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Crémant de Bourgogne, l’anima pétillante della regione. La terza tappa

6 Dicembre 2024 Jessica Bordoni
Crémant de Bourgogne, l’anima pétillante della regione. La terza tappa
Oggi l’Unione dei produttori di Crémant de Bourgogne riunisce circa 3 mila realtà, tra cui un centinaio di Cantine imbottigliatrici. Tutte le foto del servizio © Upecb

All’Enoluogo di Civiltà del bere un doppio appuntamento per conoscere da vicino la produzione spumantistica alla presenza di una delegazione di vigneron. E scoprire bollicine versatili e morbide, dalla spiccata vocazione gastronomica e dall’apprezzabile rapporto qualità-prezzo

Rosso, bianco, ma anche spumante. Dici Borgogna e pensi subito ai suoi celeberrimi vini fermi; tuttavia anche la produzione di bollicine Metodo Classico riserva molte piacevoli sorprese agli appassionati. Il Crémant de Bourgogne, prodotto con le uve autoctone Chardonnay, Pinon noir, Gamay e Aligoté, è diffuso in tutta la regione: circa 2.800 ettari vitati per 175 mila ettolitri all’anno. Oggi l’Unione dei produttori di Crémant de Bourgogne riunisce circa 3 mila realtà, tra cui un centinaio di Cantine imbottigliatrici.

L’incontro all’Enoluogo di Civiltà del bere

Una piccola delegazione dell’Upecb ha partecipato all’incontro organizzato all’Enoluogo di Civiltà del bere lo scorso 28 ottobre a Milano. Un rendez-vous lungo tutta la giornata attraverso due momenti chiave: la tavola rotonda mattutina con un ristretto gruppo di operatori di settore e giornalisti; il walk around tasting pomeridiano per gli addetti ai lavori e il pubblico di wine lovers che hanno potuto assaggiare una trentina di etichette.
Formazione, dunque, ma anche comunicazione e degustazione: sono questi i tre aspetti su cui il consorzio dei produttori ha deciso di focalizzarsi, con l’obiettivo di capire a fondo le potenzialità del mercato italiano e inserirsi sempre di più e sempre meglio al suo interno. «Stiamo iniziando a costruire un’immagine competitiva, vogliamo far conoscere le nostre peculiarità distintive», spiega Philippe Chautard, vicepresidente dell’Upecb e titolare del Domaine Louis Picamelot a Rully.

Cremant de Bourgogne enoluogo
La tavola rotonda che si è tenuta la mattina del 28 ottobre all’Enoluogo di Civiltà del bere a Milano

Non la “solita” masterclass, ma un’occasione di confronto

Nel salotto del vino milanese di Civiltà del bere Andrea Amadei, autore di Decanter Rai Radio2 e volto televisivo di programmi enogastronomici, ha moderato con il direttore Alessandro Torcoli la tavola rotonda tra giornalisti, sommelier, consulenti, enotecari e la delegazione di produttori dell’Upecb. Non la “solita” masterclass bensì un confronto diretto e costruttivo tra le parti davanti a una batteria di sei diversi Crémant de Bourgogne attualmente in commercio. Aldilà dei giudizi sui singoli vini, ha stupito la notevole versatilità e bevibilità di tutte le bollicine, unita a una piacevole morbidezza e a una spiccata vocazione gastronomica. Ultimo ma non ultimo, un apprezzabile rapporto qualità-prezzo, che si aggira mediamente intorno ai 20-25 euro al pubblico.

Il tasting: dal Blanc al Rosé

Il tasting è cominciato con Les Terroirs Blanc Brut 2021 di Maison Picamelot, unione di Chardonnay 41%, Pinot nero 37%, Aligoté 15% e Gamay 7% provenienti dalla Cote Chalonnaise, Côte de Beaune e Côte de Nuits. È la porta d’accesso alla denominazione e ne rivela il carattere immediato e gourmand. A seguire il Blanc de Noirs Brut 2019 di Bailly Lapierre, 100% Pinot nero dell’Auxerrois: fruttato, avvolgente e goloso. Maison Louis Bouillot ha proposto il Perle d’Aurore Brut, incontro di Chardonnay 40%, Pinot nero 35%, Gamay 20% e Aligoté 5%. Un Rosé di buona freschezza e bella rotondità, decisamente passepartout.

Le sei bottiglie di Crémant de Bourgogne degustate durante la masterclass

Le versioni più complesse

Con la Cuvée Gérard Brut di Maison Vitteaut- Alberti il periodo di affinamento sui lieviti aumenta fino a 36 mesi. La beva (blend di Chardonnay, Aligoté e Pinot nero) si fa più ricca e complessa, anche grazie a una sosta in legno. Bella prova d’autore anche per Sainchargny – Cave de Lugny con l’Immémorial Brut Grand Eminent 2017: 100% Chardonnay che resta 3 anni sul lié. Equilibrio ed eleganza che si ricordano, come suggerisce il nome. In chiusura la Grande Cuvée Blanc de Blancs Grand Eminent 2018 di Maison Albert Sounit, 60 mesi sui lieviti per uno spumante che mostra tutta la classe e la stoffa a cui il Crémant de Bourgogne può arrivare.

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