Barbera

12 Marzo 2026 Jessica Bordoni Piemonte
Vinchio Vaglio: sei modi di dire Barbera
Le etichette di Barbera Vinchio Vaglio degustate, comprese due vecchie annate per testare l'evoluzione nel tempo di questa varietà

Per la cooperativa del Monferrato astigiano la valorizzazione del vitigno passa dalla cura di impianti storici che superano gli 80 anni e danno vita al progetto Vecchie Vigne. Un tasting permette di esplorare la versatilità di quest’uva dall’acidità inconfondibile

Un paese ci vuole (come scrisse Cesare Pavese), ma due sono meglio. Almeno per Vinchio Vaglio, realtà cooperativa del Monferrato astigiano con vigneti distribuiti perlopiù nei comuni di Vinchio e Vaglio Serra. Non a caso, proprio per non fare torto a nessuno, nel 1959 la sede venne eretta esattamente al confine tra le due località. Alla fondazione i soci erano 19, oggi sono saliti a 193, per un totale di 550 ettari vitati, oltre il 75% dei quali a Barbera.

Una cooperativa da 830 mila bottiglie

Fin da subito fu chiara la volontà di fare qualità, in un periodo in cui si pensava soprattutto ai volumi, e venne chiamato a collaborare Giuliano Noè (1935-2025), celebre enologo consulente soprannominato “il Barberologo” per il suo instancabile lavoro di valorizzazione dell’autoctono piemontese (è stato anche fra i padri della Docg Nizza).  A poco meno di settant’anni dalla nascita, Vinchio Vaglio è un gruppo solido che commercializza ogni anno 830 mila bottiglie, di cui l’85% in Italia, soprattutto nel Nordovest, a cui si aggiungono 730 mila bag in box da 3 e 10 litri, destinati soprattutto all’estero, Nord Europa in primis.

Cura e custodia delle vecchie vigne

Il know how sulla Barbera si concretizza in un’ampia gamma di referenze destinate al canale Horeca, tra cui spiccano le due Barbera d’Asti Docg Vigne Vecchie e Vecchie Vigne 50. «Avviato nel lontano 1985 con l’enologo Giuliano Noè, il progetto Vigne Vecchie ha portato all’individuazione dei migliori vigneti di età superiore ai 50 anni – che oggi oltrepassano anche gli 80 anni e richiedono un grande lavoro di precisione e cura dei filari, a fronte di una resa per ettaro più ridotta e un’espressione qualitativa fuori dal comune», spiega il presidente di Vinchio Vaglio Lorenzo Giordanoo. «Proprio per questa sua mission, Vinchio Vaglio ha deciso di aderire al circuito di The Old Wine Conference e si è iscritto al Censimento delle Vecchie Vigne italiane curato dalla testata Civiltà del bere».

Un’uva dalla sorprendente versatilità

Lo scorso 6 marzo una degustazione organizzata all’Osteria del Treno di Milano, alla presenza del presidente di Vinchio Vaglio Lorenzo Giordano, del direttore generale Marco Giordano e dell’enologo  Matteo Laiolo, ha permesso di cogliere l’affascinante versatilità espressiva di quest’uva ricca di acidità e zuccheri, ma povera di tannini, dalla quale si possono ottenere sia vini freschi e fruttati, di pronta beva, che prodotti più strutturati e complessi, con un’insospettabile capacità di invecchiamento. «Nell’Astigiano la Barbera è il vitigno per eccellenza e occupa le zone collinari più vocate e meglio esposte», precisa il direttore Marco Giordano. «I terreni sono magri, i pendii scoscesi e gli appezzamenti a strapiombo trovano spazio ai margini dei boschi, in alternanza ai noccioleti. La maturazione è medio-tardiva e dopo il 2010 il nemico numero uno in campo è la flavescenza dorata, che però per fortuna negli ultimi due anni ha ridotto i suoi danni rispetto alla triade 2016-17-18 e 2020-21-22».

