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Bottiglie più leggere? Si procede in ordine sparso

16 Febbraio 2026 Alessandro Franceschini
Bottiglie più leggere? Si procede in ordine sparso
Collection of Vintage Wine Bottles in a Cellar. A close-up view of rows of dusty wine bottles stored in a wine cellar © P. Piatrouski -Shutterstock

I Consorzi italiani nicchiano, le vetrerie intanto lanciano proposte sempre più leggere, spinti da una domanda crescente. Obiettivo: diminuire l’impronta di CO2. In Italia spicca il caso SOStain Sicilia, in Francia si muove qualcosa di più organico all’interno delle denominazioni

A fine 2024, Ardagh Glass Packaging-Europe, divisione operativa di Ardagh Group, ha annunciato il lancio di una nuova gamma di bottiglie per il mercato europeo, Bordeaux e Schlegel, che pesano tra 410 e i 360 g. Ad agosto del 2025 è stata la volta di Vidrala, multinazionale spagnola: all’Expo di Osaka in Giappone ha presentato una bottiglia, sempre da 750 ml, del peso di 260 g che “supera i limiti di ciò che è tecnicamente possibile nel settore degli imballaggi in vetro”. A novembre il Gruppo Saida, vetreria romagnola, ha proposto una borgognotta da 450 g. Nello stesso mese è stata la volta anche di un altro big del settore, Verallia, che ha annunciato “la bottiglia Borgogna più leggera al mondo”, Borgogna Air, del peso di 300 g.

“Call to action” ai produttori

Sono solo alcuni esempi che certificano come nel mondo delle vetrerie sia in atto una vera e propria corsa a presentare bottiglie sempre più leggere ed ecosostenibili. Non è una novità, ma il segnale che qualcosa si muove, e anche velocemente. L’anno scorso Slow Food, dal palco della manifestazione Slow Wine Fair, aveva d’altronde lanciato una call to action ai produttori di vino chiedendo entro la fine del 2026 l’adozione di bottiglie con un peso medio inferiore ai 450 g. Il suo appello l’hanno firmato, al momento, 382 persone e sarà da capire, alla fine di quest’anno, cosa sia effettivamente cambiato.

I principali standard di sostenibilità

Il peso medio sostenibile per una bottiglia di vetro da 750 ml dovrebbe essere tra i 420-450 g per vini fermi, avendo l’obiettivo di ridurre l’impronta CO2 tra il 25 e il 50%. Lo sostiene la Sustainable Wine Roundtable, piattaforma globale indipendente, con sede a Londra. Nata nel 2021, riunisce oltre 130 membri della filiera vinicola tra produttori, retailer, fornitori di packaging. Il Bottle Weight Accord, lanciato proprio da SWR nel 2023 e sottoscritto da nomi importanti del mondo del retail come ad esempio Waitrose, Whole Foods, Lidl e Tesco, prevede la riduzione del peso delle bottiglie a 420 g per le proprie private label.

Il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi

Nel 2025 è entrato in vigore il Regolamento Ue 2025/40, noto anche come PPWR – Packaging and Packaging Waste Regulation, e la maggior parte delle sue disposizioni diventerà obbligatoria dal 12 agosto 2026. L’obiettivo è quello di ridurre la quantità di imballaggi con l’adozione di una serie di misure che ovviamente impattano anche sulla produzione di vetro, bottiglie per il vino incluse. Impone, ad esempio, l’utilizzo di materiale riciclato entro il 2030, promuove l’utilizzo di eco-design per minimizzare lo spazio vuoto durante il trasporto. Non stabilisce un peso massimo, ma stimola la sua riduzione al minimo. Insomma, la direzione è tracciata.

