Dal mondo Dal mondo Anna Rainoldi

Vino italiano a Hong Kong: le nostre strategie per il mercato asiatico

Vino italiano a Hong Kong: le nostre strategie per il mercato asiatico

Hong Kong è un punto nevralgico del commercio internazionale di vino diretto ai Paesi del Sol Levante. L’abolizione dei dazi doganali ha ulteriormente incentivato il settore: oggi Hong Kong è sede importanti eventi fieristici internazionali, come l’imminente Hong Kong International Wine & Spirits Fair (8-10 novembre). Ma quanto pesa il vino italiano sul mercato vinicolo complessivo del Paese? Quali sono le nostre prospettive? Ci risponde Michele Scuotto, direttore di Ice Agenzia a Hong Kong.

«Abbiamo assistito a un incremento imponente delle importazioni da quando il governo di Hong Kong, nel 2008, ha eliminato totalmente i dazi all’import sul vino e sulle bevande alcoliche con gradazione inferiore a 30% vol.», spiega Michele Scuotto. «L’import complessivo dal mondo è passato dai 366 milioni di dollari Usa del 2008 a 1,5 miliardi di dollari Usa nel 2017».

 

Michele Scuotto, direttore di Ice Hong Kong

 

Quanto pesa il vino italiano a Hong Kong (e chi fa meglio di noi)

L’Italia è il quinto Paese fornitore di vino a Hong Kong: il valore del nostro import nel 2017 è pari a 44 milioni di dollari Usa, con un incremento in valore del +26,4% sul 2016. Da notare che il 40% del vino importato viene poi riesportato verso la Cina». La Francia domina la classifica dei nostri competitor e si conferma primo partner commerciale di Hong Kong, seguita da Australia, Regno Unito e Usa. «Nel caso del Regno Unito. il valore esportato deriva sia dal ruolo delle case d’asta che operano a Hong Kong, sia dai trader inglesi che importano vino da vari Paesi produttori (tra cui l’Italia) e poi lo esportano nuovamente a Hong Kong», specifica Scuotto.

Il mercato è rosso, ma i bianchi italiani guadagnano terreno

Ma cosa si beve in Asia? «Il mercato vinicolo di Hong Kong, eccezion fatta per le tipologie frizzanti e spumanti, è largamente dominato dai vini rossi, che rappresentano oltre il 95% delle importazioni complessive». Lo Stivale, però, rappresenta un’eccezione. La percentuale di vini bianchi importati dall’Italia è sensibilmente più alta: il rapporto è di 70-30 tra rossi e bianchi. «Fra i principali partner commerciali di Hong Kong, siamo l’unica nazione ad avere una percentuale cosi elevata di bianchi (30%): è il secondo Paese esportatore di vini bianchi per valore».
Si tratta di un trend in evoluzione: «Se prima erano noti solo i più famosi Barolo, Brunello e Chianti, ora si fanno strada anche tipologie e vitigni da altre zone d’Italia».

I nostri punti di forza: ristorazione e millennials

Fra i punti di forza della nostra produzione vinicola c’è il rapporto con la ristorazione. «Il mercato del vino italiano a Hong Kong si sta sviluppando con costanza, anche grazie all’aumento del numero di ristoranti italiani presenti sul territorio. Si registra una crescente attenzione per lo stile di vita italiano», spiega il direttore di Ice Hong Kong, «E l’interesse per mondo del vino da parte delle nuove generazioni. Sempre più giovani desiderano provare questa nuova esperienza». Non mancano, però, le difficoltà: «I consumatori di vino a Hong Kong dichiarano spesso di sapere che in Italia si producono ottimi vini, ma di non essere in grado di distinguerli e apprezzarli. A volte anche le etichette sulle bottiglie sono troppo complicate e difficili da comprendere».

Elaborare una strategia mirata con gli importatori locali

Questi commenti riflettono, in un certo senso, l’atteggiamento positivo dei consumatori di Hong Kong nei confronti del vino italiano. Ma non è semplice battere i nostri competitor. Sul fronte della qualità, i vini francesi godono di grande fama internazionale, mentre i vini del Nuovo Mondo (America, Australia…) hanno prezzi molto concorrenziali. «Le cantine italiane, però, non devono affrontare il mercato con un atteggiamento passivo, aspettando di “essere scelte”», rimarca Scuotto. «Per guadagnare maggiori quote bisogna elaborare strategie mirate, affidandosi anche all’esperienza e ai suggerimenti degli importatori locali e supportandoli in una promozione “attiva” che spesso manca – come lamentano gli stessi importatori».

Ice Agenzia per il vino italiano a Hong Kong

Ice Agenzia svolge attività di promozione del vino italiano a Hong Kong rivolte ai professionisti come ai consumatori. «Hong Kong sta acquistando sempre più importanza come centro fieristico internazionale, non solo rivolto all’estremo Oriente. Cresce il numero di espositori e visitatori business provenienti da tutti i Paesi del mondo: dalle Americhe all’Europa, dal Medio Oriente all’Africa, all’Asia centrale». All’Hong Kong International Wine & Spirits Fair (8-10 novembre) Ice supporta la partecipazione delle aziende italiane con azioni di comunicazione e un’area istituzionale per wine tasting e seminari. A maggio, invece, Ice partecipa con una collettiva di Cantine italiane e un programma collaterale di eventi a due importanti manifestazioni: Vinexpo Hong Kong negli anni pari (dalla prima edizione, a fine anni Novanta) e ProWine Asia Hong Kong negli anni dispari (dalla prima edizione del 2017). Parallelamente, Ice invita importatori e buyer di Hong Kong ai principali eventi fieristici di settore in Italia.

Formare il trade e dialogare con i consumatori

Altrettanto importanti sono le attività di formazione rivolte al trade: Ice supporta i corsi VIA (Vinitaly International Academy) all’HK International Wine & Spirits Fair e organizza percorsi formativi sul vino italiano per i sommelier di Hong Kong, in collaborazione con la Hong Kong Sommelier Association (HKSA). Altre attività di Ice Agenzia sono rivolte ai consumatori, come le promozioni su vino e alimentari made in Italy concordate con due importanti catene di distribuzione: Citysuper e Yata (che continueranno anche nel 2019). E la partecipazione all’Hong Kong Wine & Dine Festival, ogni anno a fine ottobre: questa decima edizione dell’evento ha registrato ben 140.000 visitatori.

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