Il tasting

Vinchio Vaglio Barbera

Sorì dei Mori, Barbera d’Asti Docg 2024

Frutto di un’annata assai piovosa, quasi il doppio rispetto alla media delle precedenti. L’aver anticipato la raccolta di 4-5 giorni si è rivelata una mossa provvidenziale. Blend di diversi vigneti con terreni sabbiosi e argillosi. Macerazione di 6 giorni, malolattica svolta, riposo in vasche di cemento per almeno 6 mesi. Bouquet di violetta, frutta rossa fresca, accenni balsamici e liquirizia. Sorso scattante e sapido, finale piacevolmente ammandorlato.

I Tre Vescovi, Barbera d’Asti Superiore Docg 2023

È il vino bandiera, il cui nome omaggia la località dove si incontrano i confini delle diocesi di Asti, Aqui Terme e Alessandria. Vigne di oltre 30 anni. Affinamento in botti di rovere francese dove il vino riposa 12 mesi. Poi 1 mese in cemento prima del passaggio in bottiglia per almeno 6 mesi. Bell’equilibrio tra frutto, acidità e struttura. Naso intenso di chiodi di garofano, pepe, eucalipto, note tostate. In bocca è ampio, disteso, sapido, balsamico nel finale.

Vigne Vecchie 50, Barbera d’Asti Docg 2023

L’obiettivo, con il lancio nel 2009, era quello di dar vita a una versione più fresca e leggiadra del Vigne Vecchie in occasione del mezzo secolo aziendale. Il successo è stato tale che si è deciso di inserirlo in portfolio e oggi è uno dei vini fiore all’occhiello di Vinchio Vaglio. Le uve impiegate sono le stesse che concorrono a quelle del Vecchie Vigne (impianti di oltre 80 anni), ma in cantina non sono previsti passaggi in legno, così da esaltare la qualità dell’uva e la sua dotazione varietale. Bagaglio olfattivo di frutta matura, mora, amarena, ciliegia, sottobosco. Timbro fresco e struttura salda ed equilibrata. La Barbera “come una volta”.

Laudana, Nizza Docg 2022

Il Bricco Laudana è un crinale collinare orientato a sud tra Vinchio e Mombercelli con terreni sabbiosi e una buona dotazione di argilla. L’appezzamento è di circa 2,5 ettari e l’età media delle vigne si aggira intorno ai 50 anni. 9 giorni di macerazione, malolattica in acciaio e affinamento di 1 anno in botte grande (fino alla vendemmia 2019 avveniva in barrique), poi 1 mese in vasche di cemento e 6 mesi in bottiglia. Bouquet evocativo e orientaleggiante, beva rotonda, profonda, con una texture tannica setosa.

Vigne Vecchie, Barbera d’Asti Superiore Docg 2021

Il vino che ha dato l’avvio al progetto omonimo, da storici impianti collinari particolarmente vocati esposti a sud. L’affinamento di circa 14 mesi avviene per il 70% in barrique e per il 30% in tonneau da 500 ettolitri; il 33% del legno è di I passaggio. Naso intrigante di viola, rosmarino, ciliegia sciroppata, vaniglia, nocciole tostate. Una Barbera elegante e ricercata, in equilibrio tra sapidità e dolcezza. Spessore, corpo, complessità, senza rinunciare alla finezza.

Sei Vigne Insynthesis, Nizza Riserva Docg 2019

Il progetto, partito nel 2001 e presentato nel 2004, riunisce la produzione di sei appezzamenti particolarmente vocati e meglio esposti di diversa composizione (terre sabbiose, rosse e astiane) con almeno 60 anni d’età e su cui viene praticato un diradamento del 50%. Macerazione di 10 giorni, affinamento di 20 mesi per il 70% in barrique e il 30% in botti grandi, poi cemento e bottiglia. Frutto di un’annata equilibrata, si distingue per il ricco bouquet di frutta matura, accenni di tartufo, frutta secca tostata, cioccolato. Nel calice concentrazione e pienezza per una Barbera da meditazione.

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