Le aziende italiane, chi comunica l’alleggerimento

I casi di singole aziende che ultimamente hanno annunciato operazioni di alleggerimento non mancano. Elena Walch, nel 2024, è passata all’utilizzo di una bottiglia borgognotta da 395 g, realizzata da Vetrolab. Girlan, rimanendo in Alto Adige, cooperativa di Cornaiano, dal 2023 ha deciso di mettere in campo una impegnativa transizione con l’utilizzo di bottiglie da 410 g, realizzate in partnership con O-I Italy, che impatterà su quasi 2 milioni di bottiglie. Tinazzi, realtà veneta con tenute anche in Toscana e Puglia, è invece un classico esempio di chi ha deciso uscire dall’assioma bottiglia pesante/bottiglia importante, sostituendo quelle da 1,2 kg di una linea premium con quelle più leggere da 550 g, per un totale 200 mila unità.

Cosa emerge da alcuni bilanci di sostenibilità

Sondare il polso della situazione attraverso i bilanci di sostenibilità è un’interessante cartina di tornasole dello stato dell’arte. Cantine Volpi (bilancio di sostenibilità del 2024) dichiara di aver iniziato ad alleggerire le bottiglie nel 2021, passando, per quelle bordolesi, da 410 a 360 g su circa 1,5 milioni di unità.  Fontanafredda (bilancio di sostenibilità 2024) afferma di aver usato “bottiglie leggere per 2.068.523 unità (30,2% del totale 6.839.403), con l’89,8% del vetro riciclato”, anche se poi non scende nel dettaglio del peso effettivo. Barone Ricasoli (bilancio di sostenibilità 2025) segnala “cali sostanziali nel 2024 negli acquisti totali di vetro e nel peso medio”.  Da un grafico si intuisce che sia passata a un peso medio intorno ai 400 g. Tasca d’Almerita(bilancio di sostenibilità 2024) riporta un peso medio di 502,16 g nel 2024, “sotto il benchmark di SOStain che è di 550 g”. Fratelli Martini (bilancio di sostenibilità 2024-25) “si impegna a ridurre la CO2 legata alle bottiglie di circa 260 t CO2”. Donnafugata (bilancio di sostenibilità 2024) afferma che “nell’anno 2024, prendendo in considerazione il totale delle bottiglie da 750 ml imbottigliate, il 59% di queste sono leggere”, senza aggiungere dettagli.

Consorzi? Tutto (quasi) fermo in Italia

Un dato dolente, in Italia, è rappresentato certamente dall’immobilismo complessivo dei Consorzi di tutela su questo fronte. Al momento, non esistono disciplinari che abbiano inserito qualche indicazione sul peso delle bottiglie. Ci sta provando quello dei Colli Tortonesi, anche se tutto è fermo in attesa di approvazione dal 2020. Tra le varie modifiche, sarebbe infatti prevista anche l’introduzione di un limite a 600 g per il Timorasso. È certamente virtuoso, invece, il caso della Fondazione SOStain Sicilia, promossa dal Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia e Assovini Sicilia. Tra le iniziative spicca l’introduzione della bottiglia leggera Centopercento Sicilia, del peso di 410 g, totalmente made in Sicily e realizzata con il 90% di vetro riciclato in collaborazione con O-I Glass. Nel 2024 ne sono state prodotte più di 11 milioni. 

Cosa succede in Francia

Anche in Francia qualcosa si muove. Alla fine dell’anno scorso l’Aop Côtes-de-Provence ha annunciato di aver alleggerito la bottiglia ufficiale delle denominazione, la famosa “flûte à corset”, dagli attuali 560 g a 420, con una riduzione del 25%. È stata presentata a Wine Paris. Considerando le circa 130 milioni di bottiglie prodotte mediamente da queste parti, l’impatto potrebbe risultare davvero importante. Da sottolineare come il sostegno finanziario a questa nuova bottiglia arrivi da Adelphe, un eco-organismo approvato dallo Stato francese (e che collabora attivamente con Verallia): ha aiutato anche l’Aoc Tavel, nel Rodano del Sud, che sempre nel 2025 ha ridotto il peso della sua bottiglia ufficiale del 24%, da 550 a 420 g.

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